• Delitto Moro, caso di devianza politica più eclatante della storia italiana

    Il 9 maggio 1978 il corpo dell’on. Aldo Moro fu fatto ritrovare in via Caetani. Sono passati 39 anni; dopo quattro anni dalla pubblicazione di “Storia segreta del Pci / Dai partigiani al caso Moro” (2013) edito da Rubbettino, nel quale viene risolto il caso politico più eclatante della storia moderna in Italia, è qui riproposto il settimo comunicato stampa che accompagnò l’uscita del libro.

    Il delitto di Aldo Moro è stato frutto di una strategia del terrorismo internazionale che usò il marchio delle Brigate Rosse per l’omicidio. Il meccanismo era stato pensato, progettato e ideato dai servizi segreti dei Paesi comunisti e dalla Gladio Rossa, nata in Cecoslovacchia, che per la prima volta mise piede in Italia. Insomma, a uccidere lo statista democristiano non furono le BR, nemmeno “etero dirette” o “manipolate” ma la Gladio Rossa, a sua volta etero diretta da agenti e interessi assai lontani dai confini del nostro Paese. 39 anni dopo l’uccisione di Aldo Moro il libro del sociologo Rocco Turi “Storia segreta del Pci” (in libreria per la Rubbettino Editore) riapre e chiude il caso sotto una luce completamente diversa. Per l’autore del saggio le prove sono individuate nel partigianato italiano fuggito in Cecoslovacchia con la complicità del Partito Comunista italiano e dell’apparato protettivo dei Paesi del medio Est europeo. “Dietro la vicenda Moro”, scrive Rocco Turi nel suo libro, “si muovono storie e personaggi bene identificati che coinvolgono direttamente esponenti chiave del comunismo nazionale e internazionale, ma i mille depistaggi di questi ultimi 39 anni hanno portato gli studiosi della materia e gli stessi investigatori su strade completamente diverse e lontane dalla vera storia del delitto”.
    Alla base di questo saggio, frutto di oltre 30 anni di ricerche negli archivi segreti delle autorità diplomatiche dei Paesi dell’Est – sottolinea lo studioso – ci sono decine di documenti storici top-secret (pubblicati nel libro) che confermano il ruolo determinante e dirompente che i nostri partigiani fuggiti a Praga svolsero, i quali dovevano ricambiare l’ospitalità ricevuta per sfuggire all’arresto in Italia. Un nome per tutti – annota Turi – è quello di Rudolf Barack, ex ministro dell’interno cecoslovacco negli anni ‘50, che mai aveva accettato di incontrare uno studioso straniero, e che confermò a Turi durante un colloquio personale che i partigiani italiani furono per anni al servizio del vecchio kgb e della polizia segreta cecoslovacca. Non a caso la Cecoslovacchia fu meta preferita per l’addestramento di terroristi provenienti da tutto il mondo, e tutto questo oggi lo si ritrova nelle carte diplomatiche di quegli anni a cui l’autore del saggio ha avuto il privilegio di poter accedere grazie ad una borsa di studio del governo italiano – assegnatagli dopo il fallimento della Commissione d’inchiesta sul caso Moro – e che sono il vero cuore del libro. (Rocco Turi ha insegnato all’Università degli Studi di Cassino “Sociologia della devianza”, “Sociologia del mutamento sociale”, “Metodi di ricerca nelle scienze sociali”).