• Asteroidi e imprevedibilità della natura

    Poche settimane orsono la Nasa ha annunciato che il prossimo 29 aprile un enorme asteroide, delle dimensioni dell’Everest, punterà la Terra senza tuttavia entrare in collisione con il nostro pianeta. Gli scienziati si sono affrettati a chiarire che la sua pericolosità è solo “potenziale”. Nonostante la relativa vicinanza, infatti, la distanza astronomica resta grandissima. Hanno tuttavia aggiunto che, se i loro calcoli fossero per sventura errati, le dimensioni del corpo celeste sono tali da provocare “effetti globali”, vale a dire una vera e propria catastrofe.
    Se occorreva una conferma che i fenomeni naturali sono poco prevedibili – e ancor meno controllabili – siamo serviti. La prova è infatti giunta inattesa e devastante pochi anni fa, con il meteorite esploso in cielo nei pressi della città russa di Chelyabinsk il 15 febbraio 2013, frammentandosi in una pioggia di proiettili cosmici che ha interessato un’area piuttosto vasta ai piedi degli Urali.
    Il bilancio non è stato certo lieve. Le cifre ufficiali parlano di 1200 feriti e di danni notevoli in alcuni centri abitati. Per fortuna il corpo celeste è caduto in una zona non molto popolata, anche se è inquietante apprendere che nei pressi della città russa dianzi citata vi è un complesso di riciclo del combustibile fossile.
    Naturalmente in casi come questo la fantasia si mette subito a galoppare. Che sarebbe accaduto se, poniamo, il meteorite fosse esploso nel cielo di Manhattan? Rammentando che la sua onda d’urto è paragonabile a una bomba atomica ben più potente di quella di Hiroshima, è facile dedurre che non ce la saremmo cavata a un prezzo così basso (relativamente parlando).
    Del resto il filone dei film catastrofici, che tanto successo riscuote presso il grande pubblico, si è già sbizzarrito in abbondanza nel tracciare scenari susseguenti a eventi di questo tipo. Anche se, in tali pellicole, compare sempre un eroe (o un’intera squadra di individui eccezionali) in grado di sventare la catastrofe all’ultimo minuto.
    Di solito, nella fiction, l’asteroide ha dimensioni assai maggiori rispetto a quello disintegratosi il nel febbraio 2013 in Russia. In “Armageddon”, per esempio, ha addirittura un’estensione simile al Texas, e si dirige verso la Terra alla velocità di 22.000 miglia orarie. La Nasa affida allora il compito di distruggerlo prima che raggiunga il nostro pianeta al più grande esperto di perforazione petrolifera a grande profondità.
    Sfortunatamente la Nasa reale non è in grado di fare alcunché di simile e, se davvero un evento analogo dovesse verificarsi, dovremmo purtroppo rassegnarci a scomparire come toccò in sorte ai dinosauri a causa di un simile impatto. I bestioni preistorici non erano però in grado di capire cosa stava accadendo. Noi sì, e avremmo almeno la magra consolazione di poter seguire la cronaca in diretta prima di estinguerci.
    E’ curioso constatare che i meteoriti piombati sulla Terra negli ultimi secoli hanno sempre colpito aree poco abitate o deserte. Accadde per esempio nel 1908 in Siberia, facendo scomparire in un sol colpo 80 milioni di alberi nel territorio di Krasnojarsk. E, in quel caso, si è calcolato che l’energia prodotta fosse pari a una bomba H di media potenza.
    In realtà pare si tratti di casi piuttosto normali, dal momento che sono numerosissimi i corpi celesti di varie dimensioni che “sfiorano” il nostro pianeta a intervalli piuttosto ravvicinati. Gli addetti ai lavori lo sanno benissimo, mentre i non addetti ne vengono a conoscenza solo quando un impatto come quello di Chelyabinsk si verifica.
    Da buon politico il presidente russo Putin colse subito la palla al balzo dicendosi preoccupato della situazione e criticando l’inefficacia dei “sistemi di allerta”. Ma quali? Gli scienziati assumono in questi casi un atteggiamento doverosamente umile, ammettendo che non esistono strumenti atti a intercettare i corpi celesti potenzialmente minacciosi. L’astronomo Oleg Malkov, dal canto suo, si spinse ancora più in là affermando che “non abbiamo alcuna informazione sulle dimensioni e la traiettoria del 90% degli oggetti spaziali che possono minacciare la Terra. La nostra ignoranza, a dirla tutta, è dieci volte superiore alla nostra conoscenza”.
    Un altro politico russo, Dmitri Rogozin, ipotizzò la creazione di uno scudo spaziale in grado di fermare gli asteroidi. Ma fu subito smentito dagli ambienti militari, i quali si premurarono di far sapere che nessuna arma è in grado di bloccarli.
    L’origine di tante dichiarazioni ufficiali più o meno insensate va cercata nell’ignoranza assai diffusa circa i limiti della scienza. L’uomo della strada è abituato a pensare che nulla alla scienza sia precluso, e che tutto possa essere controllato tramite essa. E invece molti fenomeni naturali sfuggono, come si diceva all’inizio, alla previsione e al controllo.
    Definiamo un asteroide “malefico”, attribuendogli caratteristiche tipiche del mondo linguistico e sociale cui gli esseri umani hanno dato vita. I vulcani che esplodono sono a loro volta “cattivi”, per non parlare dei terremoti che proprio non vogliono saperne di sottostare alle previsioni umane. Dimenticando che il mondo naturale, nel quale l’intenzionalità delle azioni è assente, non è una nostra creazione e da noi non dipende affatto.
    Per fortuna, in America e in Russia, non ci sono magistrati disposti a comminare pene ad astronomi e astrofisici accusandoli di negligenza per non aver previsto i disastri naturali, allineandosi così ai loro colleghi italiani convinti che i terremoti siano prevedibili. A russi e americani toccano solo le dichiarazioni avventate dei politici.