• La “bellezza italiana”… non se ne può più!

    “La bellezza di Taormina stupisce il mondo”: è una frase che ho appena ascoltato al tg5; questo luogo comune è stato ripetuto più volte al G7 siciliano, negli ultimi due giorni. Mancava solo che si aggiungesse “bellezza mozzafiato”…
    Il vocabolario della lingua italiana Treccani spiega che la bellezza è una qualità che appare ai sensi e allo spirito, ma da alcuni anni il termine “bellezza” è stato posto a baluardo del nostro Paese come elemento concreto che lo faccia eccellere rispetto a ogni altro (Paese).
    Chi ha coniato questo concetto di rilanciare l’Italia nel mercato turistico non ha riflettuto adeguatamente; probabilmente risulta vincolato da influenze sociali che condizionano la sua vita, come direbbe Wright Mills. E’ un errore grossolano indicare la bellezza dell’Italia come elemento caratteristico che dovrebbe indurre gli stranieri a visitarla. Ogni altro Paese potrebbe esibire la stessa percezione in qualsiasi campo, ma nessuno lo fa perché tutti sanno che “bellezza” è un termine astratto e manca di qualsiasi oggettività. La bellezza è qualcosa di soggettivo all’ennesima potenza e qualcosa che non si tocca, né la sensazione che gli occhi di tutti vedono possa tradursi in un concetto comune. D’altra parte, se non si è dotati di immaginazione tutto appare inguardabile.

    Non ci sono parametri generali che possano spiegare che Taormina sia più bella degli altri luoghi in cui sono stati celebrati i precedenti G7 2016 di Shima (Giappone), G7 2015 di Schloss Elmau (Germania), o di qualsiasi altra località nel mondo.

    Chi ha l’Italia come unico parametro di verifica dovrebbe viaggiare un pò di più all’estero, anche con la lentezza dei passi, per comprendere che “bellezza” è un concetto che – semmai – pervade il mondo intero.

    Rocco Turi, Budapest