• Miskolc

    Dopo Budapest, Debrecen e Szeged, Miskolc è la quarta città ungherese – 162 mila abitanti, 200 km nord ovest dalla capitale. Miskolc risale alla preistoria, fu abitata dai celti, ma l’indicazione originaria della città apparve all’inizio del XIII secolo; è il capoluogo della provincia Borsod-Abaúj-Zemplén e centro industriale dal 1868-1870 quando iniziò il suo sviluppo con uno stabilimento siderurgico. Miskolc è anche un centro di studi universitari e di commercio, meta di turismo per il quale gli abitanti sono riconosciuti particolarmente ospitali e gentili, a conferma del carattere degli ungheresi.
    Ero passato (senza fermarmi) da Miskolc mentre mi recavo in Ukraina, per visitare un villaggio italiano e il territorio ungherese del Tokay in cui si produce il vino che – per tanti anni – fu considerato di origine friulana. Le ricerche avevano poi dimostrato il contrario e l’Unione europea impose all’Italia il divieto di usare l’etichetta “Tokay” che spettava unicamente all’Ungheria.
    Avevo anche sentito parlare diffusamente di questa città mentre mi trovavo in Cecoslovacchia negli anni ottanta; infatti, un docente dell’Accademia delle Scienze avvertì il piacere di regalarmi un vecchio diario inedito scritto dal padre italiano. Era Giuseppe Pietropaolo di origini calabresi che, sentitosi in difficoltà nel corso della prima guerra mondiale, oltrepassò la “linea” consegnandosi al nemico. Giuseppe Pietropaolo, evidentemente, non sarebbe più potuto ritornare in patria per non rischiare l’incriminazione per alto tradimento e ricostruì la propria vita a Miskolc facendo il ciabattino. Nel diario viene descritta la città nella quale Pietropaolo fu accolto benevolmente, ma soprattutto è rappresentata la vita sociale che conferma il senso dell’ospitalità di questo Paese.

    La moderna vita culturale di Miskolc pullula di attività intorno al centro storico in cui – fra l’altro – eccellono il palazzo municipale e la piazza Deák Ferenc con statua del politico ungherese (ricordato come il “savio della patria”); poi la chiesa protestate, la chiesa ortodossa, nonché il convento dei Minoriti, il Museo di scienze naturali, archeologia, storia, etnografia e il castello Diósgyőr.

    Il Teatro Nazionale di Miskolc, incendiatosi nella prima metà dell’800, fu poi ricostruito ed è fra i più prestigiosi dell’Ungheria.

    Proprio al Teatro Nazionale, da oggi al 25 giugno, si svolgerà il “Bartók Plusz Operafesztivál”, dedicato quest’anno a Kodály Zoltán, compositore ungherese di fama mondiale, di cui quest’anno decorre il 135° anno dalla nascita e il 50° dalla morte. Kodály Zoltán fu educatore musicale, etnomusicologo e non a caso, per suo merito, l’Ungheria è il Paese che per primo al mondo abbia introdotto nelle scuole primarie la musica come materia curriculare. I musicisti conoscono bene l’autore a cui quest’anno viene dedicato il “Bartók Plusz Operafesztivál” ma sarà utile indicarlo alla cultura di massa. Per ora è sufficiente ricordare al pubblico che ha assistito con attenzione al film “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Steven Spielberg (1977) che nella scena in cui il regista ricostruì una conferenza etnomusicale nei primi 40′ circa del film – viene distribuito proprio un testo di Kodály Zoltán.

    Rocco Turi, 16 giugno 2017 Miskolc