• La scuola 2.0 e il bonus docenti

    Bisogna confessare che, talvolta, le notizie riescono a produrre meraviglia, persino quando arriva la fine dell’anno, le elezioni sono imminenti e la mente vaga tra altre cose. I giornali di oggi annunciano (occorre aggiungere spesso scandalizzati) che i docenti italiani non hanno utilizzato il bonus di 500 €, elargito in questa legislatura per la loro formazione, per acquistare libri, bensì, in larga misura, per dotarsi di IPad, pc e tablet (per se stessi e per i propri cari, osserva maliziosamente qualche articolista). Al netto di possibili truffe e raggiri, una cosa, però, va notata. Ma come, è da anni che ci riempiono la testa, sera e mattina, con le magie dell’innovazione e con la parallela arretratezza in materia dei professori italiani, tanto che il competente ministero ha addirittura varato un piano nazionale per la scuola digitale, e ora qualcuno si duole che con quell’argent de poche i docenti non acquistano libri? Ma non eravamo tutti d’accordo, felici e contenti, che i libri, ormai, dovessero essere ospitati solo nelle biblioteche, come gli animali mummificati dentro le vetrine? Non si era detto che si apprende meglio se siamo tutti multitasking, connessi, social, smart? Che il digitale incoraggia competenze, apprendimenti non sequenziali, pensiero divergente e computazionale? Poveri docenti non ne combinano giusta una. Se leggono libri li incitiamo a votarsi alla formazione digitale e quando acquistano qualche sofisticheria elettronica li bastoniamo perché hanno abbandonato carte e cartaceo. Si vede proprio che sono fuori luogo. Poco moderni per stare al passo con i tempi e troppo legati alla modernità se proprio loro girano le spalle alla cultura del libro. Che siano anche superflui? Si rimane in attesa di futuri vaticini.