• L’Italia di Pinocchio

    Perennemente animato dal suo burattino, Collodi si dilettava anche a commentare sulla stampa dell’epoca, ‘Il Lampione’, ‘Il Fanfulla’, ’La Vedetta’, la vita politica della neonata Italia. Eccone uno scampolo, che chiamava in causa la diplomazia e l’Europa:
    “L’orizzonte si rannuvola ogni giorno di più … E la diplomazia cosa fa? Perché non adopra tutte le sue ricette e tutti i suoi specifici per allontanare il finimondo che ci minaccia? … I medici riescono tutt’al più a salvare i malati che non debbono morire. Così i diplomatici: se nel mondo non c’è nessuno, ma proprio nessuno, che voglia fare la guerra, allora i diplomatici qualche volta sono tanto abili da non compromettere la pace.
    Ma che vuol mai questa benedetta Europa, che bolle e brontola , come una caldaia a vapore? L’Europa non vuol nulla. L’Europa è una bonissima figliola: e seppur ha un difetto, ha quello di essere un tantino più curiosa di tutte le donne curiose di questo mondo. Prova ne sia che, dal 1859 in poi, non fa altro che guardar noi e quel che facciamo in casa nostra. L’Europa ci guarda! … Non avevo più il coraggio di aprir le imposte della finestra di camera: mi pareva sempre di veder l’Europa far capolino dietro ai cristalli. Che sugo poi ci possa essere a guardare gli Italiani e la loro politica, non l’ho capito mai. Io so che se, per inavvertenza, mi fermo a dare un’occhiata alla politica del mio paese, dopo cinque minuti ho bisogno di prendere un po’ d’aria: se no mi viene subito il giramento”.
    E’ passato più di un secolo…