In epilogo, le sorti del liberalismo

Guido Lenzi di 31 Dicembre 2020

Nel marzo scorso, su Foreign Affairs, prima di affermarsi nelle primarie del Partito Democratico, il candidato Joseph R. Biden Junior scriveva:

Putin si picca di dire, a sé stesso e a chiunque riesce a imbrogliare nel crederlo, che l’idea liberale è ormai ‘obsoleta’. Lo dice perché ne teme la forza. Nessuna forza armata a questo mondo può equivalere al modo in cui l’impulso elettrico della libertà passa spontaneamente da una persona all’altra, scavalca le frontiere, travalica le lingue e le culture, e dà la carica alle comunità di normali cittadini rendendoli attivisti, organizzatori e agenti del cambiamento. Spetta agli Stati Uniti di tracciarne la strada. Nessun’altra nazione ne ha la capacità. Nessun’altra nazione è costruita su tale pilastro.

Fra tre settimane glielo risentiremo ripetere nel suo discorso di inaugurazione. Dovremmo trovarci pronti a sostenerne lo stimolo. Nel nostro stesso interesse di nazione necessariamente europea e atlantica.

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