• Welcome to Miskolc, Ungheria

    Da oggi 8 giugno e per dieci giorni a Miskolc si svolgerà il BARTOK PLUS OPERAFESTIVAL 2018 – fra le più importanti manifestazioni europee – per rinnovare l’omaggio a Béla Bartók, il più grande musicista ungherese. Anche quest’anno l’organizzazione si è presentata al pubblico internazionale con idee di forte impatto emotivo. Gergely Kesselyák, direttore artistico del Bartók Plus Opera Festival, ha lanciato un grido di allarme nel denunciare la carenza di opere popolari contemporanee capaci di rivolgersi al grande pubblico. Le rappresentazioni teatrali classiche potrebbero diventare opere da museo e il genere operistico – che non ha un ampio sostegno di carattere sociale – ridursi sempre più a un settore marginale. Fino a ora le grandi regie teatrali hanno ritardato il lento declino del genere operistico, ma nel futuro esse non saranno più sufficienti.
    E’ necessario che i compositori si dedichino all’opera con l’obiettivo di salvarla e di rinnovarla. Il BARTOK PLUS OPERAFESTIVAL 2018 si è rivolto ai compositori di tutto il mondo con l’invito a creare opere radicalmente nuove che siano capaci di combinare la popolarità del musical con le più alte aspirazioni estetiche della musica classica, rivitalizzando così lo spirito di Mozart, Verdi, Puccini.
    Il BARTOK PLUS OPERAFESTIVAL 2018 ha così lanciato il concorso “Key to the Future” di composizione operistica, in grado di riportare la musica classica allo sfarzo del passato attraverso l’arte creativa e l’immaginazione degli artisti contemporanei. L’obiettivo degli organizzatori è chiaro: accogliere ogni autore che offra metodi alternativi capaci di favorire la rinascita dell’opera.
    L’ambizione di rinnovare il genere operistico ha profonde radici storiche, laddove anche nel secolo scorso sono stati osservati legittimi tentativi che hanno ottenuto successo e sono state guardate con favore diverse tendenze musicali; in ogni caso l’obiettivo è stato il rinnovamento per creare la nuova opera popolare. Pertanto, l’iniziativa del BARTOK PLUS OPERAFESTIVAL 2018 non esibisce alcuna critica ai tentativi esistenti di rinnovare il palcoscenico internazionale dell’opera, né disconosce le opere precedenti anche se non hanno raggiunto i livelli dei classici; ma si associa a chi percepisce la consapevolezza che sia necessario allargare l’iniziativa a un numero sempre maggiore di aspiranti.
    Il nuovo Manifesto del BARTOK PLUS OPERAFESTIVAL 2018 incoraggia la creazione di opere popolari contemporanee che si impongano nella variegata gamma di generi operistici della nostra epoca.
    Il BARTOK PLUS OPERAFESTIVAL 2018 si rivolge ai partecipanti al concorso “Key to the Future” con alcune “raccomandazioni” severe inerenti l’impegno degli autori sulla interrelazione musicale; sul timbro o il tono della voce umana necessaria ad esprimere una particolare opera; sulla sceneggiatura; sull’integrazione fra stile – ritmi – danze di questa epoca che non faccia rimpiangere Mozart quando creò una delle opere più straordinarie della letteratura musicale classica utilizzando la “musica pop” del suo tempo. Altre raccomandazioni riguardano l’elettronica e gli effetti drammatici contemporanei. Il ritmo demoniaco di Mozart, i ritmi lapidari di Verdi, i loro effetti di orchestrazione avevano lo scopo di influenzare allo stesso tempo l’intelletto e gli istinti del pubblico. Il compito oggi è cercare i mezzi espressivi artistici che abbiano effetti simili, tenendo conto dell’esperienza e degli stimoli intellettuali e istintivi del pubblico contemporaneo.
    Altro aspetto fondamentale suggerito è il concetto estetico, ovvero se l’opera debba rappresentare la crisi della società.

    E’ vero che in tutte le epoche molte persone consideravano il mondo “terribile”. Gli “orrori” sono sempre esisiti ma la bellezza è stata sempre parte integrante della società e il pubblico ha interpretato l’approccio con l’arte come un aiuto per superare le difficoltà quotidiane della vita. Pur vivendo in questa epoca ed essendo intrisa di una crisi latente, l’autore contemporaneo dovrebbe essere in grado di discriminare fra il dramma e “il cielo luminoso che all’interno della musica incombe almeno da qualche parte”, come dice il conduttore e direttore artistico del festival Gergely Kesselyák. Compito gravoso; molto difficile nel riportare la musica classica allo sfarzo, eleganza e ricchezza del passato, per il quale i giovani autori dovranno esibire estro professionale e profonda integrazione sociologica.

    Rocco Turi, Budapest