• Isole nella corrente

    Le due isole separate: i 5 stelle al sud e la lega al Nord. Isole che potrebbero essere travolte dalla marea montante dell’Unione Europea. Il “grande arcipelago” futuro.

     

    Domenica 4 marzo hanno votato gli italiani; dopo il trionfo del Movimento Cinque Stelle la scena diventa un vero e proprio trionfo: il crollo del Partito Democratico e una esplosione della Lega. Nessuna delle forze politiche, anche se alleate tra loro, hanno una maggioranza parlamentare. Il Presidente Mattarella deve iniziare e chiudere un percorso, complesso ed imprevedibile, che si conclude il 23 maggio e, con elevata probabilità, insediare un Governo nei prossimi giorni ed aprire la strada al futuro.

    A Bruxelles, il 2 maggio 2018, la Commissione Europea ha proposto un bilancio a lungo termine per il periodo 2021-2027.

    Il Commissario al Bilancio e le Risorse Umane Günther H. Oettinger ha dichiarato: “Quello che costituisce davvero il nucleo di questa proposta di bilancio è il valore aggiunto europeo. Investiamo ancora di più in settori nei quali i singoli Stati membri non possono agire da soli o nei quali è più efficiente operare insieme, come nei campi della ricerca, della migrazione, del controllo delle frontiere o della difesa. Contemporaneamente continuiamo a finanziare politiche tradizionali, ma ammodernate, come la politica agricola comune e la politica di coesione, visto che gli standard elevati dei nostri prodotti agricoli e il recupero economico delle nostre regioni vanno a vantaggio di noi tutti.” della Unione Europea.

    In parallelo alla Commissione, siamo arrivati alla ricomposizione di un nuovo Parlamento, e di un nuovo Governo, in zona Cesarini. Ma ci siamo e dobbiamo riportare l’Italia al centro dell’attenzione per quello che vogliamo fare e come dobbiamo farlo: sono passati cinque mesi ed il 2018, considerando la pausa estiva, è alla metà del guado rispetto alla capacità della crescita.

    Moscovici ha individuato una prima linea di controllo sulle dimensioni del prodotto interno lordo nei diciannove paesi dell’eurozona. Il 2018 espone, per ora, una dimensione del prodotto interno lordo pari al 2,4%. Al di sotto di questa soglia, in ordine crescente, Italia, Grecia, Belgio, Francia. Al di sopra della soglia, le altre quindici nazioni.

    L’Italia è sull’ultimo gradino; doppiato il capo del 4 marzo abbiamo due isole che si fronteggiano: il Sud, dove la composizione della platea dei votanti copre a tappeto la forza elettorale dei Cinque Stelle; il Centronord, dove la forza elettorale è controllata, e governata, dalla Lega. Ecco le due isole nella corrente che potrebbero essere travolte dalla marea montante dell’Unione Europea. L’Italia richiede una doppia problematica, esogena ed endogena insieme.

    Il Parlamento ed il Governo dovranno viaggiare su due fronti; in chiave esogena bisognerà agganciarsi, in prima battuta, ad un bilancio moderno, semplice, flessibile con una sana gestione finanziaria: un bilancio per la Unione Europea. Günther H. Oettinger indica che il nucleo della proposta di bilancio è il valore aggiunto europeo. Un valore aggiunto che deve includere anche l’Italia, ovviamente, e creando, in prospettiva, un insieme adeguato alla crescita ed allo sviluppo nel complesso dell’Unione Europea. Un “grande arcipelago” che diventa un contenitore di nazioni e popoli, che possano rappresentare una massa imponente in Europa e nel Mediterraneo. Intorno a questa massa complessiva ci sono, e restano, le incertezze di una geopolitica che avvolge larghe parti dl mondo.

    Ma l’Italia, e le altre nazioni europee, non possono sottrarsi ad una maggiore coesione tra loro ed a una maggiore capacità di sviluppo e di politiche adeguate. La chiave endogena è più pericolosa, paradossalmente, di un’alleanza tra molti Stati; si tratta di restare all’interno di una singola nazione. Le due isole nella corrente, il Sud ed il Centronord, sono antagonistiche in chiave oggettiva. Degrado al Sud e concentrazione di risorse al Nord. Ma il problema delle due isole non è assolutamente capace di allargare e promuovere la crescita interna del Sud e del Centronord.

    Bisogna agire nella prospettiva di allargare le dimensioni delle imprese, la forza aggiuntiva delle risorse umane, le banche, le grandi infrastrutture, la cultura e la conoscenza, il welfare ed i servizi ad una popolazione, che si allarga demograficamente verso la vecchiaia. Le due isole, cinque stelle e la lega, non riescono, da sole, a trasformare la natura endogena del nostro paese.

    Per prima cosa si deve far convergere il Sud con il Centronord, ma si devono anche lasciare spazi adeguati per i mercati e gli imprenditori, piccoli e grandi che siano, e riorganizzare la struttura e le potenzialità del settore pubblico: nello Stato, nelle Regioni e nei Comuni. Ci deve essere uno spazio aperto, nel paese, che allarghi la capacità degli italiani e possa proiettare nuovi progetti verso le altre nazioni europee di cui facciamo parte.

    Ed una volta ricomposta la frattura divergente  nei nostri confini interni, il Nord ed il Sud, avremo di nuovo scalato il futuro e trovata, anche noi, la chiave di uno sviluppo che si concentrerà nel “grande arcipelago” dell’Europa.       

     

    Questo testo appare anche nel Corriere del Mezzogiorno, pubblicato venerdì il 25 maggio, come fondo della prima pagina e con il titolo “Le due isole della politica”.

     

    Link utili

    World Economic and Financial Surveys, Regional Economic Outlook, I N T E R N A T I O N A L  M O N E T A R Y  F U N D

    Europe Managing the Upswing in Uncertain Times, 18 MAY

    file:///C:/Users/Massimo%20Lo%20Cicero/Downloads/eur-booked%20(1).pdf

    La Repubblica – Economia&Finanza. La Commissione Ue ammonisce l’Italia senza governo.

    Moscovici: “Sforzi strutturali pari a zero”. Le stime confermano una crescita del Pil all’1,5% quest’anno, ma alle porte c’è un rallentamento. Nessun miglioramento sul deficit strutturale: in arrivo una correzione dei conti da oltre 5 miliardi

     

    http://www.repubblica.it/economia/2018/05/03/news/la_commissione_ue_conferma_le_stime_di_crescita_dell’italia_nel_2018_sara15-195394163/?refreshce