• IL SUD & IL NORD

    Economia reale , moneta bancaria, allargamento della finanza

    Bond e finanza, poi ci sarà l’equity

    Puglia e Campania, la Lombardia ed i suoi contorni

     

     

     

    Sembra strano ma il Governo italiano, appena consolidato, potrebbe, e dovrebbe avere avuto, un contraccolpo che ricomponga, dal 2014 ad oggi, la differenza e le necessità del Sud e del Nord. Dal 2014 l’economia italiana è cresciuta fino al 2017. Perplessa per la capacità che riusciva a spingere verso le esportazioni, ma rallentava la spesa di consumo interna, emergeva la caduta del Sud.

    Dal 2018 al 2019 il Nord si proiettava ancora con le esportazioni. Il gruppo consolidato, Germania, Francia, Spagna, ha incontrato a settembre una coesione singolare in Italia. Nel quadro dei trasferimenti  il perno diventa la Lombardia, che guida anche l’Emilia e le Venezie. Del resto il Sud non cresceva e si rifuggiva su se stesso. Questo arroccamento era diventato un problema per due ragioni: perché da molto tempo si allargava un degrado dei progetti industriali, grandi o piccoli che siano stati; perché, dopo il 2000 si è allargato una sorta di welfare che non riusciva ad essere assistito e si era progressivamente definito anche in alcune incompetenze.

    Proprio per queste due ragioni, una eccessiva tensione sociale che si frantumava verso il basso e verso l’alto, si stava per esaurire in una struttura sociale intermedia.  Dunque progetti industriali degradati, esplosione di servizi e di trading, che non accumulano prodotti e costruzioni, che si affiancano ai disoccupati e si allargano nel mercato grigio. Ma, partire da settembre, considerando che anche l’Europa ed il suo nocciolo duro crescono meno degli anni passati, ma si mantengono tra loro, possono oggi accostarsi invece ad un mercato dei bond, dei mini bond: dei flussi finanziari che si allargano ormai verso le strutture bancarie e l’economia reale.

    Il Sud si allarga attraverso la finanza e la gestione della finanza. Per l’Italia questa è una possibilità di rialzare, insieme, la crescita collegandosi con il Nord e il Sud. Accompagnando mediante servizi e trasferimenti, tra la Lombardia e la Campania, emerge una riorganizzazione economica che si distribuisce in economia reale, processi dei percorsi bancari, finanza e carta di bond. Il centro di questo progetto è già avanzato nella Regione Campania.

    Si tratta di una sorta di collegamento distribuito da molteplici attori: la Cassa depositi e prestiti, la finanza regionale della Campania, i fondi Fers 2014/2020, il gruppo dei professionisti di Elite Basked Bond, gli Arranger, i Confidi, i Contratti di sviluppo legati alla Regione Campania. La chiave di questi processi riorganizza l’insieme dei mercati; in prima battuta si può collocare nelle varie proiezione di fondi: le garanzie di contorno ai minibond; la creazione di un portafoglio complesso che si trasferisca dai fondi di investimento; le relazioni tra le imprese industriali e le imprese innovative rispetto ai fondi della Regione Campania; contratti di sviluppo e confidi per ridistribuire un volume importante di finanza sui bond nell’ordine di 350 milioni, variamente riorganizzati e promossi.

    Nella stagione di settembre in Campania si apriranno i primi progetti per accelerare la crescita ed affinare progressivamente sia i processi più intensi che quelli nei quali si possano configurare anche progetti di volumi e tecniche minori. Una volta avviata questa strategia della Regione Campania si può aggiungere una ulteriore scommessa. Mentre la Lombardia si trova in dieci milioni di persone, la possibilità di collegare insieme sia la Puglia che la Campania si arriverebbe, anche in questo campo, una decina milioni di persone.

    Il legame tra il mercato dei Bond, che dovrebbero legarsi a progetti decennali, con questo collegamento tra Nord e Sud si aprirebbe una doppia operazione: affrontare una crescita fondata sui bond ed anche, magari progressivamente, una crescita su equity. Un processo circolare, che possa alimentare le banche ed i modelli di equity e bond, trasferiranno certamente, sia al Sud che al Nord, una crescita, adeguata agli standard delle spese interne in Italia. Questo sforzo di crescita potrebbe adeguarsi ad una configurazione che possa chiudere, anche mediante reti e processi collegati, una convergenza tra il Mezzogiorno intero e le proiezioni di un triangolo della Lombardia, della Emilia e delle Venezie nel futuro prossimo.

     

    Una convergenza possibile tra Sud e Finanza

    Mentre l’Italia del Nord è emersa dalla grande crisi

    Il Mezzogiorno ha ripiegato

     

    Alla Unione Indsutriale di Napoli con la regia di Sviluppo Campania e del professore Mario Mustilli

    Grazie a Vincenzo Boccia e Fabio Tamburini   

     

     

    Massimo Lo Cicero, Napoli 10 settembre 2019