• Una serata dedicata alle opere clericali al Bartók Plus Operafestival 2018

    Grandi produzioni, grandi spettacoli al BARTÓK PLUS OPERAFESTIVAL, ma la vera sorpresa è stata ieri sera quando è andata in scena “Ur-operas”, salutata con quattro chiamate sul proscenio e applausi più lunghi e convinti; uno spettacolo di genere clericale, a cui si è dedicato György Selmeczi, compositore, direttore d’orchestra, direttore d’opera e pianista rumeno-ungherese, essendo nato a Cluj / Kolozsvár, in Romania, ovvero Transilvania. Con il padre János, direttore dell’Opera ungherese di Cluj e Marcela Lokodi, insegnante di musica, la strada era ormai tracciata e in un mix etnico è nata questa „Opera del Signore”. Un successo vero.
    Nessuno si aspettava tutto questo, anche perché lo spettacolo era stato collocato negli spazi ridotti della „Miskolc Gallery Rákóczi House”, ma si trattava di una free performance e quando, in generale, leggo “esibizione gratuita” sono sempre attento perché da spettacoli così annunciati nascono spesso opere di qualità. Ho visto decine di esibizioni gratuite che dopo alcuni anni si sono dimostrate grandi successi. In questo caso la “Ur-operas” non solo era stata composta da un musicista di valore ma mi era giunto alle orecchie che il testo sarebbe stato recitato-cantato da studenti ed ex studenti dell’Accademia di Budapest. Risultato eccellente. I giovani hanno dato tutto sé stessi in questa esibizione esprimendo con una bellissima e adeguata voce la drammaticità dell’interpretazione. Si trattava, infatti, di mettere in scena la vita di San Giacomo e la vita di San Martino. Proprio a cavallo del 2016-2017 in Ungheria è stato celebrato l’anno di San Martino, un Santo nato in Savaria nell’antica regione Pannonia (ora Ungheria) figlio di un soldato dell’Impero romano. Presto il giovane Martino si allontanò col padre per trasferirsi a Pavia e da grande iniziò le sue predicazioni fin quando divenne vescovo di Tours e vi morì. La scena rappresentata è stata la più famosa e suggestiva, quella del mendicante che da San Martino riceve metà del suo mantello per difendersi dal freddo. In Assisi è una cappella dedicata a San Martino.
    San Giacomo accompagnò Gesù durante la sua vita pubblica. La tradizione racconta che Giacomo si recò in Spagna per diffondere il vangelo; fu perseguitato e ucciso. Giacomo fu il primo apostolo martire. Egli fu decapitato ma nell’Opera viene rappresentato un tagliatore di teste che ha rimorsi e vi rinuncia mentre tre soldati lo infilzano con la lancia; anche perché le vicende della vita di Giacomo non sono del tutto chiare.
    Le biografie dei Santi con le loro trame estremamente ricche e drammatiche, così come le loro storie sempre vive nella memoria popolare, si prestano a un consolidato linguaggio teatrale incredibilmente moderno. Queste storie mai dimenticate si incastrano anche alle forme del mercato, che in pratica portano alla nascita di “Opere del Signore” come queste, così come, nell’attualità di un anno qualsiasi potrebbero nascere opere dedicate al natale, o alla passione da portare sul palcoscenico. Spesso, tuttavia, ci si lascia condizionare dalla routine e dalla “banalità” delle opere clericali da relegarli a rappresentazioni marginali.
    Con questa sua opera, invece, György Selmeczi ha evocato il mondo dei santi in maniera drammatica e filosofica e ha dato l’opportunità a giovani attori-cantanti di sicuro avvenire di esprimere il meglio di quanto imparato nella prestigiosa Accademia di Budapest. Ad majora.

    Rocco Turi, da Miskolc