• Codici culturali

    In Italia meridionale – meno di un secolo fa – chi commetteva un delitto d’onore veniva assolto. Per capire che il delitto d’onore fosse un crimine gravissimo, fu necessario che siciliani e calabresi emigrassero negli Stati Uniti.
    Nell’Europa di oggi sta accadendo qualcosa di simile, ma con effetti diametralmente opposti. In Francia, in particolare, ha fatto scalpore una notizia preoccupante: un uomo del Bangladesh ha stuprato una ragazzina francese, ma il giudice l’ha assolto perché non possedeva i “codici culturali per capire che stuprare è sbagliato”. L’avvocato difensore francese è riuscito nel suo obiettivo, così come vi riuscì l’avvocato calabrese che nel Tribunale di Gerace nel 1928 fece assolvere il suo assistito.
    Mi dicono che in Italia la notizia sia passata inosservata.

    Sarebbe paradossale se la causa di questo silenzio giornalistico fosse già addebitabile al “Global Compact For Migration”, accordo voluto dall’Onu che verrà sottoposto alla firma dei suoi 194 Paesi nelle prossime settimane a Marrakech. Mi sono dato il peso di leggerlo e sorprende talmente nei suoi contenuti, da suggerire a Paesi realmente liberi come Stati Uniti, Australia, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Bulgaria, Croazia, forse anche la Svizzera, di non firmarlo. L’Accordo è sconcertante e appare un boomerang in quasi tutti i punti trattati. Si parlerà molto nei prossimi mesi ma, per farsene giusta idea, tutti dovrebbero leggerlo attentamente (speranza illusoria), piuttosto che ascoltare i resoconti altrui.

    Limitatamente all’oggetto di questo breve post, sembra che il silenzio giornalistico sullo stupratore Bengalese sia dovuto a ciò che il “Global Compact For Migration” impone alla stampa. Infatti, nell’Accordo c’è scritto che bisogna “sensibilizzare e istruire i professionisti dei media” a promuovere campagne di informazione sui contributi positivi dell’immigrazione regolare; favorire terminologia e informazione etica utile alla “cancellazione dei fondi pubblici ai media” che non si adeguano. Insomma, dopo l’approvazione del “Global Compact For Migration” scrivere sui giornali e parlare nei telegiornali di uno stupratore immigrato sarebbe politicamente scorretto e si perderebbero i “fondi pubblici ai media”. Perché non adeguarsi sin da ora?

    Rocco Turi, Budapest