• Recuperare Napoli e Torino: le due città metropolitane dopo Roma e Milano.

    Far convergere occidente e oriente in Italia e nel mediterraneo. La “virgola di ponente” si collega nel Tirreno e verso Piemonte e Liguria. La spinta verso l’Adriatico è lo sviluppo del Nord Est

     

    Finalmente, dopo un anno dal 2018 al 2019, da marzo a marzo, si cominciano a sciogliere i ghiacci ed i problemi di un anno vissuto pericolosamente: una caduta recessiva dell’economia; una difficile conciliazione tra le forze politiche del Governo in Parlamento; una necessaria e lenta riorganizzazione del centrosinistra, aggregatosi con una forza capace di opporsi politicamente alla Lega ed al movimento 5 stelle.

    Dunque nel 2019 si potrebbe costruire una doppia convergenza: chiudere la forbice tra levante e ponente, tra le due Italie, non senza trascurare un processo che si chiuderebbe tra nord e sud; affiancare la popolazione italiana collegandosi, tra le varie combinazioni elettorali, e procedere in una composizione di relazioni sociali ed economiche, in occasione del nuovo Parlamento dell’Unione Europea tra pochi mesi.

    Il centro sinistra dovrebbe creare un progetto di medio periodo per ottenere la necessaria relazione tra convergenze e divergenze, molto allontanate tra loro negli anni, sia in Italia che in Europa. Per ottenere una espansione capace di trovare, nella nuova dimensione delle convergenze, la ripresa della crescita nel Mediterraneo: politica ed economica.

    Lo strumento che l’Italia deve proporre è importante, ed è stato congegnato da alcuni anni ma non ancora perfezionato adeguatamente. Si tratta delle città metropolitane, quattordici enti territoriali di area vasta che oggi sostituiscono le province.

    La Legge Delrio (7 aprile 2014 n.56) disciplina le dieci città metropolitane delle Regioni a statuto ordinario, i cui territori coincidono con quelli delle preesistenti province: Roma Capitale, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. Si aggiungono le città metropolitane a statuto speciale: Cagliari, Catania, Messina, Palermo.

    Queste quattordici città, che devono ancora costruire questa rete di strutture economiche e sociali, sono molto diverse tra loro. L’Italia (al primo giorno del 2018) raccoglie una popolazione di 60 milioni e 484mila persone. Le prime quattro città metropolitane sono Roma Capitale, Milano, Napoli e Torino: 12 milioni e 860mila persone. L’insieme delle 14 città metropolitane si assesta su 21 milioni e 926mila persone. Le altre dieci città, di cui 4 città a statuto speciale, si riducono a 9 milioni e 66mila persone. Il resto della popolazione italiana è imponente, 38 milioni e 558mila persone, che si collocano su una vasta gerarchia di piccole e medie organizzazioni, diffuse sul territorio nazionale.

    In effetti la dimensione e la forza delle città metropolitane si ritrova in quattro punti: Roma Capitale e Milano; Napoli e Torino. Milano è certamente oggi un punto importante, la vera forza economica, finanziaria e politica, che consente di assorbire e restituire i processi più complessi dello sviluppo. Roma Capitale rimane in una condizione molto problematica e disordinata. La seconda coppia è molto importante: perché Napoli e Torino sono molto simili.

    Negli anni novanta sia Napoli che Torino avevano avuto la possibilità di allargare l’industria, il commercio ed i servizi. Ora ci sono fondamentali diversi: il turismo, i beni culturali e la conoscenza, che si sviluppa nelle Università e nei progetti di crescita per l’innovazione e la cultura. A Torino come a Napoli ma, per ora, sono solo costruzioni complementari possibili.

    Certo non possiamo immaginare che Napoli e Torino siano già equilibrate tra loro. Ma una ricerca di convergenza è proprio la leva che dovrebbe aprire il Tirreno con una metafora, utilizzata negli anni novanta: la “virgola di ponente”. Convergendo sia nella prospettiva napoletana che in quella torinese. Le quattro città rappresentano un triangolo ed un punto divaricato.

    La caduta di Roma Capitale e la crescita imponente di Milano, che è davvero oggi la prima città d’Italia. Mentre si deve affiancare, per collegare il Tirreno, il raccordo tra Napoli e Torino: che chiude il triangolo Napoli, Torino e Milano. Roma Capitale dovrà risalire faticosamente la china.

    Queste quattordici città saranno anche una leva per allargare le aree più complesse, le città e i comuni minori. Serve una convergenza tra Tirreno e Adriatico, collegandone le due coste. Ma bisogna che queste trasformazioni possano cogliere sia le opportunità del mediterraneo che i percorsi del Nord Est.

    Forse, la convergenza tra Italia ed Europa, potrebbe diventare la chiave di un grande sviluppo economico e sociale.      

     

    Questo testo si presenta sabato 23 marzo 2019 al giornale Il Sole 24 Ore. Alla pagina numero 14 e con il titolo “Città metropolitane e vie della crescita”. Si legge inoltre anche una ulteriore indicazione: “Oltre a quella di Nord e Sud , è ora di chiudere anche la forbice tra Levante e Ponente”.

     

    Link utili

     

    Istat 8 febbraio 2019

    Codici statistici delle unità amministrative territoriali

    NOVITÀ PER L’ANNO 2019

    https://www.istat.it/storage/codici-unita-amministrative/Novit%C3%A0-2019-2017.pdf

    Istat

    CODICI DELLE CITTÀ METROPOLITANE

    AL 1° GENNAIO 2017

    https://www.istat.it/it/archivio/145343

    Istat

    LE 14 CITTÀ METROPOLITANE RAPPRESENTANO

    UN TERZO DELLA POPOLAZIONE ITALIANA

    https://www.diabete.com/wp-content/uploads/2018/07/02-INFOGRAFICA-14-CITTA-ITALIANE.pdf

    Ispra, Città Metropolitane, 2017

    http://www.isprambiente.gov.it/files2017/pubblicazioni/stato-ambiente/rau-2017/11_Citta%20metropolitane.pdf