• 16 marzo / 9 maggio 1978

    Dopo 54 giorni di sofferenza, il corpo dell’on. Aldo Moro fu fatto ritrovare in via Caetani. Sono passati 39 anni; dopo quattro anni dalla pubblicazione di “Storia segreta del Pci / Dai partigiani al caso Moro” (2013) edito da Rubbettino, nel quale viene risolto il caso politico più eclatante della storia moderna in Italia, è qui riproposto il sesto comunicato stampa che accompagnò l’uscita del libro.

    Comunicato stampa:
    IL CASO MORO, UNA STORIA TUTTA COMUNISTA

    “Durante i lavori della Commissione Parlamentare sul caso Moro emersero legami solidi fra le ‘Brigate Rosse’, gli ex partigiani della Volante Rossa fuggiti a Praga – con l’aiuto del Pci – e i servizi segreti oltre cortina di ferro. Nel 1981 il Governo italiano bandì una borsa di studio per indagare sulla ‘Consistenza e la configurazione della colonia italiana in Cecoslovacchia’; dopo la pubblicazione dei fallimentari risultati sul caso Moro, mi fu attribuito l’incarico. Studiando per anni all’Università di Brno e poi all’Accademia delle Scienze di Praga scoprii che in Cecoslovacchia non risiedeva una qualsiasi colonia di lavoratori – peraltro improbabile, all’epoca – ma un gruppo di ex partigiani attivi, seguiti, guidati, difesi, curati dal Pci e addestrati proprio per compiere la rivoluzione in Italia”.

    Questo e altro ancora racconta il sociologo Rocco Turi nel libro “Storia segreta del Pci”, edito dalla casa editrice Rubbettino e presentato a Roma dagli storici Nicola Tranfaglia e Piero Craveri, con la moderazione di Stefano Folli.

    Attraverso la documentazione ufficiale fedelmente e integralmente riprodotta nel suo saggio, Rocco Turi rivela l’esistenza in Cecoslovacchia della radio clandestina del Pci “Oggi in Italia” dove lavorò il giornalista ed ex direttore del Tg3 Sandro Curzi. La radio era talmente segreta che la corrispondenza doveva essere inviata a Berlino e poi smistata a Praga tramite la Stasi.
    Radio Praga, di cui si parla in Italia, era tutta un’altra cosa…

    Il sociologo Turi spiega ancora: “Con il passare degli anni la rivoluzione comunista diventava sempre meno possibile, ma l’organizzazione gestì l’ospitalità di terroristi, non solo italiani, allo scopo di fomentare disordini in occidente per accrescere oltre cortina la bontà del comunismo; come dire: ecco cosa accade in Italia, mentre noi costruiamo tranquillamente la pace sociale”. Quella stessa organizzazione – continua Rocco Turi – fu utilizzata per fermare il nascente compromesso storico, allo scopo di evitare che il maggiore partito comunista occidentale abbandonasse l’orbita sovietica.

    La lucida ricerca del sociologo fu oggetto di una richiesta di audizione alla Camera dei Deputati il 20 marzo 2000 e ripresa nel 2001, con il titolo “Analisi di Rocco Turi” nel volume conclusivo della COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SUL TERRORISMO IN ITALIA E SULLE CAUSE DELLA MANCATA INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABILI DELLE STRAGI, presieduta del senatore Giovanni Pellegrino.

    Nel suo minuzioso saggio politico il sociologo demolisce la storiografia ufficiale del nostro Paese e la pubblicistica trasversale di questi ultimi 39 anni. Anche la Commissione Mitrokhin, all’epoca del Governo Berlusconi, fu interdetta per legge ad occuparsi della Gladio Rossa, di cui si parla nel libro. Con “Storia segreta del Pci”, Rocco Turi restituisce alla “Gladio Rossa” la sua corretta logica e mette la parola fine al Caso Moro.

    Rocco Turi, Budapest