• Bartok Plusz Opera Festival 2019

    Il “Bartok Plusz Opera Festival 2019” di Miskolc in dieci giorni di programmazione ha offerto anche quest’anno oltre cento spettacoli di grande qualità – ed è stato impossibile, ovviamente, seguirli tutti. In generale vengono privilegiati gli spettacoli al Main Stage del Teatro Nazionale, ma questa volta ho voluto dedicare la mia attenzione anche agli show previsti nei diversi palcoscenici della città. So bene, infatti, che a volte gli spettacoli in luoghi meno prestigiosi o all’aperto rappresentano anteprime che dopo non molti anni vengono legittimate nei migliori teatri: ho avuto esperienza del genere con alcuni gruppi teatrali a cui avevo assistito da ragazzo davanti al Centro Pompidou a Parigi e per le vie di Londra.
    A Miskolc ho così avuto la possibilità di avere un’idea in più sulla qualità dei prodotti culturali fra opera e bel canto. Bellissimo spettacolo “…és Echo”, visto nel Chamber Theatre, opera di burattini in un atto in cui si vive il dramma personale di una cantante d’opera e si rievoca la storia di Barbablù, opera del compositore ungherese Béla Bartok, a cui è dedicato il Festival.
    Bel canto e belle voci nella chiesa luterana con lo spettacolo “Paharión, a Vörös Angyal a Las Huelgas kertjében”, nel quale ho assistito alla combinazione di suoni delle tradizioni liturgiche orientali e occidentali e musica contemporanea del 21° secolo con strumenti tradizionali e moderni. Sono stati quindici dialoghi sonori combinati tra culture diverse, dove le voci gregoriane e bizantine hanno incontrato strumenti occidentali come violino e clarinetto, oltre a quelli tradizionali dei paesi dell’est come la lira e il ney, che è un flauto tradizionale della musica turca e di quella dei paesi del Medio Oriente, forse anche del sud Italia.
    Il concerto del Coro femminile nel Conservatorio musicale Béla Bartók si è esibito, in elegante nero, con emozionanti opere corali di compositori contemporanei – György Orbán, Levente Gyöngyösi, Miklós Kocsár, Ēriks Ešenvalds, Pablo Casals – e classici, quali Gioacchino Rossini, Josef Gabriel Rheinberger, Francis Poulenc, Gabriel Fauré.
    Fantastico balletto in Szent István tér è stato “Kármen”, in cui sono state esibite danze che ripercorrono con efficacia il variegato mondo zingaresco e dove la precipua arte musicale viene esaltata col suono struggente del violino. Uno dei migliori spettacoli visti quest’anno a Miskolc.
    Non ho potuto ignorare la dolce musica di Micheller Myrtill e la sua band (Pintér Tibor, Pinter László, Sárkány Sándor, Gálfi Attila) che rievocano l’atmosfera della Francia del 20° secolo con canzoni francesi e inglesi in stile „gipsy swing”. Oltre alle famose canzoni degli anni ’50 e ’60, Micheller e il suo gruppo hanno anche curato le opere di Edith Piaf. Sul palco soft di Erzsébet tér del Bartok Plusz Opera Festival, è stato assicurato il divertimento e l’affascinante atmosfera che le canzoni francesi da sempre sanno offrire.
    Ho assistito con ammirazione al „Nostalgic concert”, concerto di nicchia – concerto per pochi, perché neppure indicato sul programma ufficiale, nel Foyer del Teatro Nazionale; poi ancora in Szent István tér al grande concerto „Könnyű Komoly” di Müller Péter Syiámi AndFriends, per un’ora e mezza in compagnia delle sue migliori canzoni, sempre iniziando dalla bellissima “Gyonyoru”.
    Nel Summer Stage ho assistito con particolare divertimento alla commedia musicale: Igudesmann & Joo: “A Little Nightmare Music” Show, spettacolo unico, pieno di virtuosismo, ideale per un pubblico “di età compresa tra gli 8 e gli 88 anni”; uno spettacolo affascinante per tutti e non solo per gli appassionati di musica classica. I musicisti, che lavorano insieme da molti anni e insieme compongono la loro musica, violinista russo Aleksej Igudesmann e pianista coreano Richard Hyung-ki Joo, riescono a fare un mix di comicità riunendo i comportamenti quotidiani paradossali e assurdi con la musica classica, allo scopo di ottenere un gradevole impatto visivo e favorirne la diffusione fra il pubblico.
    Il duo riesce a creare situazioni da incubo attraverso le quali, fingendo di non saper suonare, stimola applausi a scena aperta. Circostanze classiche che si verificano spesso nei teatri a iniziativa estemporanea di singoli musicisti in vena di scherzare e improvvisare, ma in “A Little Nightmare Music”, Igudesmann & Joo hanno fondato sulla comicità l’intero show. Un esempio: Il duo inizia a suonare “seriamente”, neanche uno spillo cadrebbe per terra, quando improvvisamente un cellulare suona e inizia la “follia”; il pianista perde la mano, si arrabbia e si allontana, poi ritorna e lo trova bloccato e per sbloccarlo è necessario per assurdo esibire la carta di credito; il violinista si addormenta mentre si sintonizza e poi si sveglia in mezzo a un’autostrada; entrambi mangiano, parlano al telefono, ma poi riprendono improvvisamente a suonare musica sublime. Aleksej Igudesmann e Richard Hyung-ki Joo riescono a creare molti “incubi” di questo genere davanti agli occhi e alle orecchie del pubblico, trasformando lo spettacolo in un lungo momento di buonumore e riscuotendo applausi nei teatri di tutto il mondo.

    Rocco Turi, da Miskolc