• Giovanni Berlinguer.

    “Roba vecchia”. Questa è stata la risposta di Giovanni Berlinguer nel ricevere, oltre un anno fa, l’omaggio del libro “Storia segreta del Pci. Dai partigiani al caso Moro” (Rubbettino); “roba vecchia” ma molto colpito nel sapere che quella “roba vecchia” era stata ritrovata ed era contenuta in un libro su fatti che i vecchi rappresentanti del Pci desiderano rimuovere. Ricevendo il libro, Giovanni Berlinguer – morto due giorni fa all’età di novant’anni e ricordato come una figura limpida, brillante e intellettuale raffinato – diede subito l’impressione di non essere sorpreso per il suo contenuto; lo avrebbe letto e presto avrebbe dato una risposta, “anche per dire non mi è piaciuto”. L’attesa è stata vana. Non era difficile immaginarlo. Quando si dice “è roba vecchia” vuol dire “è meglio non parlarne” e Giovanni Berlinguer si è attenuto al principio. In realtà gli sarebbe stato difficile trovare un solo elemento contestabile dello scenario politico descritto nel libro.

    D’altra parte, anche se era “roba vecchia”, il contenuto di un capitolo del libro dedicato proprio a Giovanni Berlinguer era “roba vera”. Egli dimorò a Praga, diventò anche Presidente dell’Unione Internazionale degli Studenti comunisti. Essendo stato chiamato alle armi, per ottenere la dispensa, Berlinguer esibì una dichiarazione con la quale il preside della facoltà di medicina dell’Università di Praga attestava che la presenza di Berlinguer in quella città era assolutamente necessaria “per un lavoro di carattere scientifico e pratico (sic!)”. Il “sic!” fa parte della nota ufficiale del documento “Appunto Riservato Urgente” del 4 agosto 1952, diretto alla Direzione Generale Affari Politici.

    Considerati i sistemi vigenti in Cecoslovacchia, la dichiarazione dell’Università di Praga rappresentava la più evidente prova dell’attività politica di Giovanni Berlinguer e il “lavoro di carattere scientifico e pratico” era solo un alibi. Anzi, a Giovanni Berlinguer fu ritirato il passaporto per cui iniziò la protesta di Jiri Pelikan – Segretario generale dell’Unione Internazionale degli Studenti – che poi si estese paradossalmente in numerosi Paesi del mondo. Il console italiano a Praga dovette anche ricevere una delegazione di studenti cubani, rumeni e indonesiani. Alla circostanza, il Governo italiano fu costretto a rispondere che “il provvedimento relativo a Berlinguer è questione interna italiana sulla quale nessuno straniero ha il diritto di interferire”. Fu una risposta molto lontana dall’indole accomodante dell’odierna politica italiana.

    Agli argomenti descritti nel libro, Giovanni Berlinguer avrebbe potuto aggiungere tanti altri particolari. Un invito a leggere e rileggere “Storia segreta del Pci”.

    Rocco Turi