• Il Presidente del Consiglio dell’Unione Europea Donald Franciszek Tusk

    mette sullo stesso piano l’Italia e i paesi dell’est sulla questione dei profughi, mentre il nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi non accetta il rimbrotto e reagisce, perché – a suo parere – “l’Italia salva vite umane contro chi costruisce muri”. L’allusione, evidentemente, va all’Ungheria.

    Sbagliano entrambi.

    Tusk è un polacco che conosce bene i fatti, ma si sa che fra ex “paesi-fratelli” ci si ignora un pò e non ha voluto spiegare quale sia la vera differenza fra l’Italia e “i paesi dell’est” che si trovano lungo la frontiera balcanica.

    L’espressione di Renzi “l’Italia salva vite umane” è lapalissiana: chi non lo farebbe?
    L’Italia ha confini marittimi e non può sottrarsi al salvataggio dei profughi in mare ma – oltre a questo compito morale – nulla di politicamente rilevante ha fatto; né si può affermare che – secondo Renzi – “tra i 28 paesi siamo tra i pochissimi a rispettare le regole”. Tusk, da parte sua, avrebbe dovuto aggiungere che il paese che ha rispettato le regole è l’Ungheria e proprio in funzione di questa caratteristica è il paese che ha i titoli per spingere l’Europa “Unita” a svolgere più concretamente il suo compito.

    Proprio oggi Il Premier ungherese Victor Orbán ha dichiarato che la costruzione del recinto con la Serbia è terminata e ha tenuto a precisare, ancora una volta, che in Ungheria “le frontiere non sono chiuse, ma controllate” fin quando l’Europa Unita non risolverà il problema dei profughi.

    Chi crede che tutto questo al governo italiano non farebbe piacere, alzi la mano!

    La verità è che le frontiere italiane sono marittime e non c’è alternativa al salvataggio dei profughi, ma il ruolo di un paese non è solo umanitario: è di risolvere un problema politico. L’Italia non si è mai imposta in questa direzione, ma ha seguito fedelmente regole preminenti per altri paesi e senza reagire: quella di trattenere i profughi – nonostante l’Europa sia “Unita” – e quella di accettare lo sbarco dei profughi salvati da navi non italiane.

    Tuttavia, l’Italia non ha seguito la regola principale che – logicamente – appare la più adeguata: registrare i profughi in arrivo.

    L’Ungheria ha rispettato proprio la regola principale (registrare l’ingresso dei profughi) e ha contestato l’obbligo di dover ospitare i profughi, nonostante l’Europa sia “Unita”. Diversamente, quale “unità” sarebbe?

    Il Premier Orbán lo aveva già affermato anni or sono: intervenire come Europa Unita oppure prendere decisioni autonome con la costruzione di recinti, “anche se questi non risolvono il problema” (che spetta all’Europa Unita). Poteva farlo solo un paese che in pochi anni è passato dall’11% al 3,5% di pil, in grado di reagire alle imposizione europee anche quando tali imposizioni risultano palesemente a vantaggio di coloro che hanno suggerito certe scelte inadeguate.

    In realtà, oggi, tutti i principali paesi europei hanno accettato i ragionamenti ungheresi, ma su certe scelte ormai è anche troppo tardi e sul “ricollocamento” dei profughi il disaccordo è evidente.

    Lo dice la stessa Ungheria: se il problema dell’esodo è ancora in progress, in che modo e in che misura si possono ricollocare i profughi?

    Ecco che ora si inizia a discutere su interventi economici a favore dei paesi oltre mediterraneo. La prima ipotesi è di concedere più di 3 miliardi di euro alla Turchia. Chissà!
    Insomma, il problema andava risolto alla radice: altro successo ungherese.

    Rocco Turi

    P.S.
    Oggi un profugo afgano è stato ucciso per errore in Bulgaria e immagino quale diversa reazione giornalistica ci sarebbe stata se il fatto fosse accaduto in Ungheria. Già un precedente è eloquente: il caso dell’operatrice televisiva ungherese che mette lo sgambetto a profughi in corsa è servito per accusare lei di xenofobia e il suo paese di atteggiamento correlato, senza osservare che la donna reagiva istintivamente a una folla in corsa. Già il Tg3 di oggi ha sottolineato che l’Ungheria è il paese più chiuso per l’emigrazione. Certamente no. Il Tg2 sera di poco fa ha appena annunciato: “gli ungheresi chiudono di nuovo i confini”. Disinformazione pura.
    Quando il problema salì alla ribalta, in Ungheria già si diceva: vedrete, vedrete, basta aspettare e le scelte del governo ungherese saranno apprezzate…