Il riassestamento dei rapporti transatlantici

di 5 Dicembre 2022

Che Biden abbia accordato al francese Macron la prima visita di Stato della sua presidenza costituisce di per sé un avvenimento. Ancor più rilevante è che l’incontro abbia chiarito molte cose.

Una sintonia di fondo accomuna due nazioni parimenti generate dall’Illuminismo. I loro percorsi, ricorrentemente antagonistici, sempre competitivi, denotano comunque la loro aspirazione a presentarsi come punti di riferimento, rispettivamente per l’Europa e per l’intero sistema mondiale, nella gestione dei rapporti internazionali.

L’attivismo retorico di Macron, nell’affermare che la NATO fosse ‘clinicamente morta’, che l’Europa debba dotarsi di una propria ‘autonomia strategica’, che con la Russia bisogna ricorrere ad un ‘dialogo esigente’, distingue la Francia dall’America, ma la proietta al proscenio, a beneficio di un’Europa ancora incerta sul da farsi.

Superato il dissidio insorto quando Biden inserì Londra, a scapito di Parigi, nel riassestamento degli schieramenti occidentali nel l’Oceano Pacifico, l’apparente  ricomporsi di una ‘anglosfera’ in conseguenza della Brexit potrà dissolversi nell’istituzione di un triangolo strategico privilegiato fra Washington, Londra e Parigi, essenziale alla tenuta dell’Occidente nei confronti delle altre due superpotenze, da ricondurre nell’alveo di un sistema condiviso.

Dopo anni in cui pareva che, fra gli alleati europei, Washington avesse riconosciuto un ruolo preminente a Berlino, in presenza della crisi in Ucraina Biden ha affidato a Parigi la funzione politico-diplomatica che Mosca ha finora esplicitamente rifiutato, parallelamente alla convocazione, fra una settimana, di una conferenza che precisi e consolidi l’assistenza occidentale a Kiev.

In assenza di un Regno Unito in istato confusionale e di una Germania ancora esitante, è alla Francia che Biden ha per ora pubblicamente riconosciuto la preminenza in Europa. E’ come se venisse ricostituito il comune progetto della Carta delle Nazioni Unite quando la rilevanza strategica della Francia, pur sconfitta,  fu consacrata con la sua ammissione nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

A latere, è stata concordata una risistemazione dei rapporti economici transatlantici, con gli ‘alcuni aggiustamenti’ alle misure economiche protezionistiche americane.

Per ‘ricucire’ l’insieme ed evitare equivoci, la Vice del Segretario di Stato Blinken, Wendy Sherman, si appresta ad un periplo europeo, comprendente significativamente Londra, Berlino, Praga e infine Roma (con il solito contatto in Vaticano).

Il nuovo Governo italiano dovrà pertanto prendere atto di tale risistemazione dei rapporti transatlantici, ai quali dichiara di riconoscere la prevalenza anche nei confronti di Bruxelles. Decidendosi a stabilire con Parigi quel rapporto strategico formalmente evocato dal Trattato del Quirinale, ma ripetutamente disatteso.

(Fuor di metafora ucraina, l’Unione ha dal canto suo spedito a Pechino il Presidente del Consiglio europeo Michel le cui funzioni, prettamente politiche, si distinguono da quelle, di natura economica, della Von der Leyen).

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