• Conte, Di Maio, Salvini andare avanti come ruspa

    Il debito italiano ha raggiunto 2.300.000.000.000 di euro e, nonostante ciò, la vecchia classe politica – che fino a ora è stata responsabile dell’esito catastrofico – dichiara di essere in grado di affrontare la situazione con la medesima strategia. Il mercato libero, in mano ai privati, non è stato capace di produrre occupazione per stornare un minimo di debito e c’è ancora chi perora il finanziamento e dolci trattamenti a favore degli imprenditori per favorire la ripresa economica. Partito democratico e Forza Italia occupano i telegiornali e le trasmissioni di approfondimento con la presunzione della competenza, affermando che il reddito di cittadinanza – che ormai tutti gli aventi diritto attendono con ansia – sia una “paghetta di Stato”, ovvero una manovra elettorale che indebiti il Paese; lo dicono anche i politici-economisti i quali si dedicano piuttosto alla propaganda e non ad analisi alternative. Non è così. La verità è che proprio la strategia acquiescente a favore degli imprenditori, come dimostrano il crescente debito e il tradimento degli elettori operato dal Partito democratico, è servita ad alimentare la più smaccata clientela politica. Tutti infatti sapevano che in un Paese in crisi gli imprenditori avrebbero utilizzato i piani di ripresa per far finta di creare lavoro con un minimo di capacità produttiva e il mercato interno non avrebbe ricevuto alcun beneficio.

    I fatti di questi anni, piuttosto, dimostrano che per creare occupazione sia necessario un intervento dello Stato, nei modi e nelle forme descritte nell’attuale “Documento di economia e finanza 2018” laddove, attraverso il reddito di cittadinanza e il reddito di pensione, si possa creare la domanda e favorire l’occupazione. Bene fanno Salvini – il quale dichiara “non faremmo retromarcia” se lo spread aumentasse al valore di 400 – e Di Maio, il quale usa toni più concilianti ma ben precisi a sostenere una posizione senza la quale ogni tentativo di palingenesi per questo Paese crollerebbe per sempre.

    Solo nella certezza di una base capace di promuovere una domanda di beni, gli imprenditori sarebbero senz’altro motivati a creare lavoro. Si innescherebbe un specie di sistema economico misto in cui lo Stato accende la miccia della domanda e gli imprenditori favoriscono gli investimenti. Il Presidente Giuseppe Conte ha affermato che con questo documento finanziario potrebbe scoccare la scintilla in tante persone che per ora rimangono escluse dal mondo del lavoro. Conte avrebbe potuto meglio esprimersi, parlando di “scintilla a favore degli imprenditori che di fronte all’aumento della domanda agiscano di conseguenza”. Il cruccio, piuttosto, è che i destinatari del reddito di cittadinanza rappresentino una ben limitata fascia di cittadini italiani. Il Pd, al contrario, avrebbe dovuto reclamare una più ampia distribuzione del reddito di cittadinanza, ma si è fatto sottrarre dal M5S e dalla Lega quello che è stato da sempre il suo cavallo di battaglia a favore dei poveri ed emarginati, per dedicarsi alle banche, al “capitalismo globalizzato” e all’uso politico dello spread, con la complicità delle élites finanziarie europee e dei Soros.

    Rocco Turi, Budapest