• Pars Krisztián

    è un campione olimpionico che la scorsa settimana è partito per Rio de Janeiro, insieme al secondo scaglione di atleti ungheresi, per partecipare alla sua gara di lancio del martello. Nonostante la medaglia d’oro già vinta alle Olimpiadi di Londra 2012 e le successive vittorie a due campionati europei, Pars Krisztián è rimasto una persona semplice; è salito sull’autobus e si è recato in aeroporto.
    Lo incontrai la prima volta nel ristorante frequentato dagli atleti della città, pochissimi giorni dopo i fasti londinesi; nessun codazzo di tifosi, nessuno dei clienti del ristorante lo aveva riconosciuto e coloro che si erano accorti della sua presenza non mostrarono alcuna reazione. Pur conoscendo il popolo ungherese, come italiano la circostanza mi aveva sorpreso; gli amici che sedevano insieme a me commentarono la situazione come fatto del tutto normale. Eppure, pochi giorni prima – con un gigantesco schermo in piazza – mezza città aveva applaudito e gioito per Pars Krisztián.
    Nessuna sorpresa.
    Nonostante le Olimpiadi di Rio in corso, in Ungheria il popolo continua a praticare il suo sport preferito; si organizzano gare, si fanno premiazioni, si vincono medaglie e medagliette. Quasi tutti gli ungheresi praticano il loro sport o svolgono attività fisica nei parchi e giardini attrezzati. I bambini vengono seguiti anche in estate come gruppi scolastici e nei momenti di riposo o festivi si incontrano frotte di amici di ogni età che corrono intorno al lago o fanno qualsiasi altra attività nelle palestre per curare il fisico. Ecco perché il successo alle Olimpiadi è un po’ il successo di tutti e chi vince rappresenta lo specchio di chiunque cittadino ungherese.
    La semplicità con cui Pars Krisztián entrò nel ristorante e ordinò il suo piatto al cameriere – che lo aveva trattato senza alcuna enfasi – colpì solo me stesso, che immaginavo cosa sarebbe accaduto in Italia. Pars Krisztián, d’altra parte, forse si era già dimenticato del trionfo di qualche giorno prima nello stadio londinese, pranzò, fece qualche battuta con due persone che erano con lui e andò via pagando come tutti. La sorpresa era che, nel tempo trascorso al ristorante, il suo volto non lasciava trasparire i segni della gioia immensa, appena vissuta sul podio centrale alle Olimpiadi londinesi di qualche giorno prima.
    Con la stessa compostezza di quattro anni fa, la scorsa settimana Pars Krisztián è partito per Rio de Janeiro, ben sapendo che il risultato di quest’anno non dovrebbe essere ugualmente entusiasmante.
    In Ungheria non conta chi vince e nessuno dei vincitori diventa un divo. Un volume recentemente pubblicato per corroborare la documentazione a favore della candidatura per Budapest 2024, indica tutti i nomi dei vincitori di medaglie nella storia della partecipazione ungherese alle Olimpiadi. In pochissimi vengono ricordati, per lo stesso motivo appena descritto: in Ungheria lo sport è di tutti e chi vince, vince per tutti e tutti si immedesimano in un unicum che fa dello sport magiaro un evento sociologico. Anche i giovani campioni contemporanei conosciuti e riconosciuti non si sono montati la testa; non solo Pars Krisztián è rimasto sé stesso. La campionessa di oggi Hosszú Katinka che a Rio ha vinto ben 4 medaglie nel nuoto è conosciuta come una ragazza semplicissima e per nulla sofisticata, così come Cseh László che – sempre nel nuoto – ha vinto tante medaglie sin dalle Olimpiadi di Atene 2004 e campionati europei, fino a Rio in cui – “nonostante” l’età – ha vinto la sua brava medaglia. Fra gli atleti ungheresi, solo il grande Ferenc Puskás del calcio – che vinse l’oro olimpico con l’Ungheria nel 1952 e giocò nel Real Madrid, conquistando 3 Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale – è diventato un mito ricordato in tutto il mondo.
    Ecco perché, con circa dieci milioni di abitanti, l’Ungheria fa parte del novero di quelle poche squadre olimpiche nazionali che hanno superato le 400 medaglie vinte nella storia della loro partecipazione. Ecco perché l’Ungheria è la squadra olimpica nazionale che vince più medaglie di ogni altra in rapporto ai suoi abitanti.

    PS
    Oggi sabato 20 agosto ricorre l’anniversario dello Stato ungherese e la principale festa nazionale dell’Ungheria. Oltre quelli ufficiali, sono in programma molti eventi tradizionali; uno su tutti è la visita dei musei. Con il 20 agosto di ogni anno, per gli ungheresi l’estate volge al termine. Vacanze terminate per tutti. Lunedì riapriranno anche le scuole.

    Rocco Turi, da Budapest