• Silenzio di Stato per “Storia segreta del Pci, dai partigiani al caso Moro”.

    IL SAGGIO PUBBLICATO DALLA RUBBETTINO EDITORE SCRIVE LA PAROLA FINE SUL RAPIMENTO DELLO “STATISTA” DEMOCRISTIANO. Nel libro “Storia segreta del Pci, dai partigiani al caso Moro” vengono scagionate le Brigate Rosse e tracciata altra verità storica – politicamente scorrettissima – che coinvolge i partigiani italiani fuggiti in Cecoslovacchia, protetti da chi oggi è in grado di influenzare la comunicazione in questo Paese.

    Già nel 1990 fu tracciata la genesi storica del caso Moro in interviste al Tg1 ore 20 del 31 agosto – epoca del direttore Bruno Vespa – e sul settimanale Europeo del 21 ottobre; in articoli su L’Espresso del 23 ottobre, la Repubblica del 3 settembre, Avanti! del 9 settembre. Nel 1992 la Gazzetta del Sud dedicò all’argomento la più lunga inchiesta nella storia del quotidiano, con il titolo “Cronache dal paradiso rosso”. La descrizione della genesi storica del vero caso Moro proseguì nell’ottobre 1993 con un saggio sulla rivista “Studi Sociali”, mentre il 6 aprile 1998 Valerio Riva pubblicò una lunga intervista su il Giornale e il 4 agosto 2003 Stefano Lorenzetto vi dedicò la sua rubrica TIPI ITALIANI. I concetti espressi furono ribaditi ed elaborati con interviste in Rai Gr Parlamento, Rubrica Libri, del 28 settembre 2013 a cura di Giorgio Cirillo; in Rai Tg Parlamento, Le Pagine della Politica, dell’8 febbraio 2014, a cura del direttore Gianni Scipione Rossi; nel corso di un convegno a Roma (libreria Arion Montecitorio) il 24 gennaio 2014 e a Mantova (Banca Popolare di Mantova) il 26 giugno 2014 e in svariate occasioni nei Paesi dell’Est europeo.

    Questa semplice bibliografia in lingua italiana serve a dimostrare che è l’unica che affronta nei vari aspetti la genesi storica del vero caso Moro, attraverso una ricerca ufficiale sul campo, promossa dallo Stato italiano nei Paesi dell’Est europeo, proseguita con il contributo del CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche e la partecipazione dell’Accademia delle Scienze di Praga e della Università Jan Evangelista Purkyne di Brno (oggi Masaryk University).

    Nel 2001 la COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SUL TERRORISMO IN ITALIA E SULLE CAUSE DELLA MANCATA INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABILI DELLE STRAGI, presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino, si occupò di tali studi alle pp. 36-37-208-275 ma solo riprendendo e citando stralci delle interviste. Fu chiaro lo scopo di evitare l’audizione diretta dell’autore e tutto ciò risulta confermato anche dal diniego apposto all’audizione da parte del Governo nella seduta del 20 marzo 2000. Insomma l’audizione fu evitata chirurgicamente, ma la Relazione finale dell’ennesima Commissione che si occupò di Moro riporta una “Analisi di Rocco Turi”, unica analisi presente nella lunga Relazione finale dell’Inchiesta.

    L’aspetto curioso è che tale “Analisi” risulta apocrifa perché ripresa da interviste e non è il risultato di una elaborazione diretta dell’autore come sarebbe dovuta essere. Pertanto si tratta di una “Analisi” irriconoscibile, fuorviante, inutile, banale e scorretta; semplicemente sorprendente e azione assurda per una Commissione Parlamentare d’Inchiesta ufficiale dello Stato italiano. La Commissione non poté fare a meno di una citazione autorevole (“Analisi di Rocco Turi”), sebbene scorretta perché apocrifa, di chi ha operato in nome e per conto dello Stato, così come la stessa Commissione evitò di coinvolgere direttamente il suo autore.

    Lo Stato italiano ha così dimenticato di essere stato il promotore della trentennale ricerca svolta a Praga e nei Paesi dell’Est europeo e il veto politico-editoriale incrociato ha fermato per molti anni la pubblicazione dei rapporti finali. Nonostante ciò, la genesi sul caso Moro è stata pubblicata in due libri: “Gladio Rossa, una catena di complotti e delitti dal dopoguerra al caso Moro” (Marsilio) – ormai introvabile sul mercato ufficiale – e “Storia segreta del Pci, dai partigiani al caso Moro”, edito da Rubbettino, il quale pone la parola fine sull’intera vicenda politica relativa al caso Moro.

    Fio pagato: silenzio di Stato e silenzio comunicativo. Niente di meglio per confermare la meticolosità del lavoro svolto.

    “Storia segreta del Pci” è un libro che implica il coinvolgimento del vecchio Partito comunista italiano e personalità di rilievo legate a doppio filo con il partigianato del dopoguerra e con i moderni opinion leader che usano il silenzio come nuova azione comunicativa. “Storia segreta del Pci”, naturalmente esclude le paventate responsabilità della Democrazia cristiana e degli Stati Uniti d’America; motivo per cui ex partigiani che hanno costruito lungimiranti carriere in molti settori del nostro Paese sono impegnati a censurare un libro che è una pietra miliare della storia moderna e un capolavoro dell’editoria italiana, fra migliaia di testi dedicati al caso Moro e al terrorismo connesso.
    Ma il dado è ormai tratto e il libro “Storia segreta del Pci” – che l’editore Rubbettino ha messo coraggiosamente sul mercato – percorre da solo, da solo, la sua strada.

    La Nuova Commissione d’Inchiesta sul caso Moro dovrebbe essere annullata semplicemente per pudore e imbarazzo.

    Rocco Turi
    da Budapest, 2014-09-21