• ROCKGIOVANNI di Wolfgang Amadeus Mozart e Apor Szüts, “opera dinamica” al Bartók Plus Opera Festival 2018

    Con una produzione indipendente del Bartók Plus Opera Festival, orchestra, coro e balletto del Teatro Nazionale, ieri sera è stata la volta del Don Giovanni di Mozart, una delle grandi Opere italiane del musicista austriaco, scritta all’età di 31 anni, oltre a “Così fan tutte” e “Le nozze di Figaro”, oggi adattata alla musica contemporanea.
    La recita è stata effettuata fino a notte fonda in un suggestivo scenario all’aperto nei pressi della torre delle antenne, edificio emblematico della città, sulla collina di Miskolc, usato come palcoscenico. Per arrivarci è stato necessario attraversare la via delle cantine (e sostarvi più volte) per godere dell’ospitalità ungherese e gustare gli ottimi vini di questo territorio. Adeguata condizione di spirito per assistere alla recita.
    Durante il percorso ho anche fatto mente locale alla mia prima visione dell’Opera circa 20 anni prima a Praga, proprio nel teatro in cui andò in scena l’originaria rappresentazione del 1787, di cui conservo ancora la locandina. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Già all’inizio furono effettuate modifiche affinché l’opera potesse essere rappresentata per il pubblico conservatore di Vienna. Anche rispetto alla mia ultima visione di Praga, questa di Miskolc – che è adattata alla musica contemporanea – ha una diversa attrazione, oltre l’originalità del luogo. Un adattamento molto particolare per il quale è stata necessaria una lunga preparazione; ma tutti conoscono Vlad Troitsky, il direttore-regista che con le sue produzioni è capace di realizzare spettacoli fuori dal comune, straordinari. Egli preferisce concentrarsi sullo stato della mente, piuttosto che sulla trama, allo scopo di creare un’atmosfera onirica filtrata attraverso la sua personale concezione della vita. Insomma, Vlad Troitsky è un regista di origine ucraina e gode dei benefici di una prestigiosa tradizione russa e della sua esperienza in Gran Bretagna, Francia, Romania e Ungheria.
    Anche la trascrizione musicale classica dell’opera di Mozart, con il titolo RockGiovanni, commissionato dal Bartók Plus Opera Festival ad Apor Szüts, giovane e talentuoso compositore, ha avuto una meditata gestazione. I risultati non si sono fatti attendere anche perché, trattandosi di Opera buffa e divertente, il pubblico ha subito risposto con applausi, sorrisi di compiacimento e partecipazione.
    Come tutti sanno la trama parla di un Don Giovanni nobile cavaliere, incorreggibile libertino, impenitente e gradasso che nella sua vita si è occupato di donne e ne ha conquistato in tutto il mondo civile della sua epoca; si parla di 640 donne sedotte in Italia, 231 in Germania, 100 in Francia, 91 in Turchia e 1003 in Spagna. Altro personaggio dell’Opera è il Commendatore, padre di una donna, che Don Giovanni uccide, il quale ritorna nella scena nelle sembianze di una statua per invitarlo a pentirsi. Con una trascrizione in italiano, l’Opera ha attraversato in due atti le vicende di Don Giovanni in un clima giocoso, divertente, anche tragicomico; ha affascinato tremendamente il pubblico che si è immedesimato in un personaggio “che non si tirerà mai indietro”. Infatti, davanti alla statua del Commendatore, Don Giovanni fa finta di pentirsi per conquistare altre donne. Muore e, naturalmente, va all’inferno. Pertanto la morale conclusiva si riconduce al concetto che l’inferno è il fine di chi fa del male.
    Don Giovanni è fra le Opere liriche più famose e questa rappresentazione rock di Miskolc rimarrà certamente nella storia per la sua fresca vivacità. Non era facile creare un palcoscenico con tutte le sue caratteristiche, l’eleganza, le luci, lo scenario tecnologico e gli schermi, compreso tre cesti di fiori sul palco-strada, ma l’Opera si è svolta in una dinamicità fra attori e musica superiore alle aspettative.
    Questa sera alle 21 ci sarà una replica alla quale in tanti vorranno ancora assistere; ma prima – alle ore 19 – al MISKOLC GALLERY RÁKÓCZI HOUSE ci sarà un teatro popolare di genere clericale di György Semeczi.

    Rocco Turi, da Miskolc