Risalire il flusso migratorio

di 18 Settembre 2023

Dare la colpa agli altri senza assumersi le proprie, primarie, responsabilità.

È il comportamento degli immaturi, degli adolescenti, quale l’Italia è e rimane, indipendentemente dal colore politico del Governo che anche all’estero ci rappresenta.

Le visite a Tunisi, condite di un suggestivo ma fantomatico ‘Piano Mattei’, hanno coinvolto la Presidente della Commissione e il probabile suo futuro successore olandese (dimessosi per ragioni immigratorie!). Il relativo Memorandum (pro memoria?) si è però rivelato inattuabile, con l’immediato aumento degli arrivi a Lampedusa!

Dimostrando l’impossibilità di arrestarne il flusso prescindendo dalle sue cause profonde. Dovute non, come si continua pietosamente ad affermare, a richieste di asilo politico (e connesso trattato di Dublino), bensì al collasso socio-economico di paesi del ‘Sud globale’.

Né vale evocare una deliberata regia esterna, di Mosca, si deve presumere, più che di Pechino, collegata alla loro penetrazione strategica in quel continente. Né pretendere una conferenza internazionale (?) dell’ONU sull’argomento.

Che a occuparsene debba essere l’Europa è più che evidente. Nel suo rapporto sullo ‘stato dell’Unione’, Von der Leyen ha appena riconosciuto che la questione va affrontata nell’ambito di una più decisa complessiva politica comunitaria nei confronti dell’intero continente africano. Coinvolgendo necessariamente gli Stati arabi del Nord Africa, di transito del fenomeno.

È pertanto a monte, alla ricostruzione di un Mediterraneo devastato assieme all’emancipazione di un continente troppo a lungo emarginato, che si deve dedicare. “Vaste programme”, si dirà, che soltanto Bruxelles può comunque impostare e affrontare. Del quale la questione immigratoria rappresenterà una componente, non certo la premessa.

Motivo di più per evitare patetiche e sterili iniziative bilaterali; per disfarci delle continue nostre lamentele a Bruxelles; per non aggrapparci, a scopo meramente elettorale, a Le Pen e Orban!

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