• Fascicoli.

    La notizia di oggi è che la Commissione Moro è alla ricerca di un fascicolo scomparso e il Presidente Fioroni vuole chiarimenti. Il fascicolo conterrebbe un documento riservatissimo del Viminale sulla provenienza delle munizioni usate nella strage di via Fani. Questo documento non si troverebbe neppure all’Archivio Centrale dello Stato. Secondo Giuseppe Fioroni, Presidente della Commissione Moro, è probabile che nel fascicolo ci fosse una nota riguardante la provenienza di alcune munizioni sospette raccolte il 16 marzo 1978 sul luogo della strage. Tutto ciò è stato reso noto nel corso dell’audizione del 6 maggio scorso, giorno in cui agli atti era previsto l’ascolto del dottor Giancarlo Caselli.

    Mi sforzo nel capire il senso e l’importanza di questa ricerca relativa al fascicolo scomparso, perché nel caso Moro anche la questione delle armi è stata ampiamente risolta. Sebbene si voglia individuare il tipo di munizioni, sarebbe più utile e indicativo risalire alle armi usate – delle quali ho già scritto in “Gladio Rossa” (Marsilio) e in “Storia segreta del Pci” – che furono: una pistola mitraglietta Skorpion di fabbricazione cecoslovacca, un revolver russo-belga Nagant e una semiautomatica sovietica Tokarev. Consiglio di approfondire leggendo tutto il resto sull’argomento in “Storia segreta del Pci”, edito da Rubbettino, libro che ha risolto il caso Moro.

    D’altra parte, la questione dei fascicoli mancanti – in generale – non costituisce sorpresa per uno studioso attento; chi compie ricerca è avvezzo a pratiche simili. Per ovviare al rischio di perdere ogni traccia di un documento che si sta cercando, si eleva sempre più il livello di segretezza nella ricerca in corso e si individua immediatamente ogni altro fascicolo in grado di contenerlo. Infatti, l’esperienza insegna che almeno una copia dello stesso documento la si destina normalmente anche in altri dossier, altri armadi, altre sedi.
    Il “segreto” della ricerca a un certo livello consiste nel rintracciare immediatamente il documento mancante in altri eventuali luoghi, verso cui procede il fiuto del ricercatore; in estrema riservatezza.

    Male si fa quando si denuncia la mancanza di un documento dal fascicolo nel quale, probabilmente, lo si sarebbe ritrovato. A volte, la voglia di apparire in un comunicato stampa è più forte del rigore della ricerca, la quale non può e non deve avere un tempo limite.
    Quando si va a colpo sicuro e ci si ferma senza cercare alternative, si rischia sempre di essere tacciati di ingenuità o protagonismo e di pregiudicare l’intera inchiesta; ovvero il documento non lo si ritrova mai più. Infatti, si dà alla controparte – se interessata – la possibilità di occultare anche la documentazione giacente in ulteriori fascicoli.

    Rocco Turi