• Ringraziare gli Alleati.

    Nel gennaio 1944 il fascismo era ancora ben solido e la moltitudine della popolazione civile italiana, piuttosto che avventurarsi in una lotta armata, avrebbe desiderato reagire alla crisi economica e politica attraverso una latente e invisibile mobilitazione. Il 22 gennaio tutto si sarebbe potuto pensare che non l’intervento degli Alleati anglo americani per liberare il nostro Paese; proprio quel giorno ci fu lo sbarco fra Anzio e Nettuno che si protrasse fino al 31 gennaio. Solo nei tempi successivi, man mano che la lenta e lunga avanzata per conquistare Roma proseguiva, si diffuse la risonanza di piccolissime ma crescenti azioni terroristiche iniziate nel Nord dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Ma fu lo sbarco alleato a rendere più sicuri di sé e baldanzosi i gruppi che si opponevano al fascismo. Si trattava di gruppi di avanguardia che all’ombra delle azioni degli Alleati e “sostenuti materialmente dagli Alleati” si ringalluzzivano sempre più e svolsero efficace attività ostruzionistica nei confronti della forza militare nazifascista. Nel 1945 maturò totalmente l’insurrezione nazionale con la partecipazione di uomini di tutti gli orientamenti politici; solo in quel tempo si formò un movimento collettivo di Resistenza e furono coinvolti settori del Paese fino ad allora considerati ai margini della lotta di liberazione.

    Il libri di storia hanno ripetutamente sottovalutato il ruolo degli Stati Uniti d’America nella liberazione italiana. Solo dopo il cruento sbarco degli Alleati si diffuse nell’opinione pubblica la consapevolezza di raggiungere l’obiettivo con la collaborazione di un forte e più deciso movimento partigiano. Diventarono partigiani anche coloro che non avevano preso parte o avevano solo marginalmente aderito e su questo aspetto vi è una pubblicistica ben chiara. Solo un esercito di Alleati avrebbe potuto liberare definitivamente il nostro Paese e così fu, nonostante errori e ritardi che furono causa della destituzione del generale John Lucas che comandava l’attacco anglo americano.

    Infatti, dopo lo sbarco immediato di circa 40 mila soldati fra Anzio e Nettuno, presto a combattere furono circa 100 mila Alleati. Caddero immediatamente oltre 30 mila americani dell’Armata e 12 mila inglesi. Morirono inoltre circa 25 mila tedeschi.

    Ho appena ascoltato un timido commento in tv secondo cui “anche i soldati americani diedero il loro contributo alla liberazione italiana”; lo si è voluto far passare come un “piccolo” contributo a fronte di ciò che viene ricordato come un’incessante azione dei partigiani italiani. Ma solo dopo lo sbarco degli Alleati e quando vi era la certezza che l’obiettivo sarebbe stato raggiunto partì la macchina del partigianato a cui l’Italia oggi attribuisce i galloni di miti e padri della Repubblica.

    In prossimità del 25 aprile non si parlerà dello sbarco degli Alleati perché l’Italia non vuole avere un pantheon di miti veri che preferisce ignorare. Ho conosciuto storici che hanno affrontato l’argomento non da studiosi ma da antiamericani; che non hanno una visione complessiva sulla questione partigiana ma accomodante, fuorviante e “da salotto”. E’ la ragione per la quale esiste un taglio netto fra la politica e la gente comune che non riconosce pienamente e non sempre in Italia partecipa agli eventi proposti in maniera collettiva.

    Più in generale, l’Italia non ha un pantheon e non ha miti e quelli che dovrebbe avere forse li detesta e allora se li immagina; così abbiamo sempre un Paese virtuale, fragile, privo di ideali ed eventi gloriosi a cui l’intero popolo senta il desiderio di emozionarsi e di parteciparvi realmente.

    Per approfondire sulla società italiana e sulla politica del dopoguerra e su documenti originali, che nessuno storico abbia mai potuto esaminare con attenzione, questi sono i libri da leggere:

    Storia segreta del Pci, dai partigiani al caso Moro, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2013.

    Gladio Rossa, una catena di complotti e delitti dal dopoguerra al caso Moro, Marsilio Editore, Venezia, 2004 (volume esaurito e fuori commercio).

    Rocco Turi