• Come riconoscere un’opera di grafica originale

    e difendersi dalle copie e dai falsi è difficilissimo, perché si tratta di realizzazioni che appaiono identiche a quelle dei veri autori. Purtroppo sono poche le persone in grado di valutare l’originalità di un’opera grafica. Non si riesce a capire perché se ne parli poco e, soprattutto, perché gli esperti affrontino raramente il caso in maniera divulgativa. Viene il dubbio che anche gli esperti non siano proprio degli “esperti” in materia, se non abbiano fatto reale pratica. A volte si fanno battute e si raccontano bizzarrie generali proprio per coprire una reale disinformazione. A volte la causa appare un mistero indecifrabile. Tuttavia, non sarebbe complicato apprendere brevi nozioni, come quelle pubblicate nel post di due giorni fa, per affrontare la conversazione con chi si dichiara esperto e/o desidera vendere opere di grafica originale. Inoltre, sarebbe utile conoscere la differenza tra il “falso” e la “copia”.
    La “copia” viene solitamente realizzata per motivi didattici e colui che si cimenta in questa pratica ha l’obiettivo di copiare meglio possibile l’opera originale; generalmente vengono utilizzate le reali tecniche incisorie per imparare o insegnare. Coloro che utilizzano metodi meccanici o fotomeccanici realizzano un “falso reale” e hanno un prevalente scopo lucrativo. Nell’uno o nell’altro caso, per scoprire l’arcano bisognerebbe conoscere la storia dell’artista, le sue opere e il tipo di carta utilizzata. In ultima analisi procedere a un esame di laboratorio.
    Il “falso reale” è più diffuso perché può ricevere la legittimazione degli autori ma ha come reale solo la loro firma. In generale, l’autore non possiede una pratica incisoria e promuove la riproduzione fotomeccanica delle sue opere (a scopo di lucro) per le quali il suo intervento si riduce alla firma su un facsimile ottimamente realizzato.
    Il “falso originale” riguarda la stampa – meglio dire la “ristampa” – da matrici originali che avevano esaurito la loro funzione in mano all’artista e che non furono distrutte. I falsi originali riguardano soprattutto le stampe postume, per le quali a volte risulta determinante la complicità degli eredi. In questo caso, le opere presentano una firma apocrifa.

    Una persona che desideri possedere un’opera di grafica evita la copia, a meno che non gli venga venduta come originale; identica procedura vale tra falso reale e falso originale. Il falso reale contiene la firma dell’autore su una sua opera riprodotta con metodo fotomeccanico; in questo caso l’autore non si avventura a numerarle per evitare di compiere azioni amorali. Il falso originale è la riproduzione da una matrice realizzata con le mani dell’autore ma con firma apocrifa. Molto più grave sarebbe se il falso originale fosse realizzato nel caso di autore vivente. In tutte le situazioni anzidette il valore dell’opera è strettamente determinato unicamente dal suo costo di produzione.

    Nei miei primi stipendi guadagnati acquistai un pesantissimo torchio per realizzare diverse serie di incisioni, limitate ognuna a poche decine di copie; soprattutto ho realizzato incisioni fuori commercio contraddistinte con il sistema di numerazione romano. Attraverso l’esecuzione delle opere si capisce quale sia il tipo di carta più adatta alle proprie mani da utilizzare sempre e quale grado di umidità creare per ottenere l’effetto desiderato, nonché come diluire i colori e gli acidi per attribuire la caratteristica distintiva alla personale produzione. Un esperto che desideri attribuire un’opera sa bene che l’artista usa prevalentemente la stessa carta, procede sempre con lo stesso metodo e sa che – ahimè, salvo eccezioni – difficilmente accetta di controllare ogni procedura fino in fondo. A questo punto, un “critico”, se non conosce la tecnica incisoria da vicino, va avanti di fantasia e cerca di essere il più convincente possibile.
    La pratica, pertanto, consente di disquisire sull’opera di grafica originale e purtroppo anche dà la consapevolezza che – nonostante la conoscenza – in certi casi risulta sempre difficile rendersi conto dell’originalità di un’opera grafica se si è completamente privi di strumenti tecnici (almeno una lente di ingrandimento e due opere presunte identiche).
    Il metodo che personalmente prediligo per accorgermi dell’originalità di un’opera di grafica è l’intervista con l’autore. Da qui non si sfugge; sono sufficienti poche domande e ben si capisce se l’autore che vende opere di grafica sia attendibile oppure no.
    Viene un dubbio: quanta conoscenza diretta possiedano i critici italiani sul riconoscimento delle opere di grafica originale?

    Rocco Turi, da Budapest