Uno non vale uno!

di 18 Luglio 2022

Da non credere! La libertà di espressione della quale tanto ci vantiamo, con le conseguenze interne che sono sotto gli occhi di tutti, ha raggiunto il colmo!

La settimanale rubrica del «Venerdì di Repubblica», affidata allo storico dell’arte, Tomaso Montanari, contiene la seguente affermazione:

“il Vertice NATO del 28 giugno scorso ha messo le basi della più grave instabilità internazionale mai registrata dalla fine della Seconda guerra mondiale. Esso ha stabilito che l’Occidente e i suoi valori sono in pericolo. Il nemico è oggi la Russia, ma già domani sarà la Cina, individuata con rara esplicitezza come principale minaccia al nostro sistema. Il piano su cui la NATO pone la sua propaganda è quello etico: l’Occidente si mette in conflitto frontale con il resto del mondo”.

Un’opinione personale che nulla ha a che vedere con la specifica competenza del Montanari, il quale farebbe bene a meditare sul patrimonio artistico del passato, da riscoprire e valorizzare, piuttosto che riflettere sulle miserie di questo mondo. Dalle quali si astrae, al punto di non aprire gli occhi su quanto dell’Ucraina rivelano gli  schermi televisivi. Il che non gli impedisce di pontificare sulle questioni internazionali, persino nei talk-show, nei quali anche si pavoneggia.

Come se non bastassero le perverse elucubrazioni di un diplomatico ospitato settimanalmente su uno dei principali quotidiani (“NATO, organizzazione che vive perennemente con le armi al piede”). O quelle di un docente di Sociologia del Terrorismo (che potrebbe limitarsi a spiegarci Putin). Che vanno anch’esse ad alimentare quel populismo dal quale non riusciamo a liberarci. Nell’imminenza di una tornata elettorale che dovrebbe avere lo scopo di rimettere l’Italia in carreggiata. Alla quale è affidato il compito di chiarirci le idee. E chiarire conseguentemente ai nostri interlocutori all’estero le intenzioni sulle incombenze economiche e più in generale strategiche di una nazione dal glorioso passato artistico e intellettuale, ma politicamente inerte e confusa rispetto all’andamento dei rapporti internazionali. Altro che la vagheggiata Italia, elemento trainante di una risorta troika europea! (E dire che Montanari, a Siena, è rettore dell’Università per Stranieri!).

La responsabilità primaria ricade sui nostri organi di informazione, a stampa e televisivi, il cui compito primario dovrebbe essere appunto quello di fornire informazioni fattuali, non di lasciare libero corso alle opinioni di coloro che ne prescindono, secondo il distorto principio democratico dell’ ‘uno vale uno’.

Alla nostra nazione adolescente si applica ancora l’esortazione di Croce, secondo cui “i giovani hanno un solo dovere: crescere al più presto!”. E quella di Prezzolini, cent’anni fa, sulla sua “Voce”: “Crediamo che l’Italia abbia più bisogno di carattere, di sincerità, di apertezza, di serietà, che di intelligenza e di spirito”.

PS. La foto che orna le considerazioni di Montanari raffigura la statua dell’imperatore Carlo V dell’italiano Leoni, che lo immortale mentre calpesta il ‘Furore incatenato’. Un’opera destinata ad esaltare, non il rifiuto della guerra come dice l’incauto autore dell’articolo, bensì il trionfo della virtù sul vizio, nel momento in cui, al tramonto della sua esistenza, a compimento di un impero sul quale ‘non tramontava mai il sole’, Carlo, esausto, si accingeva a rifugiarsi nel Monastero di Yuste.

Nel momento in cui proprio quelle energie vanno tramontando, c’era semmai ben altro da dire.

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