• La Campania: luci ed ombre

    Territori & Popolazione. I gruppi dell’economia, della spesa pubblica, del commercio della logistica e di altro ancora ma anche i gruppi della emarginazione, del lavoro nero, di organizzazioni e strutture criminali. Le banche e le imprese

     

    La Campania è la prima regione del Mezzogiorno, con una popolazione di  5.839.084 persone; solamente la Lombardia ed il Lazio, Milano e Roma, hanno caratteristiche più larghe; oltre dieci milioni la Lombardia, poco oltre, cinque milioni e ottocentomilanovantotto persone, quasi uguale alla Campania il Lazio. Questa terna si può specchiare nelle nuove città metropolitane: Milano, Roma e Napoli.

    Napoli è un nocciolo duro della Campania, 1.179 mila kilometri quadrati: solo 8,6% rispetto ai 13.671 kilometri quadrati nella regione. Il nocciolo, infatti, si conferma in questo perimetro con una popolazione di 3.107.006 persone, 2.635 persone per ogni kilometro quadrato. Caserta e Salerno sono il nord ovest ed il sud est della Napoli metropolitana; sulla cerchia di Avellino e Benevento risiedono a Nord le altre due province. Salerno ha più comuni, superficie ed una popolazione che supera il milione di persone; Caserta è singolare, quasi la metà della popolazione salernitana, la metà della superficie salernitana, alta densità rispetto a Salerno, due terzi in meno del numero dei comuni salernitani; sommate Avellino e Benevento si contano 700.000 persone, una superficie simile ad entrambe, 2.800 kilometri di superficie, per i comuni 118 ad Avellino e 78 a Benevento. Nell’area metropolitana di Napoli i comuni sono 92.

    La prima sensazione geopolitica della Campania è duale: una grande metropoli, la terza d’Italia, che viene compressa in oltre tre milioni di persone rispetto alle dimensioni delle altre quattro provincie, ed agli squilibri tra popolazione e superficie.

    La seconda sensazione è la distorsione che si accentra nel nocciolo duro, mentre la capacità di Caserta e Salerno è proiettata per la creazione di imprese per l’industria, per il commercio, il riordino del real estate ed anche per la rete delle organizzazioni collegate al Turismo.  La cerchia degli Appennini, dove si collocano Avellino e Benevento, si aggiunge ad una rete importante di autostrade ma non c’è ancora un sistema ferroviario verso la Puglia , la Calabria e la Basilicata. Ma è proprio dal nocciolo duro della metropoli che è nata ad Afragola una grande stazione di smistamento, tra la Puglia e la Calabria.

    La terza sensazione si conclude nella necessaria capacità, tra pubblico e privato, di reggere e collegare tra loro i gruppi sociali e la mancata sensibilità di costruire una serie di insiemi comuni. Essendo noto che una somma di attori, singolarmente chiusi in se stessi, non riesce a presentare i risultati che una comunità coesa possa generare crescita e sviluppo. Le difficoltà, e le opportunità mancate, relativamente alla transizione degli anni novanta ai successivi 2018 anni, impegnati in Campania, hanno ritardato sia la crescita che lo sviluppo.

    La Campania, dopo l’ingresso nell’area euro si è ritrovata con la spinta degli anni novanta ma ha accusato lo scoppio della crisi americana nel 2008. La Campania, come la Puglia, la Calabria e la Basilicata, hanno subito un rallentamento della crescita mentre la ripresa si è concentrata verso il Nord ed il Centro dell’Italia. La Campania, ed il Sud, riusciranno a rimontare lo stallo della recessione solo nel 2022. Ma il Mezzogiorno tornerà probabilmente verso il 2022 e, con la stabilizzazione dei prossimi anni – come valutano il FMI, la BCE e l’OCSE – il profilo della crescita e dello sviluppo sarà piuttosto contenuto, certamente non brillante ma neanche preoccupante.

     Come si può immaginare un processo di questo genere valutando le luci e le ombre in cui ci troviamo, e tra le quali dovremo passare? In Campania nell’anno 2017 ci sono 477.377 imprese attive e solo 103.569 società di capitali (SpA). Il 28% delle imprese meridionali e il 9% delle imprese attive italiane.

    Le SpA della Campania sono il 35% delle meridionali, un terzo. Ma quando valutiamo le italiane, le SpA della Campania diventano il 9,5%. Il tasso di disoccupazione in Campania è pari al 22,4% mentre in Lombardia è pari al 7%. C’è una forza dei laureati sull’11,46% rispetto all’Italia mentre la Campania rimane intorno al 9,6% della popolazione. Un gruppo di imprese della filiera culturale detiene in Campania 21.472 imprese che, rispetto al Mezzogiorno, diventano il  29% mentre in relazione all’intera Italia, diventano il 7,4%. Le esportazioni sono una leva importante, ma in Campania abbiamo 10.488 milioni che, se si valutano in relazione al Mezzogiorno, diventano il 22%. Se si confrontano con l’Italia si arriva al 2,3% mentre, se si confronta la Campania con la Sicilia e la Sardegna, le due isole diventano più grandi, rispetto all’intera dimensione delle esportazioni in Campania: cioè 1,4%.

    L’insieme di questi squilibri mostra la sua fragilità ma non riesce a costruire investimenti, reali o finanziari che siano, perché l’incertezza e la diffidenza agiscono purtroppo in Campania.

    I corpi sociali della Campania (i grandi imprenditori, il sistema delle piccole imprese, l’emarginazione preoccupante degli ultimi e dei migranti, la delinquenza e la struttura ridondante e non sempre adatta ai servizi pubblici ed alla sicurezza della popolazione) dovrebbero ritrovarsi tra loro, non chiudersi su se stessi, ma piuttosto riconoscersi gli uni con gli altri: se ne fossero capaci. In Italia, infine, l’economia è una somma della componente sommersa e di quella illegale: risultati economici delle imprese, impiego di lavoro irregolare, economia illegale, mance, fitti in nero ed altro. L’incidenza sul valore aggiunto nelle regioni italiane è evidente: la Campania ha il 20,1% ; la Lombardia il 10,9%.

    Da qui e dalle classi dirigenti bisognerebbe ripartire.  

     

    Link utili

     

    Istat Anno 2016. CONTI ECONOMICI TERRITORIALI

    https://www.istat.it/it/files//2017/12/Conti-regionali_2016.pdf

    Istat Marzo 2018. Occupati e Disoccupati

    https://www.istat.it/it/files//2018/05/CS_Occupati-e-disoccupati_MARZO_2018.pdf

    Banca d’Italia. Economie regionali, L’economia della Campania, Aggiornamento congiunturale Numero 39 – novembre 2017

     http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/economie-regionali/2017/2017-0039/1739-campania.pdf