• I Giochi olimpici di Rio de Janeiro

    sono appena terminati e le previsioni si sono avverate. Anche la sconfitta di Pars Krisztián era stata prevista, dopo l’oro olimpico di Londra 2012 e due Campionati Europei 2012 e 2014, nonché i secondi posti ai Campionati Mondiali 2011 e 2013. La raggiunta finale e il settimo posto ottenuto gratificano il campione ungherese; a 34 anni, d’altra parte, si è ormai vecchi per praticare il lancio del martello, che richiede forza disumana. Si gira pagina e altri campioni nasceranno.
    Le previsioni sulla regolarità collettiva dei successi ottenuti dalle squadre olimpiche, che nella loro storia hanno partecipato almeno a 26 edizioni, vincendo oltre 400 medaglie, hanno confermato le statistiche costruite in 31 edizioni dei Giochi. Anche se l’oscillazione dei valori assoluti, evidentemente, è inevitabile, rispetto a Londra 2012, l’Italia ha conquistato lo stesso numero di medaglie, mentre l’Ungheria si è fermata a meno 3. Italia e Ungheria hanno conseguito le stesse medaglie d’oro: otto come a Londra. Si deve tuttavia constatare che la pratica sportiva tende ad aumentare insieme al numero delle discipline (due in più) e delle squadre partecipanti ai Giochi ed è chiaro che risulta sempre più difficile confermare i successi precedenti. Tuttavia, anche se le fluttuazioni sono sempre parte in causa, esse non influiscono in maniera determinante nelle statistiche se non nel lungo periodo. In tal modo si può dire che l’Ungheria, con le sue 491 medaglie vinte in 26 edizioni dei Giochi olimpici si conferma ampiamente la prima squadra al mondo in rapporto ai suoi abitanti. Infatti il team ungherese riesce a portare a casa una medaglia per ogni poco più di mezzo milione di abitanti. L’Italia ha confermato il suo trend con una medaglia ogni 3 milioni di abitanti, portando a casa un totale di 577 medaglie in 28 edizioni (due in più rispetto all’Ungheria).
    Considerando solo i premi in oro, il dato sorprendente è che l’Ungheria riesce a vincere ben una medaglia ogni circa un milione e mezzo di abitanti.
    Il prossimo appuntamento olimpico importante, sia per l’Italia che per l’Ungheria è il 14 settembre 2017 quando a Lima verrà scelta la città che dovrà organizzare le XXXIII Olimpiadi estive del 2024. Oltre alle città di Roma e Budapest, le altre candidate sono Parigi e Los Angeles.
    Nei giochi olimpici di Rio la delegazione ungherese ha presentato il suo programma di avvicinamento al giorno della selezione. Dopo la presenza del Presidente della Repubblica János Áder all’inaugurazione dei Giochi, è stata la volta del premier Viktor Orban il quale, nel corso di una conferenza molto pubblicizzata in Brasile, ha presentato la fiaccola olimpica che – nel caso fosse scelta l’Ungheria – dovrà portare il tradizionale fuoco da Atene a Budapest. Insomma, il programma di accostamento dell’Ungheria alla fatidica data del 2017 prosegue con molto impegno e gli osservatori hanno la sensazione che la disponibilità del Comitato Olimpico Internazionale a favore di Budapest si stia consolidando; anche i rapporti politici ed economici fra l’Ungheria e gli altri Paesi amici si stanno irrobustendo.
    Il governo di Budapest, intanto, rafforza i suoi dati economici con un ulteriore incremento del GDP (Gross Domestic Product), analogo del PIL italiano. Grande merito per questo risultato viene attribuito all’industria dell’auto, in attività in Ungheria (Suzuki, Opel, Audi, Porsche, Mercedes) e all’agricoltura.

    Rocco Turi, da Budapest