• I Bronzi di Riace sono fragili? Vi spiego cosa fare.

    Il Ministro Franceschini istituirà una commissione di esperti per decidere se i Bronzi di Riace possano essere trasferiti all’Expo di Milano 2015. Quando in Italia si tratta di prendere una decisione, vanno tutti in crisi. Possibile che in questo Paese non ci sia qualcuno in grado di trovare soluzioni rapide in ogni circostanza?
    Commissioni, dibattiti, conferenze, incontri, sono sempre all’ordine del giorno per qualsiasi cosa. Anche per i Bronzi di Riace è in gioco la questione politica. Nessuno al mondo arriverebbe così in basso. Gli stranieri continueranno a considerare l’Italia un Paese privo di carattere.

    Sulla scorta delle indicazioni provenienti dagli “esperti interni ed esterni al Mibact” e soprattutto per quanto dichiarato dalla dr. Simonetta Bonomi, Soprintendente del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il Ministro Franceschini si adeguerà e i Bronzi di Riace resteranno nel Museo archeologico di Reggio Calabria, inamovibili come le montagne. La Bonomi ha infatti spiegato che
    “gli esperti dovranno misurarsi su dati di fatto che sono emersi dalle campagne di restauro”; dati di fatto rappresentati dalla vulnerabilità delle opere a causa della presenza di “micro fessurazioni” al loro interno.
    I grandi storici mediatici dell’arte che il convento passa agli italiani (Vittorio Sgarbi, ad esempio) che fino a ora hanno pontificato, non sono stati in grado di proporre una scelta appropriata e convincente per tutti. La Calabria perderà un’altra occasione per farsi conoscere sotto l’aspetto più desiderabile.
    Una scelta vantaggiosa comune sarebbe stata possibile. Oggi è troppo tardi, ma servirà per il futuro.

    Consiglieri acuti e lesti d’ingegno avrebbero dovuto suggerire ai ministri, che si sono susseguiti, la realizzazione di una copia originale dei Bronzi di Riace. Azione lapalissiana. Cosa serve per realizzare una perfetta copia originale? Solo una decisione politica.

    UNA PERFETTA COPIA ORIGINALE.

    Una copia originale dei Bronzi di Riace risolverebbe ogni problema:

    1. Le opere resterebbero inamovibili – come vogliono i calabresi “introversi” – senza alcun vantaggio turistico, come è avvenuto fino a ora;
    2. Le “micro fessurazioni” esistenti nelle opere originali non subirebbero ulteriore degrado, come vuole la Soprintendente Bonomi;
    3. Le copie originali girerebbero il mondo per promuovere la Calabria.

    In tutto il mondo sono state realizzate copie originali – anzi più di una – di molte opere importanti, allo scopo di avere quelle di riserva in caso di calamità e per promuoverle nel mondo in eventi meritevoli.

    Ma oltre a suggerire la realizzazione di almeno una copia originale delle opere, chi scrive è pronto a mettere in campo adeguate azioni di valorizzazione attraverso la cultura. Volare alto è un obbligo per i calabresi.
    Invece in Calabria si parla solo di mafia, mafia dappertutto; tutto vero, ma osservare la Calabria solo attraverso l’ottica mafiologica e trascurare le altre è assolutamente deleterio per la società, che tende a peggiore sotto gli occhi di tutti. In Calabria non vi è adeguata proposta culturale alternativa e neppure questa verrà raccolta, perché offerta a titolo di favore e da cittadino libero, privo di appartenenza politica. Del resto non vi è certezza che in un Paese e in una regione conflittuale una copia originale dei Bronzi di Riace venga facilmente realizzata.

    L’augurio è che dei Bronzi di Riace si parli in maniera corretta almeno nel corso dell’imminente campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale calabrese, attraverso candidati che abbiano una vera esperienza internazionale.

    Ps.
    La Regione Calabria firmò un accordo per l’Expo con la Lombardia e l’evento fu presentato al telegiornale di Rai3 con grande enfasi. Sarebbe lecito conoscere il contenuto di quell’accordo tra i Presidenti Scopelliti e Formigoni.

    Rocco Turi