• Włochy

    I polacchi ci chiamano Włochy con “ł” che si pronuncia quasi come “u” e “chy” che si pronuncia quasi come “ki”, quindi quasi come “Vuoki” per dire Italia, “Włoch” (Vuok) per dire “un italiano” e “Włoszka” (Vuosceka) per dire “una italiana”.
    Sono diverse le teorie che spiegano l’etimologia di questa strana locuzione. Noi italiani siamo al massimo abituati a tradurre Italy o Italie ma per chi si reca in Polonia allo scopo di studiare e sia dotato di curiosità scientifica è tanta la voglia di chiarire il senso di questo “Vuok”. Esistono due interpretazioni, la più vecchiotta risale alla fine degli anni ottanta con il primo viaggio di studio in Polonia, secondo la quale il termine derivi dal polacco “włosy”, capelli. I polacchi spiegavano che tutti fossero stati colpiti dai capelli neri e abbondanti esibiti dai primi italiani osservati in questo Paese. Con la stessa logica dell’osservazione essi spiegavano che la Germania veniva chiamata “Niemcy”, “non parla”. I primi tedeschi giunti qui non capivano il polacco e probabilmente furono indicati, senza eccessivo sforzo, con la locuzione “Niemcy” (“niemowa” in polacco significa “un uomo muto”).
    Negli anni trascorsi gli studiosi si sono imposti con le loro teorie scientifiche. Pertanto, la seconda spiegazione sull’origine della voce polacca Włochy è più colta, alla quale negli ultimi anni sono giunti gli studiosi locali di scienze linguistiche, fra questi il prof. Jan Miodek, di cui in un suo intervento con il titolo “Włochy czy Italia” (“Włochy o Italia”) su youtube (https://www.youtube.com/watch?v=L-7anVOrfCQ) si può ascoltare la sua spiegazione in polacco. C’è anche il grande vocabolario etimologico-storico della lingua polacca “Wielki słownik etymologiczno-historyczny języka polskiego”, aut. (red.) Krystyna Długosz-Kurczabowa, ed. PWN, 2015 con la stessa spiegazione.
    Ormai l’associazione con gli italiani dai capelli neri e abbondanti è considerata una leggenda popolare, anche se viene ricordata come una versione molto simpatica quando amici italiani e polacchi hanno la possibilità di parlarne. In realtà “włosy” significa “capelli”, ma il materiale scientifico consultato spiega che l’assonanza della pronuncia deve condurci in altra direzione.
    Gli studiosi polacchi precisano in generale che i nomi che si usano per indicare gli altri Paesi hanno spesso origine dalle tribù che abitavano le varie Terre. Allora, come gli ungheresi chiamano “Lengyel” i polacchi, dal nome della tribù dei Ledziani, così i polacchi chiamano Włosy (Vuosci) gli abitanti di tutta Italia, come derivazione di “Volsci”, antico popolo italico che nel XIII a.C. abitava le città etrusche. In particolare, gli studiosi polacchi parlano di Volschi o Volchi (in polacco Wolski e Wolki), antica tribù celtica e affermano ora che in Polonia da quel nome si sia creato il termine Włochy (Italia), poi Włoch (un italiano) e Włoszka (una italiana).
    A conferma di questa teoria polacca si può aggiungere che i Volsci si diffusero nell’intera Europa, sovrapponendosi alle popolazioni locali. Il dato coincide perché, ritornando agli studiosi polacchi, si apprende che la tribù che essi indicano come Włochy si è poi spostata in Romania dove esiste la regione che i polacchi chiamano Wołoszczyzna e nelle Terre nordiche dove c’è l’attuale Walia (Wales, Galles) che secondo i polacchi hanno probabile origine da Vilki, ovvero Volsci. Questa sembra l’etimologia più seria per spiegare la provenienza delle locuzioni Włochy, Włosy, Włoch, Włoszka.
    Tuttavia, per completare la vulgata tradizionale, si può aggiungere una versione buffa che, osservata dalla prospettiva dell’epoca attuale, appare improbabile. Esiste una documentazione che riporta al tempo della Regina Polacca Bona Sforza (1494-1557), moglie del Re Polacco Sigismondo I il Vecchio, donna molto importante per la cultura rinascimentale polacca e anche politica. Si racconta che tutte le persone della sua corte pronunciavano “Oh, si! Oh, si!” e da questo derivasse Włosy. Tutte ipotesi.

    Post scriptum.
    Ultima nota: fra le “strane” traduzioni di “Italia” non c’è solo quella in polacco; in ungherese si dice “Olaszország” (pron. “Olasorsag”) mentre italiano/a è “Olasz” (pron. “Olas”).

    Rocco Turi, da Bydgoszcz