La scuola non ripartirà se non ristabiliamo il diritto dei diritti

sr Anna Monia Alfieri di 24 Luglio 2020

I CITTADINI SONO SUFFICIENTEMENTE INTELLIGENTI PER FARSI UNA PROPRIA IDEA. Tuttavia, risulta evidente che per il Governo della XVIII legislatura italiana:

– le scuole paritarie debbono essere maggiormente controllate;

– il diritto di apprendere, che è l’unico a non essere stato ristabilito, può aspettare …

 Il nodo critico della questione sta chiaramente nel compromesso tra Governo e Movimento 5 Stelleper cuil’ideologia pare essere un bene irrinunciabile anche in tempi di emergenza Covid. 

Mentre leggete, a Milano tremila famiglie stanno ricevendo dalle scuole dell’infanzia la notizia che manca il posto per i loro bambini. Tutto avviene rigorosamente a mezzo mail, così in Lombardia le mamme dei 108.877 allievi della scuola statale e quelle dei 136.716 bambini delle scuole paritarie (comunali e private accreditate) si chiedono allarmate: “Saremo nella percentuale degli scartati? La mail non è arrivata perché sono stata fortunata? Oppure perché non mi funziona la posta?”. Scenari che non immagineremmo possibili neanche nella peggiore città del Terzo Mondo. E invece siamo a Milano! Si pensi che cosa significherà questa situazione per le parti della Nazione economicamente più svantaggiate…

La scuola non ripartirà se non ristabiliamo il diritto dei diritti. È pazzesco pensare che la Ministra dell’Istruzione, preoccupata di fare gare di appalto per i banchi con le rotelle, sia stata assente dalla discussione di Mozioni così fondamentali! A 1.139.000 allievi “manca il banco” nel senso che per loro il diritto all’istruzione è leso. Molte sono, infatti,  le scuole paritarie che stanno chiudendo (cfr. il sito https://www.noisiamoinvisibili.it/), e spesso in zone dove non c’è un’alternativa. Ma allora dove andranno a finire questi allievi?

Mancano solo 40 giorni lavorativi al fatidico 14 settembre. Come può organizzarsi un povero dirigente di scuola statale che ha la responsabilità di una scuola di 800-1000 allievi minimo, con reggenze di altre scuole dislocate a km di distanza? Come fa a fare programmazione senza sapere dove saranno posizionati gli studenti? Inoltre mancano 85 mila docenti. Come è possibile fare scuola senza ambiente e senza personale docente? Metteremo i ragazzi seduti a un tavolo girevole… Dove? E a fare che cosa?

E pensare che il Governo ha tra le mani, da oltre 130 giorni, una soluzione percorribile per rimettere in classe 8 milioni di studenti! Proviamo allora a ribadire la tabella di marcia che dovrebbe scandire l’agenda di un Governo di buon senso nei prossimi giorni.

La Ministra può e deve fare quanto segue.

  1. Circolare affinché i vari Direttori generali dei singoli Uffici scolastici per la Regione Lombardia abbiamo, entro venerdì 24 luglio, il fabbisogno per l’a.s. 2020/2021. Con le linee guida che si propongono alla presente e che hanno già una loro fattibilità (link) per quanti allievi e/o classi non c’è spazio? Quanti i docenti che mancano?
  2. Richiesta alle scuole paritarie che ne hanno la possibilità di siglare, nel rispetto dell’autonomia, patti educativi che si potranno tradurre concretamente nelle seguenti opzioni:
  3. Spostiamo una classe (allievi e docente) dalla statale alla paritaria di fronte?
  4. Destiniamo a quel 15% di allievi delle paritarie che non potranno più frequentarle una quota capitaria che abbia come tetto massimo il costo medio studente o il costo standard di sostenibilità per allievo?

Continuando a perseguire la scellerata linea del Movimento 5 Stelle, i costi strutturali ammonterebbero a 10 miliardi, ai quali vanno sommati i 6 miliardi dei costi di gestione corrente: 16 miliardi in tutto!

  • Stabilizzazione dei docenti precari che sono in classe da più di 5 anni senza la manfrina del concorsone. Questo permetterà di ripartire celermente a settembre.

Per quanto riguarda, invece, i programmi più a lungo termine, si introduca in modo modulato il costo standard di sostenibilità per tutti gli studenti; si dia autonomia alla scuola statale e si liberi la paritaria; si faccia un censimento del fabbisogno di cattedre e dell’offerta di docenti, per valutare se e per quali discipline indire effettivamente i concorsi. 

Appurato che sui principi l’accordo politico è trasversale, si chiede in conclusione che le Mozioni vengano tutte riformulate nella parte dispositiva, quella cioè che riguarda le soluzioni concrete. IDEE SENZA GAMBE, infatti, ci tolgono la dignità di morire a testa alta e il Governo non può permettersi di pensare alle rotelle dei banchi gambizzando le buone idee. A vent’anni dalla legge sulla parità si sta di fatto rubando il futuro a 8 milioni di studenti… Ma non è più il tempo delle teorie e ciascuno deve coraggiosamente assumersi le proprie responsabilità.

Ecco i risultati della votazione delle Mozioni sulla scuola paritaria al Senato, nella 242a seduta pubblica del 21 luglio 2020 (http://www.ildirittodiapprendere.it/docs/speeches/mozione-scuole-paritarie-19072020_5f1499bd2e215.pdf):

Mozione n. 232: richiesta di riformulazione rifiutata e con parere contrario il Senato Non Approva;

Mozione n. 256:  con riformulazione il Senato Approva;

Mozione n. 259: con parere contrario il Senato Non Approva;

Mozione n. 267: con parere contrario il Senato Non Approva;

Mozione n. 275: con riformulazione il Senato Approva.

L’Assemblea ha approvato le Mozioni, riformulate, 1-00256 (testo 2) e 1-00275 (testo 2).

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