• Bartók Plusz Operafesztivál

    La seconda serata del “Bartók Plusz Operafesztivál” si è svolta nella sede estiva del Teatro Nazionale di Miskolc – Summer Theatre. Incardinato sempre su Kodály Zoltán, etnomusicologo ed educatore conosciuto soprattutto per il suo “metodo”, il festival ha presentato uno spettacolo “misto” con un titolo di impatto immediato: “Kodály nel racconto e nella danza”. La prima parte musicale è stata quasi “ironica” a causa di un latente buonumore trasmesso in sala attraverso la ripetuta locuzione “Az angyalat”. Gli ungheresi sanno che questa formula non ha alcun significato concreto, ma quando viene pronunciata essa è capace di suscitare una buona dose di giovialità e letizia. Chiunque straniero arrivi in Ungheria e nell’adatto contesto pronunci la locuzione “az angyalat” può essere certo che riceverà almeno un sorriso, amicizia. Sembra un by-pass; “az angyalat” è locuzione capace di creare una certa desiderabilità sociale che in Italia non ha analogia. Questo è il concetto che il “Bartók Plusz Operafesztivál” 2017 ha voluto sviluppare all’interno della dedica a Kodály Zoltán.

    Proprio all’insegna della formula “az angyalat” lo spettacolo è stato seguito con attenzione perché capace di offrire sprazzi musicali inattesi che hanno suscitato interesse crescente, con lo scopo di introdurre il successivo momento dedicato alla danza. Infatti, il balletto ha rappresentato un’attrazione aggiuntiva per il pubblico con un aumento progressivo di originali effetti sonori e visivi.
    E’ stato anche interessante osservare il balletto con un supporto musicale “diretto”, cosa che risulta essere sempre più raro nei moderni spettacoli. Il pubblico, soprattutto quello straniero, ha accolto con sorpresa l’originalità della coreografia che ha esulato dalle aspettative scenografiche tradizionali.
    Il balletto è così riuscito a discriminare fra tradizione e modernità, proponendo questa opera-prima che probabilmente sarà ricordata negli annali del festival Bartók.

    Non a caso, Il “Bartók Plusz Operafesztivál” 2017 ha un sottotitolo emblematico: “Rebirth of Opera”; tutto rivolto al mondo occidentale, così come al suo tempo Kodály Zoltán orientava il suo pensiero; egli credeva che il mondo occidentale non fosse interessato a come imitarlo ma fosse ansioso di conoscere quale contributo culturale offrire/recepire.
    Il “Bartók Plusz Operafesztivál” si è così impegnato a creare un’opera popolare contemporanea con due obiettivi: a) invitare i compositori di alta qualità che con la loro musica avessero lo scopo di trasmettere gioia, all’insegna della tipica locuzione ungherese ”az angyalat”; b) affinchè il pubblico riconquistasse il diritto di giudizio sulla critica paludata. Il festival si è così aperto a opere che ”estendono” il genere operistico, nella ricerca di nuove direzioni per l’Opera contemporanea popolare che contribuisca alla rinascita del genere, da cui il sottotitolo ”Rinascita dell’opera”. Ecco perchè in aggiunta alle prime due serate, dedicate alle maggiori composizioni di Kodály Zoltán, è prevista la messa in scena di un certo numero di anteprime mondiali.

    Rocco Turi, 18 giugno 2017 Miskolc