• In Calabria.

    Guardandola da lontano, questa Regione la si potrebbe definire con lo slogan “Calabria depredata”, “saccheggiata”. Mi capita di viaggiare molto per studio e dovunque trovo servizi sempre più efficienti rispetto alla Calabria. Anche in Siberia e in Terra del Fuoco trovo una qualità di vita ben superiore: come calabrese mi viene quasi la malinconia e il rammarico.

    A Praga o in Mongolia i miei colleghi mi chiedono “è vero che in Calabria c’è solo mafia?”.
    Trovo difficoltà a rispondere perché mi tornano alla mente i sogni svaniti e i fallimenti in questa Regione. Il quinto centro siderurgico di Gioia Tauro è fallito; lo stesso vale per il settore chimico di Rovelli a Lamezia. E’ fallito il Polo tessile di Praja a Mare e di Cetraro; fallita anche la nascente industria automobilistica che doveva produrre la Nuova Isotta Fraschini; fallito il settore eolico; crisi dell’agricoltura nelle Piane di Sibari e di Rosarno. Economia moribonda, insomma.
    Economia in crisi latente e nessuna prospettiva in Calabria, anzi l’eredità che tutto questo (e non solo) ha lasciato è che sono aumentati i problemi sociali, con la presenza degli immigrati e il degrado della vita quotidiana a causa di questa umanità in ginocchio. Inoltre, la crisi di Praja a Mare ha lasciato in eredità il tumore e l’emergenza ambientale relativa al sito mai bonificato.

    Se vado in nord Europa mi chiedono cosa sta facendo la Calabria ora che l’Expo di Milano è alle porte. Nulla è stato ancora fatto per offrire un pacchetto vacanze adeguato. Se l’Alitalia chiede 400 euro per un viaggio da Milano è ovvio che una persona preferisca recarsi a Parigi con 80 euro. Ma poi la Calabria non ha servizi, non ha strutture adatte dentro e fuori gli alberghi. Un turista americano che si reca in Calabria vorrebbe trovare palestre, piscine all’interno dell’albergo, luoghi per il fitness, la cura del corpo; vorrebbe trovare un’organizzazione turistica professionale ben pianificata e tecnici preparati e pronti a soddisfare immediatamente ogni piccola richiesta del turista. In Calabria è tutto arruffato, provinciale, dilettantesco, dove si offrono ancora la tarantella e diversivi analoghi.

    Durante il mio stage in Siberia ho avvertito il dovere di scrivere nel registro degli ospiti della struttura alberghiera che mi ha ospitato il seguente pensiero: “Un ringraziamento sentito al servizio turistico per aver organizzato in maniera assolutamente professionale il mio viaggio al lago Baikal, per gli ottimi suggerimenti di visita e per le informazioni sulla città di Irkutsk. Ogni ospite dovrebbe sapere che un soggiorno all’Hotel Angara risulta ancora più gradevole per la competenza del suo servizio turistico in cui tutto il personale eccelle per la sua bravura e fa sempre il meglio per accontentare i clienti. Non ho mai trovato un Albergo con un servizio turistico così ampio, puntuale ed efficiente offerto ai suoi ospiti. Brave e complimenti anche alle ragazze della reception per la loro prontezza e l’entusiasmo che non si affievolisce mai. Grazie!”.

    E’ difficile trovare in Calabria occasioni per esprimersi in questa maniera. Piuttosto, in Calabria si trova apatia, stanchezza e atavico ritardo in vari settori professionali; ma di fronte a una critica espressa, a volte si incontra saccenteria negli ambienti intellettuali paesani e cittadini; a volte si è costretti ad ascoltare opinioni e teorie di persone pseudo competenti. A volte, naturalmente…

    In Calabria, i Bronzi di Riace continuano a morire nella loro solitudine rispetto ai flussi turistici internazionali. Pur essendo stato fra i contrari al trasferimento dei Bronzi a Milano, osservo che fino a ora non è stata creata alcuna relazione fra le due sculture greche e l’Expo 2015 che inizia tra pochi mesi. La Calabria rimane sempre lontana dai flussi turistici; anche i buoni prodotti alimentari di nicchia restano lontani e soffrono le distanze.

    Insomma, la classe politica ha sempre fatto di tutto per non prendersi cura della Calabria.
    Questa Regione non è come le altre nelle quali il positivo e il negativo, il bello e il brutto, il meglio e il peggio, la crescita e il regresso, lo sviluppo e il sottosviluppo sono in relazione e in questo amalgama i protagonisti cercano di affrontare e risolvere i problemi.

    Da un lato c’è una Regione che dal punto di vista dell’eredità storica non è per nulla marginale. Questa è la Magna Grecia, terra di colonie greche e di cultura grecanica; poi terra dei Romani.
    Qui c’è la cultura delle minoranze radicate; non solo cultura grecanica ma anche cultura albanofona e cultura occitana che attraversano l’intera regione. Qui c’è un territorio costellato di borghi, paesini, torri e castelli in cui gli abitanti sono detentori di tradizioni originali; vi sono uomini eruditi capaci di incantare la gente con le loro stupefacenti storie; qui c’è un’agricoltura di prodotti di nicchia che identificano il territorio in maniera originale, come il bergamotto vicino a Reggio Calabria e il cedro nel nord della Regione, dove c’è un paesino che si chiama proprio Santa Maria del Cedro e dove ogni anno i rabbini arrivano per cercare il prodotto più puro per le loro feste; qui c’è una Regione con santuari e chiese che meriterebbero il viaggio dai Paesi più lontani; qui c’è un territorio incontaminato: mare, monti, coste, cielo; la Sila, l’Aspromonte, il Pollino; i luoghi termali.
    Questa è la terra del Bos Primigenius che risale al paleolitico, ma è anche la terra dei reperti archeologici rubati. Ho visto personalmente e anche fotografato reperti archeologici calabresi esposti nel British Museum, depredati insomma! Ma tutto questo bene calabrese viene assolutamente trascurato, abbandonato e lasciato alla sua mercé. Non a caso, si riapre la stagione turistica invernale in Sila ed ecco che la funivia di Camigliatello – più importante località di turismo invernale della Regione – si ritrova ancora una volta fuori uso per disinteresse e mancanza di prospettiva. E’ assurdo pensare che per due anni consecutivi la Regione non si sia occupata di ripristinare l’impianto sportivo: dimostrazione che non ha badato al / e favorito il / turismo. Questo può essere definito uno scandalo tutto calabrese. Ecco perché ho parlato di “Calabria depredata”.

    D’altra parte c’è una classe politica che bada solo a se stessa; una classe politica che si avvita intorno a se stessa e all’interno di essa si rigenera per produrre stallo, inerzia, immobilità e vantaggi per sé e per i propri amici. In Calabria nulla si fa o si ottiene se non si ha “un amico”.

    L’alternativa è l’emigrazione.

    Rocco Turi