• L’illusione di dominare la Natura

    Ci risiamo. L’immane tragedia che ha colpito l’Italia centrale ha dato la stura – ancora una volta – a una serie infinita di reazioni scomposte. In particolare sui soliti social netwrk, dove blogger con la bava alla bocca hanno subito iniziato la caccia al colpevole, pubblicando pezzi nei quali in sostanza si sostiene che le cause sono umane, e vanno fatte risalire a persone o ad amministrazioni locali facili da individuare.
    Tutto ciò rammenta l’incredibile caso di geologi e sismologi che vennero incriminati dalla magistratura perché, in occasione del sisma dell’Aquila, “non erano stati capaci di prevederlo”. In seguito l’accusa, com’era lecito attendersi, è caduta, ma il danno ormai era fatto. Gli scienziati dissero chiaramente che non intendevano più far parte di commissioni della Protezione Civile, e non si vede come dar loro torto.
    Quando si pretende che uno scienziato diventi uno sciamano, producendo divinazioni infondate piuttosto che previsioni statistiche necessariamente incerte, vuol dire che non si è capito niente della scienza e dei rapporti problematici tra l’uomo e la Natura. E poco conta se a non capirlo è il giudice o l’uomo della strada che s’illude di sapere tutto leggendo articoli di quotidiani o di blog online.
    Certo qualcosa si può fare incrementando l’edilizia antisismica. Però solo qualcosa, giacché la forza dei cataclismi naturali è spesso tale da beffare anche quel tipo di costruzioni. Da noi si continua a ripetere (a mo’ di pappagallo) che in Giappone le autorità hanno saputo prevenire i danni implementando appunto le costruzioni antisismiche. E’ falso, e basta rivedere i filmati dei terremoti nipponici per constatare che, anche là, il dopo-sisma è caratterizzato dalla penosa ricerca dei superstiti rimasti intrappolati sotto le macerie.
    Ha ragione il fisico Carlo Rovelli quando scrive sul “Corriere della Sera”: “Dobbiamo fare di tutto per difenderci, ovviamente. Studiare i pericoli, cercare di prevederli, e prendere tutti i provvedimenti necessari per minimizzare i rischi. Disattenzioni e leggerezze sono colpevoli. Ma siamo limitati e mortali, non siamo i padroni della realtà: le armi della scienza sono efficaci, anche molto, ma non sono onnipotenti: alleviano i rischi, non li eliminano”.
    Ed è per l’appunto la coscienza dei nostri limiti a consigliare di evitare prese di posizione inutilmente roboanti. A dispetto di quanto sostengono alcune correnti di pensiero – per esempio il marxismo – gli esseri umani non sono affatto i padroni e dominatori dell’universo. Delle dinamiche della Natura conosciamo tutto sommato poco. Basta vedere la grande imprecisione delle previsioni meteorologiche per comprenderlo. Con i terremoti è ancor peggio, e chi si ostina ad affermare la loro prevedibilità non è semplicemente onesto.
    Altra cosa, ovviamente, è la prevenzione, e qui forse possiamo imparare da altri Paesi. Senza però iniziare subito la caccia alle streghe, come è puntualmente avvenuto anche in questa occasione. E’ inutile invocare il senso di responsabilità da parte dei politici, se poi giornalisti e blog ne fanno a meno per cercare un facile consenso.