Antiseri e Tagliagambe: Cari intellettuali ecco perché sbagliate a diffidare del green pass

Rubbettino Editore di 10 Settembre 2021

“La salute non è tutto, ma senza la salute il tutto è niente”. Così Arthur Schopenhauer. Si tratta di un’idea sulla quale dovrebbero riflettere quanti, ai nostri giorni, si ostinano a rifiutare i vaccini e a respingere, piuttosto che migliorarle, le misure – per esempio il green pass –  tese a contenere il contagio del virus e delle sue varianti.

Che nel giro di poco più di anno sia stato possibile costruire e produrre vaccini sicuri ed efficaci contro il coronavirus è un autentico portento della ricerca scientifica – di una ricerca a servizio dell’intera umanità. Questo è un dato, ampiamente corroborato, – e qui giova richiamare la differenza così lucidamente espressa da Popper tra corroborazione e dimostrazione – la negazione del quale riporta alla mente le ragioni che indussero Mark Twain a dire che “una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo, mentre la verità si sta mettendo le scarpe”, 

Il certificato abilita al lavoro in luoghi chiusi come aule e laboratori: è espressione di una concezione concreta, e non declinata in modo astratto, della libertà. Salvaguarda il diritto di critica, che è sempre benvenuta e fuori discussione, ma che non può essere spinta fino al punto di negare, in nome di una presunta libertà irresponsabile, l’altrettanto sacrosanto diritto degli altri a non essere danneggiati, come ha recentemente sottolineato, con toni inusualmente forti, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, anche in considerazione del protrarsi dell’emergenza nazionale al 31 dicembre 2021. 

Non vorremmo che dietro tante prese di posizione con accentuate risonanze mediatiche ci sia, da parte di certi intellettuali, l’accantonamento di un altro monito di Schopenhauer, eccelso filosofo che non può certo essere tacciato di apologia della dittatura della scienza: “In genere è meglio palesare la propria intelligenza con quello che si tace piuttosto che con quello che si dice. La prima alternativa è la saggezza, la seconda vanità”.

Dario Antiseri

Silvano Tagliagambe

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