• Omaggio a Davide Nicola (con le sue parole)

    Presentando in conferenza stampa l’ultima partita contro la Lazio, che dopo due giorni avrebbe suggellato la permanenza in serie A del Crotone calcio, l’allenatore Davide Nicola ha voluto introdurre il tradizionale incontro con uno spirito profetico. Ecco le sue parole (con il mio invito a leggerle tutte):

    ” La storia del Crotone è una storia semplice, eppure non è facile da raccontare… insomma, io l’ho rivissuta un anno intero. Negli ultimi periodi, negli ultimi mesi siamo stati definiti o hanno parlato di noi come una favola. Se la devo pensare come una favola… beh allora voi sapete che io voglio il lieto fine; però a me piace pensare che il Crotone sia il risultato di un durissimo lavoro, di una passione incredibile, di un gruppo splendido, di organizzazione, di una grandissima motivazione e l’idea di trovarmi qui di fronte a voi … in una conferenza stampa del genere è gratificante per me assolutamente. ”

    ” Credo che questo sia stato il più bel messaggio che il Crotone abbia dato alla gente quest’anno… partiti da inadeguati, partiti da quasi stolti o sciocchi … riuscire ad arrivare all’ultima settimana e giocarsi la salvezza credo che sia una gratificazione enorme e noi ci teniamo tantissimo. ”

    ” Però non è solo un messaggio che abbiamo dato alla gente, lo abbiamo dato soprattutto ai giovani … vorrei che quando nella vita ci sono delle difficoltà – perché nella vita ci sono delle difficoltà – loro non smettano mai di inseguire i sogni… noi quest’anno abbiamo dimostrato che se non ci sono state delle possibilità economiche incredibili – e anche se eravamo nessuno per questa categoria – io credo che non bisogna mai smettere di pensare in grande… che (i giovani) non smettano di pensare in grande mai e che il coraggio, l’ambizione, la lealtà dei rapporti siano le cose per le quali costruire le virtù per le certezze di ognuno di noi …quindi i rapporti tra di noi, ciò che andremo a fare… perché tanto se non sarà oggi sarà domani, se non è domani, dopodomani, fra un mese, fra un anno, fra cinque, chi riesce a perseverare nel tempo e con l’ambizione, con una sana lealtà, prima o dopo raggiunge le cose. ”

    ” Io non so come finirà la storia del Crotone domenica sera, perché molto dipenderà da quello che faremo noi in campo e da quello che succederà nel campo di Palermo; però a me per una volta piace pensare che possa essere il sud a vincere; mi piace pensare che ce la possiamo fare; io ho voluto preparare questa partita come al solito, sempre con i miei ragazzi al top, ma coinvolgere un pò tutti in questa settimana …. martedì ricorreva il 25° anniversario di Giovanni Falcone e ho letto un suo concetto che mi ha illuminato… ci sono dei grandi pensatori, delle grandi persone che riescono sempre a darti qualcosa nei momenti in cui stai cercando qualcosa e come concetto (Falcone) diceva: non è che se le cose sono così, non è detto che debbano andare (sempre) così… il problema è che quando c’è da rimboccarsi le maniche, quando c’è da attuare un cambiamento … è allora che la stragrande maggioranza delle persone preferisce lamentarsi e non fare. Il Crotone ha fatto, il Crotone in un anno ha fatto di tutto e di più, ha sempre messo al massimo le proprie convinzioni e la propria disponibilità dei propri sogni, delle proprie ambizioni, ha fatto di tutto per poter arrivare all’ultima giornata del campionato e giocarsi una salvezza. ”

    ” Per me è una cosa bellissima e vogliamo salvarci, vogliamo salvarci fortemente per dimostrare che, come vi ho detto prima, non sono solo i discorsi economici a tenere in piedi i sogni, ma sono l’organizzazione, sono la capacità di pensare che tu ce la possa fare perché attraverso un duro lavoro tu possa arrivare a coronare quello che ti sei prefisso a raggiungere il tuo obiettivo, vogliamo salvarci perché… anche il Sassuolo – il primo anno che si è salvato si salvò a 34 punti – ha dimostrato poi che negli anni si possa diventare competitivi con tutti, come abbiamo fatto noi nelle ultime partite, realizzando due punti in più della Juventus. Vogliamo salvarci ognuno per la nostra motivazione… è indubbio… io per la mia, i ragazzi per la loro, voi per la vostra … Ma in ogni caso io mi auguro che sia una serata da non dimenticare mai… questo era quello che vi volevo dire… ”

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    Davide Nicola ha pronunciato questo breve e toccante discorso – dedicato ai giovani e alla determinazione che serve per raggiungere qualsiasi obiettivo – in un contesto nel quale normalmente vengono presentate le partite della domenica e gli argomenti affrontati sono solo di carattere tecnico – tattico – sportivo.

    Nell’occasione, invece, l’allenatore del Crotone ha inconsciamente reso pubblico, a mio parere, un aspetto segreto della sua personalità; sono parole – quelle di Nicola – che trasmettono la fragilità che ogni uomo ha dentro di sé e che, in generale, comunicano (involontariamente) il privato rapporto con una profonda sofferenza mai rimarginata. In questo frangente Davide Nicola ha voluto ricordare alla parte più segreta di sé (ma anche a tutti noi) l’amore per il suo Alessandro, figlio prediletto che a 14 anni un incidente con la bici lo portò in cielo e che dall’Alto ha guidato il papà a raggiungere il suo obiettivo. Davide lo ha lasciato intendere immediatamente dopo il successo raggiunto – di cui si sentiva certissimo – dichiarando: “Una notte del genere l’avevo sognata, anzi prevista, fin dall’inizio…”. Lo confermano la maglietta dedicata ad “Ale” che subito dopo egli ha sfoggiato e la locuzione criptica (ma anche molto decifrabile) impressa sulle spalle: “Il mio viaggio non finisce qui…”. Anche la bicicletta che Davide Nicola ha tirato in ballo per il “pegno” da pagare in caso di salvezza della squadra richiama simbolicamente un’ “offerta”, un “sacrificio”, un’ “espiazione” per il grande amore verso quel figlio sfortunato.

    Rocco Turi, Budapest