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Guido Lenzi di 14 Maggio 2021

La nomina del Segretario Generale della Farnesina al coordinamento dei nostri Servizi di sicurezza conferma, se ve ne fosse bisogno, la reputazione di imparzialità di cui dispone il servizio diplomatico nell’amministrazione di una nazione più che mai divisa in fazioni, afflitta da rivalità fra bande.

Il genere prevale ormai su ogni altra considerazione. L’Ambasciatore Elisabetta Belloni (Ambasciatrice è il titolo riservato alla moglie dell’Ambasciatore) non è il primo diplomatico nell’incarico, giacché Giampiero Massolo è stato un suo recente predecessore. Altre funzionarie diplomatiche rivestono peraltro funzioni della massima responsabilità, dal Quirinale a Washington.

Le arti della diplomazia non possono peraltro bastare a rimediare a quella mancanza di coordinamento che affligge gli stessi servizi preposti alla sua sicurezza. Oggetto essi stessi delle contese fra le varie formazioni politiche.

Di pari interesse è piuttosto il trasferimento di Ettore Sequi da capo di Gabinetto del Ministro a Segretario Generale, al vertice della struttura ministeriale. Il che potrebbe rappresentare una compensazione al Movimento pentastellato, estromesso dal coordinamento dei Servizi. Un’ulteriore sua presa di possesso della nostra politica estera, che il Primo Ministro Draghi riterrebbe di poter gestire dall’alto delle sua autorevolezza internazionale.

Il Ministero degli Esteri fatica pertanto a liberarsi da una funzione subalterna, sostanzialmente burocratica, che andrebbe invece più che mai gestita dalle esperte mani di una professione alquanto trascurata. Quelli dell’Interno e della Giustizia sono affidati alle esperte cure di loro esponenti; non (ancora?) quello degli Esteri. 

Ci si deve pertanto augurare che alla promozione di una degna funzionaria diplomatica possa corrispondere una maggior cura dei nostri rapporti internazionali.

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