SCUOLA / Libertà è corresponsabilità

sr Anna Monia Alfieri di 18 Agosto 2021

La libertà, bene sommo per l’essere umano, è talvolta frainteso con la decisione di agire “motu proprio” come monadi fuori controllo. Viceversa, la libertà è tipica dell’essere sociale che vive di e in relazione.

Alcuni temi “caldi” di questi tempi, che afferiscono anche al mondo della scuola, sono trattati a volte con modalità non equilibrate e persino con toni verbali quasi violenti. Non si tratta soltanto di un sì o di un no al green pass, o al ddl Zan, o all’immissione in ruolo dei docenti a prescindere. Ciò che preoccupa è l’esaltazione e la volontà di imposizione del pensiero unico, in nome di una libertà che… annienta.

Le giovani generazioni dovrebbero recepire come si sta nella società fisica e virtuale con senso civico e come reagire con fermezza e rigore di fronte a fenomeni come diffamazione, violenza, cyberbullismo, non scappando o piegandosi a queste logiche. 

In questi ultimi anni è evidente un approccio ai grandi temi con uno stile “gossip”, a tratti violento, complici i social, dietro i quali spesso si celano personaggi con un bisogno innato di sfogare la paura montata da una comunicazione confusa e contradditoria. La complessità della vita non può essere ridotta a slogan che parlano alla pancia della gente e montano la rabbia senza proporre alcuna ragionevole soluzione.

Esiste, ad esempio, una modalità di trattare temi scolastici seri, come la questione dei vaccini o il dramma dei docenti non stabilizzati, che è doverosamente equilibrata da parte di chi vive nel mondo della scuola. 

È finita l’epoca di disquisire sui banchi a rotelle, tema sicuramente secondario rispetto al dramma della scuola che a settembre 2020 non è ripartita, soprattutto per i bambini e i ragazzi delle aree più svantaggiate economicamente. Ci sono questioni vitali. Non si vede ancora risposta agli appelli a completare il processo di autonomia della scuola statale, di libertà della scuola paritaria, di un autentico pluralismo scolastico, di un indispensabile censimento dei docenti e delle cattedre per rendere il sistema scolastico italiano di qualità. 

Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur: intanto sono morte le scuole paritarie dei poveri, presidi di libertà, e si è spaccato in due il Paese: il Nord con il suo 33-35% di pluralismo scolastico arriva ai primi posti OCSE-PISA e spende meno; il Sud con il suo 4-5% di pluralismo scolastico è agli ultimi posti, alla folle spesa di 8.500 euro per alunno, quando ne basterebbero 5.500 per una scuola seria. E’ ormai chiaro di chi è la responsabilità: dei politici che hanno fatto della scuola il loro bacino elettorale, dei sindacati che l’hanno sfruttata per il loro tesseramento, della burocraziache dallo spreco e dalla confusione dei dati ci ha guadagnato, dei dirigenti scolastici conniventi che per accontentare le famiglie compongono la classe Prima A della secondaria di I grado inserendo gli alunni dell’ottima 5^ primaria paritaria viciniore e si assicurano la classe dei migliori nella buona scuola pubblica statale “libera” e “gratuita”… Peccato per la Prima B, C, D, formate dai casi più disperati.

Queste sono le questioni “vitali” della scuola, cioè del futuro di otto milioni di studenti, chiamati tra qualche anno, con le sole forze della loro cultura, a ripagare l’enorme debito del PNRR.

Dove sono i genitori degli 11 mila studenti pugliesi fuoriusciti dal sistema scolastico pugliese in tempo di covid? Dove sono questi ragazzi? Neppure i genitori lo sanno. 

Altro aspetto vitale è costituito dai docenti, una categoria sfruttata da sempre, a cui è dovuta la solidarietà ma anche la verità: nessun ministro potrà mai spezzare la catena del precariato se non cambiano le regole del gioco. Soprattutto, occorre non pensare più alla scuola come ad un “postificio”, dove c’è sempre posto per tutti e vicino a casa. Non solo: con qualsiasi genere di preparazione culturale… improponibili sono, ad esempio, migliaia di mail di presentazione che giungono ai dirigenti scolastici, con grossolani errori di ortografia e sintassi.

Occorre fare i conti con la realtà. Nessuna riforma che metta al centro gli studenti sarà possibile, se ci sono precari da sistemare per almeno 10 anni, se 15mila precari IRC si contendono 4000 cattedre, mentre le università e gli istituti superiori continuano a indirizzare ingannevolmente verso l’insegnamento migliaia di ignari diplomati. Altro dato di realtà è che, degli 8Mln di studenti, più di 1 milione e 400mila sono in Lombardia, su 7.770 scuole, mentre 285 mila allievi sono in Calabria su 2.700 scuole. La certezza del posto fisso di docente sotto casa dovrebbe scricchiolare.

Non è possibile per nessun Governo e nessun Ministero porre mano alla scuola nei suoi problemi atavici senza essere bersagliato dallo scontento. Le soluzioni sono state ampiamente individuate e a costo zero, tradotte in autonomia alla scuola statale, libertà di scelta educativa per la paritaria, censimento dei docenti e buono scuola.

A ciò si aggiungono le dissertazioni estive 2021 riguardanti il green pass sì o no. “Il governo deve garantire il vaccino per tutti”, si invocava a primavera, “ma non deve essere obbligatorio, la libertà è sacra”. Il Governo lo lascia libero considerando che la libertà muove la responsabilità e quindi la corresponsabilità, tanto invocata in tempi di restrizioni covid che, solo se affrontate con la campagna vaccinale, possono evitare il tracollo dell’economia. Ma non va bene…. “Il green pass è uno strumento che camuffa il vaccino obbligatorio. Allora il governo doveva renderlo obbligatorio”.

Sono in allarme i docenti fragili, a cui è sconsigliato il vaccino, ma lo sono senza motivo perché da sempre esistono le esenzioni per chi ha particolari problemi di salute. Opportuno, di conseguenza, il passo ulteriore del Governo: tampone gratuito per chi non può vaccinarsi. Quest’ultima categoria non è da confondersi con i no-vax. Dunque: per loro nessun tampone gratuito a spese dei contribuenti.

In una nota nello stesso comunicato per la ripartenza della scuola, il ministro indica tre passaggi fondamentali da non ignorare:

1) Help Desk per le scuole, che partirà a fine agosto, e 2) tavoli territoriali di confronto presso gli Uffici Scolastici Regionali per una gestione capillare dell’emergenza; 3) stanziamento già deliberato di oltre 2 miliardi per il rientro a scuola.

La libertà è anzitutto senso di responsabilità e quindi di corresponsabilità. La persona si cura per se stessa, ma anche per l’altro. Ci sono persone ammalate che scelgono di curarsi per gli altri, perché credono che la vita sia stata data loro per un bene non solo personale, ma anche sociale, collettivo. Questo è il punto.

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »