• Nicola Gratteri: la sua prima conferenza universitaria (19 aprile 1993)

    UNIVERSITA’ DI CASSINO – ORE 11, LEZIONE ANTIMAFIA: UN MAGISTRATO IN TRINCEA. La prima conferenza universitaria del dr. Nicola Gratteri, allora giovanissimo sostituto procuratore, ha origine nella sua stanza di lavoro al Tribunale di Locri (Reggio Calabria), allorquando nel 1993 stava per essere organizzato un collegamento in diretta con una trasmissione pomeridiana della Rai, dedicata a un fatto di cronaca per il quale il magistrato calabrese era stato protagonista. Già all’epoca si avvertiva nei suoi confronti il tentativo di essere “messo da parte dal mondo dei media che più contavano”; non veniva invitato a partecipare da protagonista se non occasionalmente, come in quel collegamento televisivo da Locri, a conferenze il cui tema era la lotta alla mafia, nonostante lui fosse ormai abbastanza conosciuto per via di alcune sue inchieste coraggiose “fuori dagli schemi” rituali: una per tutte, l’inchiesta che portò agli arresti dei vertici della Cassa di Risparmio, vera e propria tempesta per il mondo politico di quegli anni.
    Ricordo che quel giorno, nel suo ufficio, partecipai alla fase di preparazione del collegamento televisivo di Rai2 e in quell’occasione raccolsi anche lo sfogo e la sua amarezza per la disattenzione che in quel periodo i grandi giornali avevano dedicato alle sue inchieste più coraggiose e, per certi versi, destabilizzanti. Fu questo che mi spinse a invitarlo all’Università – per la quale lavoravo – e il giorno stesso proposi al dr. Gratteri, già sotto scorta, di tenere una conferenza alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università degli Studi di Cassino, proprio nel corso delle mie lezioni di “Psicologia e Sociologia della devianza”.
    In una sala affollatissima di studenti si parlò molto del rapporto mafia-politica; tuttavia i servizi giornalistici dell’epoca furono parchi di informazioni sull’argomento, preferendo dedicarsi al tema dei pentiti, molto attuale ma già “sdoganato”.
    Fu tale il successo della manifestazione, come si evince dalle immagini del filmato, da me raccolto e proposto alla Rai, che l’anno successivo lo invitai ancora per una vera e propria lectio magistralis, da tenersi in una sala più ampia e più adeguata per l’occasione e per il personaggio, la grande “Aula Pacis” della mia Università, nell’ambito del medesimo corso. L’incontro con il dr. Gratteri venne ripreso da TELECASSINO – che era la TV locale più vista in provincia – e dopo la messa in onda del servizio giornalistico consegnai la registrazione al procuratore, allo scopo di archiviarla, come documento storico sulla partecipazione alla sua seconda conferenza universitaria di Cassino.
    Nei due incontri che il dr. Gratteri tenne in Ciociaria, i miei studenti riuscirono a dare il meglio di sé attraverso un’interattività sulla quale il sostituto procuratore di Locri trovò terreno fertile nelle sue lezioni, i cui concetti fondamentali avrebbero poi trovato conferma negli anni successivi. Dopo l’esordio a Cassino, per il dr. Gratteri iniziò ad aprirsi una nuova fase e le conferenze a cui venne invitato si moltiplicarono a vista d’occhio, come una reazione a catena, in convegni scolastici, universitari, dibattiti televisivi nazionali e internazionali.
    La nostra collaborazione negli anni successivi proseguì con lunghe interviste che, lette a posteriori, sono prodromiche del suo fiuto e della sua lungimiranza; con reciproci studi approfonditi delle sue indagini e analisi sul crescente fenomeno della ‘ndrangheta.

    Finché un giorno le nostre strade si separarono, soprattutto a causa dei miei impegni dedicati al Caso Moro, per il quale il Governo italiano e il Consiglio Nazionale delle Ricerche mi avevano affidato l’incarico di seguire ipotesi di indagini alternative all’estero, alle quali dedicai ogni attimo delle mie giornate con lo spirito di onorare al massimo il compito ricevuto. La risoluzione vera del caso Moro è tutta nel volume “GLADIO ROSSA, una catena di complotti e delitti, dal dopoguerra al caso Moro”, pubblicato nel 2004 per i tipi di Marsilio da cui, ben presto, sulle tracce delle antiche condanne al rogo, ricevetti la restituzione dei diritti d’autore come silenziosa “moderna” censura, nonostante il libro fosse stato edulcorato in diversi particolari, compreso l’uso dei verbi coniugati al condizionale. Il mio libro, tuttavia, venne eliminato dal catalogo ufficiale della Marsilio: caso unico al mondo!!!

    Col medesimo spirito, dedicando anch’egli ogni attimo delle sue giornate, Nicola Gratteri ha seguito le sue indagini ed è evidente che, in Italia, tutti coloro che si impegnano con onestà e rigore morale al proprio lavoro debbano remare contro marosi e parassiti. Ma il Procuratore delle Repubblica di Catanzaro, oggi come ieri, ha la stessa energia ed entusiasmo per il suo lavoro, con una capacità in più – della quale nessuno fino a ora ha mai parlato – quella di saper scegliere collaboratori di elevata professionalità intuitiva, maturati accanto a lui o insieme ai principali maestri fra gli investigatori italiani, piuttosto che attraverso abnormi competenze scaturite dalla visione infantile di film americani e fiction televisive come, purtroppo, accade a volte in questo Paese.

    Rocco Turi

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    Rocco Turi