Divorzio all’italiana

di 23 Giugno 2026

La tempesta in un bicchier d’acqua, suscitata in Italia da una delle solite espressioni di scherno di Trump, rivolta questa volta alla nostra Capo di Governo.

A partire dall’inesatta traduzione delle espressioni ‘begged’ eI felt sorry for her’, che non significano ‘supplicato/implorava’ e ‘mi fa pena’, bensì piuttosto ‘chiesto ripetutamente’ e ‘mi dispiace per lei’: sempre poco cortese ma non offensivo! Tanti saluti comunque alla presunzione di beneficiare di un rapporto speciale, ma non era il caso di farne un affare di Stato.

Il nostro Castiglione, autore del ‘Cortegiano’, antico vademecum diplomatico, si sarà rivoltato nella tomba all’impressione che l’Italia abbia una coda di paglia, facilmente infiammabile. Il body language, altro indizio utile alla diplomazia, non mente. Che una photo opportunity fosse stata richiesta non v’è dubbio, trattandosi di pratica corrente a tutti i politici. Non che la nostra Primo Ministro non avesse cercato anche altre occasioni di presentarsi al fianco del nuovo autocrate, a Mar-a Lago, poi alla sua cerimonia di insediamento. 

Non era comunque il caso adirarsi, difendere la dignità della nazione, quando si è trattato, soltanto di uno dei tanti sgarbi agli alleati europei. Il fatto rimane che, sistemata sul duplice binario delle ‘convergenze parallele’ di Bruxelles e Washington, sempre a loro ‘equivicina’, la politica italiana deve oggi muoversi sulla corda tesa transatlantica.

È alla solidarietà politica europea, piuttosto che presentarsi nell’illusoria funzione di ponte privilegiato fra l’Europa e l’America, che l’Italia, in ambedue le coalizioni di destra e di sinistra, deve ormai decidersi a dedicarsi più attivamente, a beneficio della stessa America che ha palesemente perso la retta via.

La volata elettorale, già scattata, può giustificare gli scarti d’umore alla pesca di voti, ma rischia di ostacolare i necessari chiarimenti, europei e transatlantici. Con l’America è di una diversa colleganza, dell’uso delle basi, di ripartizione delle spese, di assistenza all’Ucraina, di resistenza a Putin che si dovrà trattare. Con l’Europa, è nel rapporto con le iniziative dei tre ‘volenterosi’ che ‘si parrà la nostra nobiltate’. 

La Festa nazionale a stelle e strisce a Villa Taverna, il Vertice NATO immediatamente successivo metteranno a tacere l’inutile polemica. È a Bruxelles però che l’Italia dovrà più decisamente collocarsi nell’alveo europeo.

L’unico che al giorno d’oggi conti veramente. 

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