120 giorni di trattativa

di 29 Giugno 2020

L’epilogo sarà scritto nei prossimi giorni e questa vicenda segnerà la storia della scuola italiana e del Paese per sempre.
Ecco perché non possiamo cedere alla tentazione di arrenderci. Lo abbiamo detto al Governo con tutti gli strumenti di diritto e di economia; da più parti sociologi, economisti, giuristi, sindacati, uomini e donne di scuola hanno detto che la Nazione oggi ha bisogno delle 40 Mila scuole statali e delle 12 Mila scuole paritarie per permettere agli 8 Mln di studenti di rientrare in classe a settembre.

Cose impensabili … cittadini, onesti contribuenti che hanno responsabilità, impegni, paure, ansie, dedicano ore della notte e del giorno a produrre soluzioni, proposte, ricerche, a dare quello che si direbbe un piatto di portata pronto, ben cucinato, da servire subito… ma il cameriere che è pagato per farlo, che fa? Prende il piatto, lo scaraventa coscientemente per terra e poi dice: scusate.
Cittadini che si rendono artefici della più ampia maggioranza numerica e politica per salvare la scuola: e il Premier che fa? Ignora questo secondo piatto di portata e lo scaraventa per terra insieme al primo.

Spregio dei cittadini che continuano in modo generoso a servire la Repubblica, forti del pensiero di Kennedy: “non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese” e vanno avanti a proporre soluzioni.

Le linee guida sono state presentate il 26.06.2020 dal Premier Conte e dalla Ministra Azzolina in una diretta abbastanza surreale, non solo per quell’ora di ritardo rispetto alle ore 16.30 indicate, o per le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi – ormai è consuetudine – ma per una modalità alla talk-show maniera. 

Notizie approssimative (il fantomatico appartamento a Scampia), dichiarazioni che parlavano più alla pancia che alla testa – il gieffino Casalino, che gestiva le domande rivolte dai giornalisti, ci ha fatto dubitare se la diretta fosse da Palazzo Chigi o dalla casa del grande fratello – hanno lasciato a tutti questa sensazione: molte idee, troppo confuse, nella tipica modalità dell’ “arrangiatevi: noi, alla Ponzio Pilato maniera, ce ne laviamo le mani”.

In estrema sintesi si dirà che è colpa dell’incapacità dei dirigenti scolastici di gestire le scuole in autonomia e dei docenti che a luglio ed agosto sono andati in vacanza, diritto di cui non possono beneficiare visto che erano a casa da febbraio. Oltre al danno, la beffa.

Creiamo le condizioni perché la scuola sia veramente buona per tutti: per farlo bisogna chiarire realmente che rapporto vuole avere lo Stato Italiano con la scuola. Questo è un punto imprescindibile. Garante? Controllore? Gestore unico?

Cosa fare nelle prossime ore? Assolutamente necessario approvare nelle aule del Parlamento (se destra e sinistra sono d’accordo cosa manca?) i 7 emendamenti e, in particolare, quello relativo alla detraibilità integrale del costo delle rette versate dalle famiglie alle scuole pubbliche paritarie nei mesi di sospensione della didattica, con tetto massimo di 5.500 euro (che poi è il costo standard di sostenibilità per allievo). Oltre alla detraibilità integrale delle rette, quattro altri provvedimenti sono necessari: 1) fondo straordinario alle scuole paritarie per scontare la retta pagata in tempi di Covid-19; 2) esonero dal pagamento dei tributi locali per il 2020 causa emergenza Covid-19; 3) finanziamento della Dad come delle operazioni di risanamento per le scuole paritarie come per le scuole statali; 4) interventi straordinari delle Regioni, Province e Comuni.

Infine, si invita il Governo a siglare patti di comunità con le scuole paritarie, utilizzando le 40.749 sedi scolastiche statali e le 12.564 sedi paritarie per consentire agli 8.466.064 studenti di ritornare in classe in sicurezza. Si pensa di fare i patti di comunità con tutti, di tenere piuttosto in giro 1.139 mila allievi senza classe, gioravaghi, nei teatri, nei cinema, in edifici dismessi.

Si applichi il Modello Pisapia-Cappelli (correva il 2014 e siamo a Milano) , dando a queste famiglie una quota capitaria pari al costo standard di sostenibilità per allievo (da modulare per corso, e che va da 3.500 euro per la scuola dell’infanzia a 5.800 euro per la scuola secondaria di 2° grado, con una media di 5.500 euro), consentendo la libera scelta della scuola. 

Si avvierà allora un processo senza precedenti verso un sistema scolastico equo (autonoma la scuola statale, libera la paritaria) con una sana concorrenza che, sotto lo sguardo garante dello Stato, innalza il livello di qualità; le scuole paritarie, infatti, non hanno mai temuto i controlli, la pubblicità dei bilanci, l’assunzione dei docenti abilitati (a trovarli!… Ma non li ha neppure lo Stato) chiamati da albi pubblici, ad esempio secondo il  modello francese, che presenta due albi: uno per la statale e uno per la paritaria

Siamo alle ultime battute in tutti i sensi e il Governo è al solito bivio: a) raccogliere questo patrimonio senza precedenti di studi, ricerche, trasversalità civica e politica (tutte le forze politiche sono d’accordo, i 5 stelle bisognerà che spieghino ai cittadini perché vogliono condannare la nazione a non ripartire) e agire secondo queste soluzioni di buon senso; b) disperdere questa ricchezza e condannare il Paese Italia a pagare 12 Mld di euro, per far ripartire (monca) la Scuola di Stato di Monopolio (i regimi, come l’ideologia, hanno il loro costo) e condannare cittadini stremati dal covid-19 e dalla crisi, sotto il peso di tasse che li schiacceranno; l’augurio è che il suicidio non sia la scelta obbligata per i disperati.

Premier Conte: Lei che disse di essere l’avvocato del popolo. Lo aiuti, allora, perché è disperato: Lei sa bene che le coperture finanziarie ci sono, gli edifici scolastici ci sono, non c’è nulla da inventare.

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