• Si riapre la stagione dell’incertezza. Il nocciolo duro europeo è lento ma il Sud ed il Nord crescono alla medesima lenta crescita.

    Gli occupati in Italia dal 2014 al 2018. 

    L’indice sintetico della pubblica amministrazione  si divide tra Nord e Sud.

     

    L’Italia prosegue rallentando e l’Europa la segue; mentre si affianca alla stagione dell’incertezza. Quando l’ambiente economico lascia le sue tracce, tra il futuro prossimo e quello remoto, gli imprenditori e le organizzazioni pubbliche possono individuare i rischi che devono valutare. Se, invece, si rompe la catena tra il presente ed il futuro, e lo spazio economico si riempie di una nuvola di incertezza, la spinta per la crescita si ridimensiona e la liquidità smette di investire per lo sviluppo: stagna nel pantano in attesa che torni la buona stagione del rischio. L’Italia e l’Europa sono legate tra loro ma non riescono a collegarsi con il resto del mondo: perché ricadono nel pantano dell’incertezza e perché fuori dell’Europa ci sono nazioni e popoli che possono e vogliono espandere le proprie economie.

    Il Fondo Monetario indica oggi direzioni molto divaricate: dal 2017 al 2019 mercati emergenti ed economie che sviluppano processi e tecnologie, che si allargano nei nuovi mercati; le economie avanzate, per una buona parte la stessa Europa, ripiegano su se stesse. Questo ripiego tra Sud e Nord dell’Italia sta diventando una spina del fianco per l’Europa ma si avvicina il 2019, e si dovranno assumere molte decisioni importanti.

    Ad esempio: una nuova stagione del Parlamento Europeo; la riorganizzazione delle politiche europee, fiscali e finanziarie, entro il 2020; lo sviluppo dei progetti e della redistribuzione dei manager della Banca Centrale Europea.

    La contrapposizione tra Sud e Nord dell’Italia ha affrontato vari problemi: i primi tre mesi del 2018 per arrivare ad un punto politico per il paese; i secondi tre mesi per organizzare un Governo ed un Parlamento, non ancora collaudati abbastanza; un progetto per collegare Governo e Parlamento in una prospettiva strategica, per rilanciare la crescita e lo sviluppo nel secondo semestre del 2018. Ma questo percorso – considerando agosto, la costruzione di una ragionevole legge di bilancio ed un contenimento dell’enorme debito pubblico italiano – impatterà sul 2019 e sulle incertezze che avrebbero, invece, dovuto ormai essere  collegate al rischio di nuovi investimenti.

    La politica italiana, insomma, è fragile e sarà difficile collegarne i risultati nel trapasso tra 2018 e 2019. Nel secondo trimestre di questo anno l’economia italiana ha segnalato un rallentamento. La decelerazione emersa si è riflessa in agosto, dopo che il risultato del secondo trimestre è scivolato in basso. Cerchiamo di capire come e perché oggi, tra il Nord ed il Sud del paese, si debba ricucire la nostra economia.

    Bisogna cominciare da alcuni anni or sono, dal 2008 al 2018. Partendo dal 2008 il pil italiano è precipitato nel 2009; poi è rimbalzato nel 2011 per ricadere nel 2013 e 2014, in termini stagnanti e riprendere quota; tra alti e bassi, tra 2015 e 2016, si è portato in alto il pil. Ma dal primo trimestre del 2017, fino al secondo semestre del 2018, la variazione tendenziale del pil ci riporta al di sotto dell’uno per cento. Gli analisti internazionali considerano un contesto dell’uno per cento rispetto al 2018, forse senza grandi aspettative. In seconda battuta la Svimez ha proposto una terna per confrontare il Mezzogiorno, il Centro Nord e l’Italia. Ripetiamo il circuito dal 2008 al 2018.

    Il Sud ha un cumulato negativo di meno dieci per cento tra i due anni. Il Centro Nord ha un cumulato di meno 4,1%. L’Italia in quanto tale ha un cumulato negativo del  5,5%. L’Unione Europea (8,4%), la Germania (12,3%), la Spagna (2,8%) e la Francia (8%) salgono in positivo dal 2008 al 2018.

    Ci sono, infine, due ulteriori elementi: la dimensione degli occupati e l’indice sintetico delle performance nella pubblica amministrazione. Ripartiamo dal 2008 e torniamo al 2018.

    Nel 2008 gli occupati vengono considerati pari a 100: sia nel Nord che nel Sud. Il Nord scende nel 2014 e risale al 2018 con un valore di 102. Il lavoro del Nord ha avuto una flessione iniziale ma è sceso poco ed ha ripreso molto in relazione alle attività in corso.

    Il Sud è sceso prima al 2012 con la caduta del  97, al di sotto del Nord. Con una seconda caduta al 92 nel 2014; con una debole ripresa al 2018, che lo ha portato al 96 ed al di sotto del 102.

    Lo svuotamento del Sud, in chiave di occupati e di produttività, non è ancora arrivato alle dimensioni del 2018. Sud e Nord dovrebbero cercare una coesione unitaria che, purtroppo, non sembra apparire.

    Del resto il settore pubblico presenta la medesima situazione. La capacità del settore pubblico, a Trento è Top, pari a 100. Dopo Trento ci sono Nord Ovest e Nord Est ed il centro. La media generale è 65,6 ed include la Liguria ed il Lazio; in discesa ci sono tutte le altre regioni. In Calabria pari a 39.

    Per tornare alla crescita, insomma. l’Italia si deve ricomporre e tornare, davvero, in Europa. 

     

    Questo testo è anche nella prima pagina del Corriere del Mezzogiorno del 2 agosto 2018, con il titolo “Il commento; Se si rompe la catena tra il presente ed il futuro”

     

    Link utili

    Istat. II trimestre 2018: STIMA PRELIMINARE DEL PIL

    Nel secondo trimestre del 2018 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% in termini tendenziali. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,9%.

    https://www.istat.it/it/files//2018/07/FLASH_2018q2.pdf    

    ANTICIPAZIONI  DEL RAPPORTO SVIMEZ 2018 SULL’ECONOMIA E LA SOCIETÀ DEL MEZZOGIORNO

    http://www.svimez.info/images/RAPPORTO/materiali2018/2018_08_01_anticipazioni_testo.pdf

    L’ECONOMIA E LA SOCIETÀ DEL MEZZOGIORNO NELLA STAGIONE DELL’INCERTEZZA

    Anticipazioni del Rapporto SVIMEZ 2018 sull’economia e la società del Mezzogiorno Roma, 1 agosto 2018 Biblioteca SVIMEZ Luca Bianchi*  Direttore  della SVIMEZ

    http://www.svimez.info/images/RAPPORTO/materiali2018/2018_08_01_anticipazioni_slides.pdf