• Sciocchezze

    Definire l’Ungheria Paese xenofobo è una sciocchezza; definire insensibile e populista il premier Viktor Orbán è una stupidaggine. Oggettivo è definire mistificatori certi giornalisti e false le immagini propinate in tv per screditare l’Ungheria sulla questione dei migranti.
    In alcuni servizi redazionali ironici, non documentati e ingenui (ma utili per svolgere il proprio tema), apparsi in Italia, dedicati al modo in cui viene affrontato il problema immigratorio, sono andate in onda immagini scioccanti girate altrove (un immigrato che fra la neve fa lo shampoo con un thermos e file interminabili tra il ghiaccio) allo scopo di associarle all’Ungheria; immagini che riuniscono contesti diversi e insinuano un degrado diffuso per screditare il governo e offendere il popolo ungherese, da cui l’Europa e il nostro Paese potrebbero – al contrario – ricevere utili insegnamenti.
    Proprio il 7 dicembre scorso in questo blog ebbi modo di scrivere che a tutti gli immigrati presenti in Ungheria “viene sempre assicurato un tetto, il riscaldamento adeguato e il cibo necessario – come non accade nel resto dell’Europa – in attesa di comuni decisioni sovranazionali”. Diversamente, il freddo di queste ultime settimane ha esibito la protesta di migliaia di immigrati che in Italia hanno sofferto e soffrono le impennate della temperatura. Un esempio eclatante è la bidonville di Rosarno, Calabria. In Ungheria non esistono bidonville, ma gli ungheresi sanno bene come devono essere ospitate le persone in cerca di migliori condizioni di vita. Da questo punto di vista gli immigrati ospitati in Ungheria ricevono la massima attenzione; essi infatti risultano ospiti in attesa che l’Unione Europea risolva i problemi comuni. Nel post precedente avevo già spiegato che gli immigrati “sono ospiti in luoghi protetti e curati – con tutto l’essenziale – attraverso la Croce Rossa e le altre organizzazioni locali”. Questo è ciò che accade in Ungheria dove “semplicemente, i migranti non si incontrano”. Non si incontrano non perché vengano portati in cella, ma perché i luoghi in cui vivono sono sotto strettissimo controllo, come – a esempio – le caserme dismesse. Per il periodo in cui le autorità decidano sull’accesso in Unione Europea, il Governo ungherese ha stabilito di non lasciare libertà di movimento agli immigrati che chiedono asilo politico o permesso di immigrazione in U.E. per motivi economici. Lo scopo della decisione è di evitare che il 95% degli immigrati sparisca prima di ricevere l’accettazione (10-12%) o il rifiuto (88-90%). E’ evidente che tali decisioni possano essere prese solo da governi che ricevano l’incondizionata approvazione del popolo.  Non è, forse, quello che in Italia si vorrebbe fare, ma non vi sono le condizioni sociali e politiche?

    Tutto questo è pragmatismo ungherese, realismo, ma non populismo. Non si è mai visto che in un Paese entrano stranieri privi di documenti.
    D’altra parte, l’Ungheria ha imparato bene la lezione del ’56 e ne ha fatto tesoro, allorquando una canzone dedicata a Budapest recita: “nessuno ci viene in aiuto, il mondo è rimasto a guardare…”.

    Alla luce della nuova escalation di attacchi, Orbán – semplicemente – ha aggiunto che i controlli saranno più rigidi per adeguare la salvaguardia con mezzi più adatti a difendere il proprio popolo. L’Ungheria è un popolo speciale, unico in Europa da oltre mille anni, per cui riesce ad adeguarsi alle sfide con spirito coeso e immutata determinazione. Prima di parlarne bisognerebbe conosce l’Ungheria e imparare molti concetti di vita sociale e politica.
    I distratti servizi giornalistici che in Italia vengono esibiti rappresentano inutili spot riempitivi per alleviare le responsabilità della classe politica europea che Viktor Orbán accusa di “ingenuità e incapacità”. D’altra parte, il premier ungherese ha spiegato che gli immigrati sono vittime dei trafficanti e dell’incapacità della classe politica europea.
    E’, evidentemente, tutto vero. L’Unione Europea è in una situazione di stallo per la quale non riesce ad affrontare la questione italiana e fa di tutto per trasferire l’attenzione su argomenti incorretti.

    Rocco Turi, 14 gennaio 2017 Budapest