• La geopolitica delle regioni italiane e le tre Erre

    Ridefinire le dimensioni dei territori

    Ricomporre le differenze tra le regioni

    Rilanciare la crescita e lo sviluppo 

     

    Bisogna cominciare a guardare l’Italia in una dimensione geopolitica: montagne, pianure, comuni e piccole città, ma anche metropoli importanti, fanno la geografia del nostro paese. Collegando la politica alla geopolitica del paese si scoprono alcune questioni importanti e differenti tra loro.

    In Lombardia ci sono oltre 10 milioni di italiani mentre, se si sommano Puglia e Campania ce ne sono altrettanti; il 32% della nostra popolazione. Le cose cambiano se guardiamo alla superficie delle tre regioni in questione: 24mila chilometri quadrati per la Lombardia e, tra la Puglia e la Campania, 32 mila chilometri quadrati.

    La geopolitica di questa terna si può descrivere in questo modo: la Lombardia presenta uno straordinario panorama di imprese e di creazioni industriali, si muove in relazione al nord est dell’Europa ed, in particolare, verso la Germania, il reddito medio della popolazione Lombardia rimane il doppio di quello della Campania e della Puglia. Circa trentamila euro annui in Lombardia e diciassettemila tra Puglia e Campania, sempre nella media.

    La Lombardia si muove in una prospettiva liberista e di mercato, si affianca alla Regione Lombardia con strumenti idonei, per quanto riguarda la politica si adegua ad un confronto di centrodestra ragionevole e significativo.

    La connessione tra Puglia e Campania si presenta con molte piccole e medie imprese, e con alcune importanti imprese, che purtroppo sono assai inferiori al tessuto imprenditoriale della Lombardia. Milano, Napoli e Bari potrebbero essere le città metropolitane che siano in grado di collocarsi in una prospettiva di convergenza, che possa allargare la crescita, in prima battuta e, di conseguenza, lo sviluppo dell’economia italiana.

    Siamo tuttavia in due punti di contrasto: la discontinuità, che comunque dovrà replicare Parlamento e Governo nel prossimo marzo, e la divergenza tra i redditi e l’assenza di un robusto incremento, che possa allargare la base industriale tra Puglia e Campania, e ridurre la disoccupazione, grazie all’incremento della crescita.

    Si tratta di un progetto che potrebbe essere costruito grazie ai mercati finanziari, che si allargano nell’area milanese, delle due grandi banche e delle banche di territorio che dovrebbero rinforzare il tessuto economico meridionale, delle partnership tra università ed imprese, locali ma significative ed anche imprese estere, che possano agire come ulteriori progetti per il Mezzogiorno ed anche per il mediterraneo: allargando le prospettive grazie al canale di Suez ed alle opportunità della costa africana del Nord e delle sue ulteriori possibilità, avanzando verso la seconda linea a Sud dell’Africa.

    Un partnership tra imprese italiane ed imprese francesi, ad esempio, potrebbe creare le condizioni di una potenziale espansione verso progetti di questa portata. Il nodo della terna, tra Puglia, Campania e Lombardia, dovrebbe essere la connessione che spinge, come dicevamo in premessa, un terzo della popolazione italiana.

    Ma si potrebbe anche allargare questo processo aprendo la strada a filiere lunghe: per allargare ulteriormente la spinta della crescita. La Calabria, la Basilicata e la Campania potrebbero collegarsi al Piemonte ed alla Liguria e si avrebbe, in questo caso, una virgola di ponente sulle coste mediterranee. La Puglia e la Lombardia, e forse le Venezie, potrebbero essere la strada di una virgola di levante: che possa davvero, alla fine, realizzare la coesione tra le due Italie.

    L’Italia, insomma, potrebbe immettere tre collegamenti che dovrebbero riscattare il ritardo del Sud, correggere la frammentazione delle venti regioni italiane e riprodurre un sistema di cinque o sei megaregioni, per collegare il nord dell’Europa alla esplosione potenziale del mediterraneo e dell’Africa.

    Mentre ci sarà ancora spazio per cercare ulteriori processi da metter in campo e restituire all’Italia una posizione di prima linea nel contesto Europeo. Il seguito alle prossime puntate ed al traguardo del 2020.   

     

    Questo testo è stato pubblicato un prima pagina anche sul “Corriere del Mezzogiorno” dell’undici gennaio 2018, con il titolo “Macroregioni Sud; Il traino di Puglia e Campania”.

     

    Link Utili

     

    AGI  Breaking News: Gentiloni e Macron, patto Italia-Francia sia matrice della rifondazione UE

    https://www.agi.it/breakingnews/gentiloni_e_macron_patto_italia-francia_sia_matrice_della_rifondazione_ue-3360310/news/2018-01-11/

    HUFFPOST, Europa bilaterale. A Lione Macron e Gentiloni stringono i bulloni del rapporto Italia-Francia ma sull’Ue attendono Merkel

    http://www.huffingtonpost.it/2017/09/27/europa-bilaterale-a-lione-macron-e-gentiloni-stringono-i-bulloni-del-rapporto-italia-francia-ma-sullue-attendono-merkel_a_23224611/

    IL TRATTATO, Macron, endorsement a Gentiloni: «L’Europa è stata fortunata ad averlo». Il presidente francese e il premier hanno gettato le basi per il Trattato del Quirinale che sarà varato entro la fine dell’anno. Poi il capo dell’Eliseo ha elogiato capo del governo italiano: mi auguro di poter continuare a lavorare con lui. Marco Galluzzo

    http://www.corriere.it/politica/18_gennaio_11/macron-endorsement-gentiloni-l-europa-stata-fortunata-ad-averlo-f32ab436-f6cb-11e7-b0f9-ae3913959e9e.shtml

    POLITICA. Italia – Francia; Gentiloni- Macron: lavoriamo per Europa, più sovrana che rifugga populismi. Macron: “Ottimo lavoro dell’Italia sui migranti” e stipula il ‘trattato del Quirinale’. Un ‘trattato’ che consenta di rafforzare i rapporti tra Italia e Francia e possa quindi contribuire al futuro dell’Ue. Il premier francese ha elogiato il premier italiano per la sua creazione di una nuova dinamica in Europa.

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Italia-Francia-lavoriamo-per-Europa-piu-sovrana-che-rifugga-populismi-f5e3efc9-ba6a-4e85-90fb-70c7faf32b59.html