• Politica ed Economia: Diverse e Necessarie

    L’unione Europea si rimette in marcia; l’Italia arranca in politica ma deve far crescere la sua economia

     

    Si apre il vortice della campagna elettorale italiana e si deve trovare una dimensione stabile tra economia e politica, molto più larga del nostro perimetro nazionale. Aspettiamo il 4 marzo ed il giorno successivo.

    Partendo dal basso esiste oggi una doppia contraddizione tra Nord e Sud dell’Italia. Tanto per cambiare. Un terzo del paese, il Sud, affanna per cercare di chiudere, forse nel 2022, la recessione che ha subito dal 2008. La gran parte dei meridionali viene governata nelle quattro regioni del mezzogiorno continentale: dal partito democratico. Tranne la Sicilia che, trasformata, ha dovuto abbandonare il centro sinistra.

    Il ceto politico delle quattro regioni è a sua volta segmentato: ognuno nella sua regione e niente di veramente importante per creare una forte rete di infrastrutture e sviluppo della crescita. Di imprenditori e di imprese ce ne sono ma non abbastanza; ci sono troppi disoccupati, ed in particolare giovani, ed è necessario riordinare e raggiungere effetti positivi, per evitare che il Mezzogiorno vada alla deriva. In particolare in Campania e Calabria. Questa popolazione, in queste condizioni, sarà capace di supportare ancora una volta il partito democratico o si ribalterà, per trovare, nel centro destra, come è accaduto in Sicilia, oppure con il movimento cinque stelle, per una sponda migliore? E’ probabile e, se accadesse, sarebbe un tonfo per il Sud ed anche per l’Italia.

    Nel Nord, come ha scritto ieri Antonio Polito, c’è un centro destra che vorrebbe alimentare un taglio delle tasse che, comunque, non sarebbe affatto possibile: dalla questione su Elsa Fornero alla ricerca di improbabili modelli di welfare. Il debito pubblico deve crescere, e non alimentarsi, mentre sarebbe interessante che gli imprenditori del Nord si proponessero sui mercati, mettendo da parte eventuali revival politici, e lasciando aprire la strada della crescita all’economia: italiana ed europea.

    Insomma non sembra facile creare in Italia una sintonia tra popolazione e politica nella data che si avvicina rapida. Il fatto che queste due facce della medaglia abbiano raggiunto questo strazio della politica, è arrivato al gruppo dirigente dell’Unione Europea proprio per arginare rischi improbabili: creati da una parte di quel ceto politico, che potrebbe deformare il nostro paese e la sua rincorsa verso il resto dell’Europa.

    Moscovici propone tre ipotesi: “l’Italia si prepara ad elezioni il cui esito è quanto mai indeciso; quale maggioranza uscirà dal voto?quale programma e quale impegno europeo?”. Padoan aggiunge e chiude il cerchio “Vedo con preoccupazione che in campagna elettorale proliferano le promesse, per smontare il lavoro fatto; chi assumerà la responsabilità del governo nei prossimi mesi dovrebbe mettere al primo posto l’implementazione delle riforme ed i cambiamenti strutturali avviati nella legislatura passata”. Esiste, insomma, una doppia tenaglia: quella che divarica il sud dal nord, che potrebbe produrre  problemi di bassa politica o tradire, invece, la capacità di un’altra tenaglia. Quella che aggancia Moscovici e Padoan e propone una robusta convergenza tra sud e nord dell’Italia, tra la forza economica della nuova Europa, che si avvicina.

    Collegare Macron e Merkel, dando spazio al rapporto tra le due nazioni, ma collegare anche la Commissione Europea, ed una parte, normale e decisa, della classe dirigente italiana, sarebbe il completamento di un rapporto sano tra politica ed economia. Dove la politica cerca di abbandonare le scorie del passato e dovrebbe riuscire, non a promettere, ma costruire un futuro.

    Il 16 gennaio, a Bangcok, c’è stato un convegno di banchieri centrali sul rapporto tra politica e finanza. Benoit Coeurè, un componente del board della BCE, ha sviluppato una ipotesi coerente al tema Italia ed Europa. Dal convegno emergono due questioni collegate alla politica ed all’economia. Secondo Coeuré “la politica monetaria funziona con ritardi lunghi e variabili … il passato è spesso un cattivo configuratore del futuro. Quando si tratta di rischi politici, tuttavia, le banche centrali non possono essere gestori dei rischio, perché ciò ci porterebbe troppo vicini ad essere attori politici”.

    Sia per le banche centrali, che per la configurazione delle imprese e delle banche, ma anche grazie alla classe dirigente, quando riesce a lanciare un seme ed a coltivarlo. Il rischio economico, il rischio dei banchieri centrali ed il rischio della politica sono un triangolo dove nessuno si deve sovrapporre all’altro. Questo triangolo dovrebbe essere l’impegno di una nuova stagione dell’Unione Europea e di una nuova classe dirigente: in Italia.

     

    Questo testo è stato pubblicato anche sul Corriere del Mezzogiorno, il 17 gennaio 2018, con il titolo “Campagna Elettorale; La politica che Frena la Rincorsa”

     

    Link Utili

     

    ANSA: Europa ed altre news. Moscovici, l’Italia è rischio politico per l’Ue. “Esito voto incerto, quale programma per Europa?”

    http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/01/16/moscovici-litalia-e-rischio-politico-per-lue_37edd83e-2ead-4450-a93c-3c21291b7ea9.html

    PADOAN, PREOCCUPANO LE PROMESSE CHE SMONTANO IL LAVORO FATTO

    https://parlamentonews.it/padoan-preoccupano-le-promesse-che-smontano-il-lavoro-fatto/

    Central banks as risk managers

    Speech by Benoît Cœuré, Member of the Executive Board of the ECB, at the 53rd SEACEN Governors’ Conference/ High-Level Seminar and the 37th Meeting of the SEACEN Board of Governors, Bangkok, 16 December 2017

    https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2017/html/ecb.sp171216.en.html

    Central banks as risk managers; Bangkok, 16 December 2017

    https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2017/html/ecb.sp171216/ecb.sp171216.en.pdf