• Non c’è relazione fra i Bronzi di Riace e l’Expo di Milano.

    Il tema globale dell’Expo Milano 2015 è “Nutrire il pianeta Energia per la vita”. I Bronzi di Riace non hanno alcun punto in comune con questo filo conduttore e sovviene alla memoria un vecchio sketch del comico Enrico Montesano. Durante uno spettacolo l’attore citò un vocabolo poco diffuso del dizionario italiano, non adatto alla scenetta, di cui egli non conosceva neppure il significato, ma lo inserì nel suo monologo dicendo “mi piace e ce lo metto…” suscitando – evidentemente – molte ilarità. Qualcosa di simile è accaduto per i Bronzi di Riace.

    Se i progetti dell’Expo sono finalizzati a declinare ambiti di vita quotidiana per diffondere consapevolezza allo scopo di aprire nuove prospettive per il futuro di tutti; se le emoticon che caratterizzano l’Expo riproducono la frutta e la verdura come “componente non verbale della comunicazione scritta” per un maggior impatto pubblicitario, le opere d’arte che più di tutte sarebbero adeguate al caso sono quelle di Giuseppe Arcimboldo o (per la precisione, non si sa mai) Arcimboldi. L’artista nato a Milano, fu tra i maggiori pittori del Cinquecento, ben conosciuto nella storia dell’arte, componeva ritratti burleschi con ogni qualità di frutta e verdura. Quale artista migliore da collegare in maniera allegorica all’Expo 2015?
    Si potrebbero raccogliere tutte le opere lasciate a Milano dall’Arcimboldo e chiedere in prestito quelle che ha realizzato in tutti i Paesi dell’Est. I grandi Musei di Praga, ad esempio, ma anche tanti privati, potrebbero offrire chicche assolutamente originali dell’Arcimboldo milanese.

    Addirittura, la manifestazione che inizierà il primo maggio del prossimo anno potrebbe essere simbolicamente rappresentata anche dalla Pietà di Michelangelo, la quale potrebbe occupare uno spazio spirituale legato ai concetti del tema dominante (nutrire, energia, vita…) a cui, probabilmente, gli organizzatori non hanno pensato.

    Come si nota, allora, i Bronzi di Riace stridono enormemente con il concetto che l’Expo desidera sviluppare e rappresentare come moderna esigenza dell’umanità; ecco perché la loro chiamata in causa potrebbe essere spiegata con la scenetta comica di Enrico Montesano. Ecco perché l’organizzare una manifestazione richiede tempo e riflessione ed è sempre necessario valutare la discriminante relazionale fra evento e azioni, per non correre il rischio di uscire fuori dal tema. So bene che in Italia il concetto dell’affinità non è sempre rigorosamente valutato nell’organizzare gli eventi, ma è proprio questo l’elemento che molte volte le attività prodotte in Italia non trovano eco negli altri Paesi e i comici – che sono paradigmatici nel rappresentare la realtà – lo avvertono prima di tutti.

    Rocco Turi