• Caso Moro. La verità scomoda in un totem.

    Il 9 maggio di 37 anni fa Aldo Moro fu ritrovato a pochi passi da via delle Botteghe Oscure, lato ghetto, ed è ormai dimenticato. Caso chiuso, non se ne parla. Chi avrebbe interesse a farlo correttamente, oltre a rendere omaggio al suo Memorial?

    In tanti si tormentano per tirar fuori verità apocrife e inutili, oppure esibiscono il proprio silenzio. Ma la pietra miliare sul caso Moro – nonostante il silenzio – è lì, come un silenzioso totem, in due volumi:

    GLADIO ROSSA, UNA CATENA DI COMPLOTTI E DELITTI DAL DOPOGUERRA AL CASO MORO, Marsilio 2004. Il libro risulta esaurito, anche se qualche copia la si potrebbe ancora trovare solo sul mercato online o leggerla nelle più importanti biblioteche italiane e straniere;

    STORIA SEGRETA DEL PCI, DAI PARTIGIANI AL CASO MORO, che l’editore Rubbettino ha pubblicato audacemente nel 2013 per essere la fonte corretta unica dell’intera vicenda che nel 1978 colpì l’opinione pubblica mondiale.

    Trattandosi di una pietra miliare non desidero più ritornare sull’argomento; per l’occasione esibisco il contenuto di un nuovo filmato di presentazione di “Storia segreta del Pci”, registrato due mesi fa.

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    La genesi del libro “Storia segreta del Pci. Dai partigiani al caso Moro” (Rubbettino) risale al 1981, quando i risultati della Commissione Parlamentare sul caso Moro furono considerati inutili per far luce sul sequestro politico più eclatante della storia italiana.
    Il Governo e il Parlamento italiano erano a conoscenza di come fossero andate le cose, ma non avevano la forza politica per rivelare una verità scomoda. Pertanto, il nostro Governo bandì una borsa di studio per compiere ricerche all’interno della comunità italiana emigrata in Cecoslovacchia.
    Io ci cascai e ho scritto questo libro in circa 30 anni di lavoro.

    Non si trattava di una semplice comunità di emigrati, ma di ex partigiani che avevano commesso gravi reati in Italia e che nel dopoguerra furono aiutati a fuggire dal Partito Comunista in Cecoslovacchia dove giunse l’ordine di organizzarsi in MILIZE (vere e proprie formazioni militari) e frequentare non solo scuole di formazione politica ma scuole di addestramento alla guerriglia, al sabotaggio, al camuffamento; anche al pilotaggio e alla psicologia individuale, allo scopo di trovare le debolezze altrui e accertarne la vulnerabilità alle intimidazioni e ai ricatti.
    Coordinava tutto ciò un giornale che si chiamava “Democrazia Popolare” e una radio clandestina con un nome subdolo e ingannevole: “Radio Oggi in Italia”; non una trasmissione con questo titolo ma una vera radio clandestina che trasmetteva da Praga. A cosa dovesse servire una radio clandestina se non ad azioni clandestine da compiere in Italia?

    L’intera organizzazione si chiamava “Scuola Politica del Compagno Sinka” ma in Italia ebbe un nome arbitrario (GLADIO ROSSA). Fu attiva fino al sequestro Moro. Pertanto non si dovrebbe parlare di Brigate Rosse nel sequestro Moro; anche perché le BR erano state fermate con l’arresto di Curcio e Franceschini e non esistevano più e quindi neppure si può parlare di Brigate Rosse eterodirette… diciamo che l’organizzazione che rapì Moro era tutta un’altra cosa che le Br.
    Nel frattempo, nel 1968 la Radio clandestina era stata smantellata con l’invasione sovietica di Praga. I partigiani che non avevano pendenze giudiziarie furono fatti rientrare in Italia usufruendo della cosiddetta “Legge Mosca” che attribuiva una pensione a coloro che avevano svolto attività politica e sindacale in favore del Partito Comunista Italiano. Con la chiusura della Radio clandestina anche alcuni giornalisti fecero ritorno in Italia e fu assicurato loro un lavoro, fra questi l’ex direttore del Tg3 Sandro Curzi.

    Voi non sentirete parlare di questo libro perché si occupa di un argomento tabù (partigiani e caso Moro), per il quale classe politica italiana e giornalisti collaterali fanno di tutto per conservare il segreto e mantenere il nostro Paese all’ultimo posto in Europa per quanto riguarda la libertà di stampa, così come ben spiegato dall’organizzazione sovranazionale Freedom House.

    Ma vi invito a leggere questo libro per sdoganare partiti e uomini compromessi con il passato (ma che tutt’ora sono autorevoli e ricoprono importanti cariche anche istituzionali) e per una Nuova Repubblica priva di segreti, pacificata, trans politica e proiettata nel futuro.

    Rocco Turi

    Questo testo è la trascrizione del video su you tube: