Due romanzi Rubbettino alla LXXX Edizione del Premio Strega

di 2 Marzo 2026

La narrativa come sismografo del presente capace di attraversare paesaggi reali e interiori e restituirli a una comunità di lettori. Tra i titoli proposti quest’anno alla LXXX Edizione del Premio Strega figurano ben due romanzi Rubbettino, editi nella collana di narrativa Velvet. Si tratta di Calùra di Saverio Gangemi e L’interno delle nuvole di Fabio Andina. Un doppio riconoscimento che premia una linea editoriale sempre attenta alla qualità della scrittura e all’instancabile capacità della letteratura di interrogare il nostro tempo.

Calùra è un racconto corale che intreccia epica popolare e realismo magico, riflessione sulla memoria e sul destino. La geografia diventa geroglifico morale, la meteorologia metafora di una terra desolata. La scrittura di Gangemi, limpida e lirica, tiene insieme tensione distopica e dimensione mitica, consegnandoci un Sud che è insieme luogo concreto e spazio dell’anima. Il paesaggio è una terra arida, dove la fiumara non disseta più, i serpenti sopravvivono tra i sassi e la natura sembra morire prima degli uomini. Eppure, al centro di questo scenario quasi apocalittico, resiste un albero straordinario, immenso e inquietante, unica presenza immune al degrado: simbolo, forse, di una possibilità di salvezza o di una memoria irriducibile. Romanzo d’esordio del giovane autore calabrese, residente a Melicucco e nato a Redentora in Brasile, Calùra è un’opera che unisce radicamento antropologico e tensione globale. In un piccolo paese senza nome, arroventato da una calura misteriosa e implacabile, si muovono Lanczo, Duardo, Rachela, Nina, Doriano e altri personaggi: naufraghi di un diluvio di fuoco, sospesi in un tempo che ha smarrito coordinate e cronologie.

Il romanzo è stato proposto da Massimo Onofri con la seguente motivazione:

«Il fuoco “arrivò dal cielo” all’improvviso e “penetrò cocente le pareti incannizzate”. Ci troviamo in un piccolo paese di indeterminata toponomastica, ma la latitudine è quella d’un Sud metafisico: la natura riarsa e agonizzante, l’afa soffocante sono la certificazione d’un dramma etico prima ancora che naturale. Lanczo, Duardo, Rachela, Nina, Doriano e tanti altri sono i naufraghi d’un diluvio cui resistere (e forse un’isola c’è), poco importa che si tratti di fiamme. Calùra è il primo romanzo del giovane calabrese Saverio Gangemi, residente a Melicucco in provincia di Reggio Calabria nato a Redentora in Brasile. Questo per dire che al radicamento antropologico in una piccola patria si coniuga il sentimento d’un presente globalizzato su cui incombe il senso d’una apocalisse non solo ambientale. Mentre la geografia – e la meteorologia – si fanno geroglifici del destino e metafora d’una terra desolata: tra incubo distopico e realismo magico. Un obiettivo cui risponde l’impegno d’una scrittura limpida e lirica»

Con L’interno delle nuvole, Andina conferma la sua cifra narrativa fatta di misura, silenzio e profondità. Il romanzo si apre con un cielo attraversato da cumuli bianchi spinti dal vento del nord, le cui ombre strisciano sulla pineta: un’immagine che già contiene il senso dell’opera, sospesa tra luce e opacità. Giulia e Luca arrivano in montagna all’inizio dell’estate, portati via dalla madre quando “il rumore del mondo è diventato troppo forte”. Non si è mai troppo piccoli per avvertire che qualcosa si è spezzato, né abbastanza grandi per comprenderlo davvero. Accolti dai nonni, tra un orto pazientemente curato, nuove amicizie e silenzi carichi di segreti, i bambini osservano gli adulti, ne colgono le crepe, percepiscono le assenze. La montagna, custode di ciò che è stato sepolto, diventa spazio morale oltre che fisico. In quei giorni sospesi emerge non un mistero clamoroso, ma una verità trattenuta, che sarà proprio lo sguardo dell’infanzia a riportare alla luce. È un romanzo intimo e necessario, che racconta la fragilità dei legami e la forza silenziosa del crescere: imparare ad abitare anche ciò che non si può cambiare.

L’opera di Fabio Andina è stata proposta da Gianpiero Gamaleri con la seguente motivazione:

«Con L’interno delle nuvole Fabio Andina conferma la sua cifra narrativa fatta di misura, silenzio e profondità. In un tempo dominato dall’eccesso di parole, l’autore sceglie l’ascolto e la sottrazione, affidando alla semplicità dei gesti quotidiani il compito di raccontare una frattura familiare mai gridata, ma intensamente percepita. Giulia e Luca arrivano in montagna dopo che qualcosa si è spezzato. Non comprendono fino in fondo, ma avvertono tutto. È attraverso il loro sguardo che il romanzo prende forma: uno sguardo capace di cogliere le crepe negli adulti, i silenzi, le verità sospese. La montagna diventa spazio morale oltre che paesaggio, luogo di memoria e di lenta rivelazione. C’è un’emersione progressiva, come nuvole che mutano forma sotto il vento. Andina ci consegna una storia intima e necessaria sulla fragilità dei legami e sulla forza silenziosa dell’infanzia, ricordandoci che crescere significa imparare ad abitare anche ciò che non si può cambiare.»

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