• Il Paese delle tre “i”

    La prova migliore del tramonto politico (irreversibile?) di Silvio Berlusconi non sta negli infiniti articoli del gruppo Espresso-Repubblica che tante volte hanno inutilmente annunciato la fine del coriaceo fondatore di Forza Italia, ma in un acuto “pezzo”, pubblicato, proprio sull’Espresso di domenica, da Raffaele Simone. Non più “inglese, internet e impresa”, come avrebbe desiderato il Berlusconi dei suoi tempi migliori, bensì “incompetenti, ignoranti e immaturi” (riferiti ai politici di oggi) come stigmatizza, con tutta la sua autorevolezza e la sua perizia in materia linguistica, Raffaele Simone. Si potrà dire che è un po’ come sparare sulla Croce rossa e che si tratta di un gioco facile e tuttavia questo non rende l’osservazione meno vera. In fondo la considerazione da fare è abbastanza semplice: chi non ha imparato, in interi cicli scolastici, il congiuntivo sarà in grado di misurarsi con la (ben più complessa) politica economica o con gli scenari geopolitici del complicato mondo attuale? Ed è più difficile saper cogliere la differenza tra conciso, coinciso e circonciso oppure distinguere il Pil dallo spread? “I limiti del mio linguaggio – ha osservato un importante filosofo – sono i limiti del mio mondo”. Ecco, alla fine è tutto un problema di limiti e basterebbe saperlo (o, almeno, farselo spiegare) prima di intraprendere carriere politiche.